martedì 30 marzo 2010

Più Cota per tutti

Interno giorno. Mentre un soave soffritto di cipolla entra dalle finestre sopra il ring, negli spogliatoi della Palestra Popolare si discute sugli esiti delle elezioni regionali.

- "Pecchè a ste merde nun je frega ‘n cazzo di chi candidano quelle altre merde. Ma no'o vedi che so tutti rincojoniti? Cioè, se quessi candidavano un cinghiale, sai la ggente pe chi votava?"
- "Per il cinghiale?"
- "Eccerto!"

mercoledì 24 marzo 2010

Mi serve un polverizzatore Thompson (10)

- Silvio Berlusconi è un bambino di 5 anni, nato in Africa. Di cognome fa Boahene ed è stato chiamato così dal padre Anthony che da anni vive a Modena:

"Credo di dovere a Berlusconi il mio permesso di soggiorno, volevo dare a mio figlio il nome di un grande capo politico. Mi piace, mi piace tutto di lui. Mi piace come persona, anche se non seguo molto la politica, non mi interessa, ma questo nome mi piace tanto. E poi Berlusconi è simpatico. Non l'avrei mai chiamato con il nome di nessun altro politico italiano."


Eccoli qui, un’altra volta, i motivi di un governo lungo tre lustri con in mezzo qualche scorreggia volante: chi lo vota non sa realmente per chi sta votando. Non che avessi dubbi, intendiamoci. In ogni caso è bello avere delle conferme. Simpatiche, anche loro.

- “La simpatia... un sentimento da presidente del consiglio: si ottiene a buon mercato dopo le catastrofi.” (Albert Camus – La caduta, 1956)

- Torna sulle prime pagine Grigori Perelman. Pare che il matematico russo, dopo aver rifiutato nel 2006 la medaglia Fields, sia pronto a dire di no anche al premio da un milione di dollari offerto dall’istituto di matematica Clay di Cambridge per aver risolto la congettura di Poincaré. Vedremo come andrà, dal canto mio sarei per tenere in vita l’idea che i geni vivano del loro genio. E della loro pazzia. E Grigori, ne sono certo, non mi deluderà.
Intanto non riesco a non ubriacarmi di fascino nel pensare ad un tipo dalla barba più lunga della mia che passa le giornate a capire perché “in uno spazio tridimensionale, una forma di ciambella si spezza durante la trasformazione in sfera”, oppure, ugualmente (per i più ferrati), che “ogni varietà chiusa n dimensionale omotopicamente equivalente alla n-sfera è omeomorfa alla n-sfera”.
A me, per esempio, è sempre parso tutto piuttosto evidente.

- Al volo, visto che si parla di geni e di come vincere le elezioni, porgo l’estremo saluto a Emanuele Pirella, morto ieri a Milano. E’ tutta colpa sua se il veterinario dell’amaro Montenegro, dopo 20 anni, continua a salvar purosangue con delle pacche sul collo. Chissà se gli era mai passato per la testa (al pubblicitario, non al guaritore) di poter diventare capo del governo. E pensare che aveva trovato la chiave di lettura giusta.

- “Kate Moss compare completamente senza veli in un bellissimo servizio fotografico pubblicato da "Vogue International". Ma, ironia della sorte, proprio nei giorni in cui viene pubblicato questo servizio, gli stessi tabloid inglesi si accaniscono contro di lei dopo che alcuni fotografi l'hanno immortalata all'uscita di un locale con un brufolo sul viso.” (La Stampa)

Non riesco a capire se è stata più sfigata l’ironia o più ironica la sorte. Kate Moss, a proposito di certezze e conferme, mantiene invariato il suo 8. Le bionde non possono andare oltre.

- Felicitazioni e rallegramenti al neo dottor Valdoni ("Ma quindi, quanto m'hanno messo?", il commento a caldo del Valder. Non lo so Valdo, ti posso solo dire che l'ultima cifra pareva essere un 4). Che un barattolo di Puffin ti dia sempre forza e grinta a volontà.

- Chissà quanti ancora rimarranno sepolti sotto ai lividi. Il falegname Aldo Bianzino entrato vivo nel carcere di Perugia e di lì uscito, morto, dopo 36 ore. Federico Aldovrandi, ammazzato di botte (“arresto cardio-respiratorio e trauma cranico-facciale”) da quattro agenti, una notte, presso l’ippodromo di Ferrara. Stefano Cucchi a Regina Coeli col corpo devastato. E adesso si sa di Giuseppe Uva, morto a Varese nel 2008 poche ore dopo essere stato portato in caserma perché, ubriaco in strada, stava spostando delle transenne. Fratture alla colonna vertebrale tra le altre cose. Insomma, “E’ bastato aprir la finestra. Una spinta e Pinelli cascò.”

- “Elimineremo il cancro in tre anni”.
E’ stato capace di dirlo dal palco di Piazza San Giovanni

"un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.

In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di
famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.
"
Questa era Elsa Morante, nel 1945.

Dall'eliminazione delle tasse per tutti a quella del cancro. Dalla presa in giro della stupidità a quella della sofferenza. Davvero non ho parole. Solo un voto, 0. Con l'aggravante - stavolta sì - della non consapevolezza.

- Dallo stesso palco - e dopo essersi ricordato della proposta del ministro Gelmini di eliminare la geografia per sostituirla con materie come la scienza dei luoghi e delle connessioni, la geopolitica, la geoeconomia e la geosocietà - lo stesso uomo di prima ha detto (voto 2): "Un ragazzo [Roberto Cota, candidato alla regione Piemonte] pacato e moderato, che io amo in maniera straordinaria. Su di lui grava un compito ciclopico: sconfiggere Mercedes Bresso e poi realizzare il passaggio del Corridoio 5, "il treno ad Alta velocità che deve unire l’Atlantico al Pacifico".
A Cota, mo so (circa) 10.000 km di cazzi tuoi!

- Una curiosità: ma Bertolaso?

- Non mi capitava da La confraternita del Chianti (John Fante, 1977). Di piangere leggendo un libro, dico. Qualche giorno fa è successo di nuovo, con Casino Totale (Jean-Claude Izzo, 1995). Leggetelo.

- Ha scelto la baracca dietro casa, si è chiuso dentro e si è impiccato. Oriano Vidos, imprenditore edile di Camposampiero (Padova), si è ucciso così. E' il tredicesimo caso di suicidio da inizio anno, solo nel Veneto. Hai voglia tu a "diffondere serenità e ottimismo". Tranquilli, comunque: "la crisi è alle spalle".

giovedì 18 marzo 2010

Indovinello

Tutti i maggiori quotidiani in rete mi informano della nascita del figlio di Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci.

Come l'avranno chiamato secondo voi, Nathan Falco o Haran Banjo?

domenica 7 marzo 2010

Sinteticamente

"Mi sembra di giocare con una gamba sola ad una gara di calci nel culo."

(da Blob, il fluido che uccide - Chuck Russel, 1988)

martedì 2 marzo 2010

"Dagli, dagli all'untore!"

- Il mormone Tobia: "Salve fratelli!"
- Bambino: "Salve!" "(Glielo hai detto tu che siamo fratelli?)"
- Trinità: "Io? E chi lo conosce"
- Tobia: "È il signore che vi manda da noi!"
- Bambino: "No, passavamo di qui per caso!"

(da Lo chiamavano Trinità - E.B. Clucher, 1970)

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- Frate: "Sia lodato Gesù Cristo"
- Bambino: "Perché!?!"

- Frate: "Che il Signore vi accompagni"
- Bambino: "No, andiamo da soli!"

(da ...continuavano a chiamarlo Trinità - E.B. Clucher, 1971)

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Non credo ci sia molto da aggiungere alla notizia qui sotto, anche perché non so se ridere, farmi flagellare con la testa fra le mani o inviare il soggetto all'anima di Billy Wilder:

(da Repubblica.it)
"La nuova norma che punisce chi bestemmia in campo fa la prima vittima. Si tratta del tecnico del Chievo, Mimmo Di Carlo, squalificato per una giornata dal giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Di Carlo è incappato nella squalifica perché "al 3' del secondo tempo" ha "proferito un'espressione blasfema". L'infrazione è stata "rilevata da un collaboratore della Procura federale". Nessuna squalifica, invece, per Michele Marcolini. Il giocatore del Chievo è stato espulso e, lasciando il campo, "proferiva apparentemente un'espressione gergale, in uso nel Triveneto ed in Lombardia, con becero riferimento a 'Diaz' e non a Dio". L'analisi delle immagini televisive ha consentito di evidenziare che "il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta 'a' rispetto alla vocale 'o' legittima quantomeno un'incertezza interpretativa". "Ritenuto pertanto che la lettura labiale, nell'episodio segnalato, non offra una prova certa, nell'esclusione di ogni ragionevole dubbio, circa la pronuncia di un'espressione blasfema", il giudice sportivo non ha adottato provvedimenti.