sabato 26 maggio 2007

Dove abiti?

Il nome più lungo di una località britannica è Llanfairpwllgwyngyllgogercychwyrdrobwillllantysiliogogogoch, un paese sull'isola di Anglesey. Le 58 lettere che formano il nome sono tradotte con la seguente frase:

La chiesa di St Mary in una valletta di noccioli bianchi vicino a un rapido gorgo e vicino alla chiesa di St Tysilio presso la grotta rossa.

Tutto ciò è stato creato nel diciannovesimo secolo, come attrattiva per i turisti.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Uauuu!!!!...ci andiamo!?
c

Anonimo ha detto...

FABRIZIO BERGAMINI TRIONFA AL TOKIO DOME!

Un sogno è stato realizzato: un atleta italiano ha vinto in Giappone, al “Tokio Dome”, il tempio degli sport da combattimento. Protagonista di una storia da raccontare il trentaduenne pescarese Fabrizio Bergamini, fratello d’arte (n.d.r. Fabizio è il fratello di Roccardo Bergamini, ex Campione del Mondo WAKOpro e D.T.N. della low/kick in FIKB) da un paio d’anni trapiantato in America, più precisamente a San Diego, dove ha persino messo su famiglia… Un’avventura voluta con tenacia da Fabrizio che al secondo tentativo ha battuto uno degli atleti più quotati del Giappone, Toshio Matsumoto, atleta simbolo della Muay Thai con uno score di 46 incontri, 37 vittorie e 9 sconfitte. La prima esperienza, lo scorso anno, infatti, si era conclusa con un’amara sconfitta ai punti. Inevitabile, dunque, tracciare un parallelo tra i due tentativi.
Fabrizio Bergamini: “ La prima, lo scorso anno, decisamente traumatica. Non ero pronto mentalmente. Dopo il primo round mi sono sentito svuotato e Matsumoto mi ha fatto passare dei brutti momenti vincendo con merito. Evidentemente i tre anni passati lontani dal ring hanno influito sull’approccio mentale al match, perché fisicamente ero pronto. Ma in questa disciplina quando non ti accompagna la testa sei destinato a soccombere.
La seconda volta, invece, è stata esaltante. Innanzitutto devo dividere la mia gioia con mio fratello Riccardo, che mi ha aiutato in fase di preparazione. A Gennaio è venuto due settimane qui in America per aiutarmi. Innanzitutto tatticamente abbiamo ripercorso il primo match e individuati gli errori li abbiamo corretti. Siamo passati da un atteggiamento “statico” ad uno fondato su spostamenti e combinazioni. Poi Riccardo ha lavorato sull’aspetto psicologico del match. Mi ha aiutato ad affrontare subito le tensioni che una volta analizzate mi hanno lasciato scevro da condizionamenti quando è arrivato il momento di combattere.”

eh cirè, ti avrei visto proprio bene al Tokio Dome...

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Anonimo ha detto...

ops, volevo postare il racconto del match, decisamente più interessante...

“ Matsumoto è partito subito forte.

Al terzo di una serie di low-kick destri, quando si aspettava che io accusassi i colpi, l’ho colpito con un diritto destro ed è andato giù.

Dopo qualche secondo si è rialzato ed è tornato alla carica.

Altri low-kick destri, nuovo diritto destro e ancora Matsumoto al tappeto.

Pensavo fosse finita è invece si è rialzato. (maledetto muso giallo!)

A quel punto lui ha cercato di cambiare atteggiamento tattico, ma con un gancio sinistro l’ho mandato al tappeto per la terza volta… e questa volta… c’è rimasto!”

Anonimo ha detto...

grande il berga, il match della sconfitta l'avevo visto, ma si vedeva l'appannaggio.
ora attendo di vedere questo...diavolo d'un berga...
cy

Anonimo ha detto...

ma que ce l'hai?http://www.ilguerriero.it/
mamma mia...
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