Circa 185 mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose: cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti.
Tutto questo era sotterrato nei pressi del polo chimico (una bellissima fabbrichetta che emette fumo a volontà per 365 giorni l’anno, in una stupenda valle racchiusa tra due imponenti pareti di rocce) di Bussi, in una zona delimitata dalla stazione ferroviaria da una parte e il fiume Pescara dall'altra.
240 mila tonnellate di rifiuti da rimuovere (per portarli non si sa dove, visto che al momento non c'è una discarica disponibile con una capienza sufficiente) partendo da 5 metri sotto terra per un’area di 4 ettari: la più grande discarica abusiva mai scoperta in Italia, lungo quella Roma-Pescara che percorro con la tranquillità nel cuore e con la frequenza di uno a cui piace, ogni tanto, calpestare la sabbia adriatica. Ci vorranno migliaia di anni (oltre che 58 milioni di euro per la bonifica), sostiene il Wwf, per far tornare quella zona al suo equilibrio naturale.
C’è sempre pochissima gente in quel tratto di strada: Castiglione Messer Raimondo, Castiglione Messer Marino, Castiglione a Casauria, Carsoli, Cocullo, Pescina, Alanno, Magliano dei Marsi, Sulmona, Pratola Peligna. Consiglio a tutti di percorrerla un giorno, di giorno. Il paesaggio, specie in treno, merita il viaggio. E magari scendere in un paese a caso per girare a caso, camminando in salita tra pietre e muri grezzi, alternando un salumiere e un macellaio pronti a lanciarvi salami di cinghiale e succulenta carne di pecora in faccia.
Vallo a sapere che sotto quel cielo sempre terso abbracciato da nuvole di panna montata si nascondesse l’inferno della stupidità.
Io attendo sempre che la natura si riprenda quello che le appartiene, magari sotto forma di una spedizione punitiva di orsi piuttosto che di lupi marsicani. Poi vi voglio vedere, brutti bastardi, col terrore negli occhi a rintanarvi dentro le vostre escavatrici.