lunedì 22 dicembre 2008

Mi serve un polverizzatore Thompson (1)

Dopo il grande successo della puntata pilota, ecco a voi il primo numero ufficiale della nuova rubrica del lunedì. In redazione ci si poneva il problema di scegliere un titolo adatto ad omaggiare Gianni Mura senza essere troppo riverenti né criptici ma solo coglioni al punto da rappresentare al meglio il direttore di testata. Alla fine di un'interminabile riunione in notturna nella sede del Pigneto, in barba ai sentimentalismi, si è giunti alla soluzione che vedete.


- Si definiva un “buon prussiano, pragmatico e con i piedi per terra”: l’ispettore Derrick, l’anemico Horst Tappert (voto 7,5), ha deciso - a 85 anni - di scavare un paio di metri più in basso e sotterrarsi col suo impermeabile. Appena appreso di non essere stato invitato a presenziare ai funerali – pare per volere del defunto stesso – Fritz Wepper, alias Harry Klein (voto 6 di compassione) ha fugato ogni dubbio, convincendosi finalmente di essere stato “il braccio destro” più inutile nella storia della telefilmografia mondiale.
- Dopo aver assistito a numerosi concerti Heavy Metal e Hard Rock, due ricercatori australiani dell’università di South Wales, hanno osservato che scuotere la testa al ritmo di 146 battiti al minuto può causare danni (di entità comunque modesta) quando l’ampiezza del movimento del cranio supera i 75°. Secondo gli esimi studiosi (voto 1 che diventa 2 al microscopio) sarebbero utili appelli alla cautela sulle confezioni dei cd. Un calibro o ancor meglio un goniometro in ogni custodia sarebbero più indicati. Si prevedono mucchi (mucchietti per la questura) di cadaveri sgozzati da improvvisati misuratori di angoli craniali al prossimo concerto dei Sepultura. Ai tagli migliori in regalo un tecnigrafo.
- Dopo 72 anni di storia, gioie e bestemmie, la Pescara Calcio S.p.A. (10 col cuore) è fallita. Centinaia di tifosi fuori dal tribunale. Il biondo Trisi (un atletico 9 per lui) è pregato di versare i 4 milioni di euro necessari per estinguere i debiti: più o meno la cifra che è riuscito a sottrarre alla società (voto 2 per esasperazione) sommando gli ingressi guadagnati scavalcando i cancelli dell’Adriatico con occhio vigile e passo ghepardesco.
- Ad affiancare questa bella notizia, Paolo Rumiz (Repubblica di ieri) ci informa sul delirio – pesantissimo – in cui versa (oltre che il sindaco, la regione tutta e i suoi massimi imprenditori) il fiume Pescara e quello che gli sta intorno. Tra le altre cose, il più grande centro commerciale del Centro Sud, il Megalò, l’orgoglio dei teatini (voto 0 ora e sempre) pare sia stato costruito aggirando le rigide regole relative alle concessioni edilizie stabilite dopo il delirio alluvionale di Sarno&c. A consolarmi, in caso di disastro (annunciato, senza voto per la tristezza, che il 1992 non vi sia di lezione) una sola consapevolezza: il Mono (voto 9,5, lo 0,5 lo uso come risarcimento dei – suoi - danni) uscirà dalle acque da par suo, passando tra i fiotti con il celebre “Delfino della maremma” (invotabile). Chi non sa di cosa sto parlando non può neanche immaginare cosa si è perso, si perde e si perderà.
- “Potrei presentarmi alle primarie”, Alba Parietti (voto 4,5) risponde così a chi (chi?) si chiedeva cosa avesse fatto in questi anni più della Carfagna, della Carlucci e della Gardini (rispettivamente 7 5 e 8,5, alla fregnaggine s’intende). Adesso lo sappiamo: ha imparato ad usare il condizionale. Alla domanda: “per quali primarie e soprattutto di quale partito?” Bruno Vespa si è nascosto dietro una poltrona bianca. Poi hanno suonato alla porta, era Clarissa Burt. Allora è partito l’applauso.
- “Guerra del curry fra condomini”, apprendo dal corriere on line come siano in aumento le liti condominiali causate dagli “odori tipici della cucina etnica” (7 da soggetto non soggetto ad emorroidi). In attesa di capire bene quali siano gli “odori tipici della cucina etnica” e se l’odore di pasta con le sarde venga ritenuto tale a Bolzano oppure se i fumi di un succoso arrosticino di pecora abruzzese (voto 72, come il mio primato personale) siano causa di pistolettate a Biella, do un bel 2 agli intolleranti per principio e un 9 da innamorato all’odore top: il soffritto di cipolla.
- Cronaca local fantacalcistica: va bene, l’Hajduk Cirelli non è una squadra di fenomeni, va bene, segnamo poco, va bene anche che i miei giocatori migliori si infortunino al ritmo della band di – vedi sopra - Max Cavalera (prima) e Derrick Green (adesso), ma vorrei segnalare a tutti come il mio portiere saracinesca, Samir Handanovic (Lubiana, 14 luglio 1984), abbia preso 16 gol nelle ultime 5 partite (3,2 come i gol subiti per partita). Urge cambiare serratura.

venerdì 19 dicembre 2008

E' successo, tutto finito. Si ricomincia. Forse.

Qualunque cosa succeda adesso, i biancazzurri saremo sempre noi. Grazie a tutti per gli schioffi sui gradoni, le urla a perdifiato, le canzoni scritte a macchina sui fogli e distribuite in curva, le promozioni da maracanà, le retrocessioni da provinciale, la nomea di "piazza calda" che non morirà mai, lo striscione "cozze e vongole" col cannone acceso come sottolineatura, tutti gli allenatori che c'hanno provato, i giocatori che hanno sputato sangue (coro: "Undici, undici, undici Gaudenzi, noi vogliamo undici Gaudenzi"...voce dal nulla: "'ngulo, 'nghi undici Gaudenzi vaffinì a coltellate!") e quelli che pascolavano, i presidenti senza soldi, lo zio col mega mazzo di chiavi, la porta della nord che si vede da casa di Valdo, il 4a5 con il Milan, il 5a1 con la Juve, quell'1a0 firmato da Bosco con la scritta serie A, i cappelli bagnati per resistere al sole "stretti stretti con la passion nel cuor", la cipolla che stordì il guradalinee Godeas, il maledetto gol di Luzardi al 93esimo, il muro giallorosso a tentare di schiacciare la nord, "Onda onda onda" e il vecchietto che scavalca tutti per farla partire, lì su, al confine con la tribuna majella, l'indiano dei rangers, Bubù che se n'è andato prima, prima di morire d'infarto pe' sta notizia, i commenti al bar Midas, le pizze e i calzoni al forno da "Smeralda", le sciarpe legate ai polsi per farle roteare al meglio, i titoli vinti su "Supertifo", il gol di Nobile da centrocampo all'olimpico, Sliskovic e Galvani che espugnano San Siro.
Un sacco di cose insomma, chissà se accadranno di nuovo:

Dalla Cancelleria del Tribunale Civile e Penale di Pescara
Pescara, 19 dicembre 2008

"Estratto di sentenza dichiarativa di fallimento n. 43/2008 R.F.

Il Tribunale Civile di Pescara, in Camera di Consiglio, ha pronunciato la seguente sentenza (omissis)

DICHIARA IL FALLIMENTO di:

1. S.p.a. Pescara Calcio, con sede legale in Pescara via Sandro Pertini n.25 (C.F. 00118110683)

2. Nomina Giudice Delegato la dott.ssa Anna Fortieri;

3. Nomina curatore il dott. Saverio Mancinelli, con studio in Pescara, via Conte di Ruvo n.153;

4. Dispone l'esercizio provvisorio dell'impresa ai sensi dell'art. 104 comma 1 L.F.

5. Ordina al legale rappresentante dell'impresa fallita di depositare entro tre giorni i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie non che l'elenco dei creditori presso la cancelleria fallimentare di questo Tribunale

6. Dispone che il curatore proceda ai sensi dell'articolo 84 l.f. all'immediata apposizione dei sigilli su tutti i beni mobili che si trovino nella sede principale dell'impresa non che su tutti gli altri beni della fallita ovunque essi si trovino e che non appena possibile rediga l'inventario a norma dell'articola 87 l.f.

7. Fissa per il giorno 9 aprile 2009 alle 9:30 lo svolgimento dell'adunanza per l'esame dello stato passivo che avrà luogo dinanzi al suddetto giudice delegato."

giovedì 18 dicembre 2008

Quanto fa male la municipale

Nel mese scorso ho lavorato part-time per il comune di Roma.

- Parcheggio la macchina il lunedì, torno a prenderla venerdì ma non c'è più: il posto è nel frattempo diventato - causa lavori in corso - divieto di sosta. I vigili sono nel giusto (secondo la legge) perchè per loro basta apporre il cartello 48 ore prima dell'entrata in vigore del divieto stesso: 120 euro di carro attrezzi e deposito + 36 di divieto di sosta.

- Dopo anni torno in zona testaccio, c'è Giulio Corda che presenta il disco, andiamolo a salutare va, lui e la mandria di pescaresi che inevitabilmente incontro. Serata tranquilla. Esco e recupero la macchina nel deserto delle spine di pesce di colore blu. Palla: "Cirè ma che t'hanno fatto la multa?", vallo a sapere che a testaccio devi pagare il parcheggio fino alle 2 di notte: 36 euro per non aver esposto il titolo di pagamento, il solerte tutore dell'ordine Canicchi William passava di lì alle ore 00:49.

- Arriva in studio una multa per passaggio col rosso. Chi ha preso la macchina quel giorno? Dunque...17 settembre...controllo: "Io, io, l'avevo io, ma che cazzo, non ci passo mai col rosso, figurarsi con la macchina non mia!". Va beh, evidentemente era uns emaforo di quelli che ti inculano se sei distratto: 154 euro gentilmente pagati dal boss ma sei punti in meno sulla patente dello scrivente.

- Ieri pomeriggio, per motivi indipendenti dalla mia volontà mi trovo su via Mario de' Fiori, Piazza di Spagna, parcheggio il motorino di fianco ad altri 20 (peraltro parcheggiati perfettamente, senza intralciare alcunché), a tre metri da me, due vigilesse chiacchierano amabilmente, i nostri sguardi si incrociano per un paio di secondi mentre metto il bloccadisco. Entro in un negozio ed esco, tempo 3 minuti: 36 euro per parcheggio in zona rimozione. E lì la mia calma zen acquisita con gli anni stava per vacillare, fortunatamente (per loro) le due simpaticone erano già altrove. Al solito ognuno si fa i cazzi propri. Ok, colpa mia, dovevo accorgermi del divieto. Ma cosa diavolo vi costava dirmelo?

Devo assolutamente rifarmi con i poker natalizi. "Vedo". "Come". "Parola". "Cip". "Non apro". "Dammene due". "Fino a 10". "Non basta". "Rilancio". "Leggo".

E ricordatevi che odio le frasi fatte.

lunedì 15 dicembre 2008

E' partitaaaaaaa.....

Sarebbe bello essere pagati per scrivere una cosa tipo Sette giorni di cattivi pensieri di Gianni Mura (voto 10) sul domenicale di Repubblica. Più che altro sarebbe bello riuscire ad avere la capacità di sintesi, l’ironia e la barba di Mura, insomma, scrivere come Gianni Mura che tra l’altro la sa talmente lunga da gestire pure la rubrica di critica gastronomica (con Paola) sul Venerdì, che di riflesso vuol dire farsi delle magnate della madonna almeno una volta la settimana.

- Ad esempio si potrebbe dire dell’incredibile verità svelata da George W. nell’ultima visita alle sue truppe in Afghanistan: “No, la guerra non è finita” (voto 2, ma solo perché lo zero lo lascio a Giorgio Terruzzi), meritandosi un magnifico lancio di scarpe da parte di un giornalista locale (voto 10 all’esasperazione, 6 di stima alla mira).
- Per non essere da meno, il miglior amico (in Italia) di Giorgino confida il suo segreto per uscire dalla crisi, ovverosia comprare, spendere soldi così le fabbriche continuano a produrre e l’economia a girare. Con quali soldi si debba fare tutto questo, non ci è dato saperlo. voto 8 per la perseveranza nel ramo stronzate.
- Piogge torrenziali a Roma, Alemanno: “non usate la macchina”, ringrazio il sindaco e gli do 8 per l’idea e 4 per la capacità di problem-solving. By the way appoggio un bel 4 ai super esperti che prevedevano l’ormai leggendaria esondazione del Tevere alle 12, poi alle 18, poi durante la notte, e poi Giorgia c’ha già scritto un pezzo abbastanza ripetitivo.
- Sbotta il Presidente del Consiglio, “la lega mi ha stufato”, Bossi smorza i toni e invita alla calma (considerando che l’aveva detto sì e no altre 20 volte dal 94 ad oggi, darei un 5 al PdC per la ridondanza e un 7,5 al senatur, se non altro per lo spirito natalizio dimostrato).
- Battiato dedica un pezzo a Gertrude Stein e poi non la manda a dire, “si rimane allibiti di fronte alla violenza di pazzeschi, stronzi nazisti”, voto 10 a Franco per l’originalità, probabilmente nessuno aveva mai chiamato quei bastardi “stronzi”.
- Tornano a grande richiesta le luminarie natalizie, davvero molto belle ma l’idea che basterebbe lasciarle in soffitta – o evitare proprio di comprarle - per sfamare qualche miliardo di bambini sparsi per il globo si fa ogni volta più pressante. Sto facendo la fine di Lino Banfi, lo so, e per questo, vi giuro una tantum, mi do 9 per il qualunquismo.
- Dopo ieri sera, qualcuno a Milanello (voto 4) deve finalmente aver pensato che un difensore ogni dieci mezze punte sia un rapporto un tantino squilibrato, voto 8,5 a Thiago Silva che, nel frattempo, prenderà una barca di soldi per “allenarsi con la squadra e disputare amichevoli con i compagni” (Ancelotti).
- Aumentano le denunce (art. 624 del codice penale) verso nani dal vestito rosso e barba bianca, i centralinisti della questura (voto 6, media aritmetica tra il 7 dei centralinisti e il 5 della questura) hanno già pronta una sparata della madonna sui babbi natale appesi alle finestre (voto 1), probabilmente l’invenzione più insulsa del decennio.
- Cronaca di quartiere: voto -10 al proprietario di quello scooterone brutto che si ostina a parcheggiare sotto casa con scientifica precisione, riuscendo ad occupare entrambi i posti macchina disponibili. Il rispetto prima di tutto. Per gli altri. Pensarci, agli altri. O non andremo da nessuna parte.

Sì, sì, potrebbe piacermi sta rubrica. Ci penso su va. Anche ad un eventuale titolo.

lunedì 1 dicembre 2008

Allontanare gli intrusi dalle nostre emozioni

(sfondo nero e caratteri maiuscoli bianchi a sovrimpressionare le foto dei protagonisti, credo fosse a firma Forza Nuova. O simili.)

“MOGGI - VELTRONI: STESSA SQUADRA STESSI IMPICCI.”


Nel livellamento verso l’equilibro – o verso lo zero se preferite – tra destra e sinistra, una cosa stava ancora sfuggendo alla logica auspicata dal piano di rinascita piduista: le strategie di comunicazione.

Non per essere spocchioso (lo sono?), ma se c’era un dettaglio che ancora differenziava i due macroschieramenti era la ricerca del non brutto, la compostezza e quella convinzione propria di chi pensava ancora di rivolgersi ad un elettorato di teste pensanti e non di lobotomizzati.

In fondo ci piaceva il Bertinotti (almeno fino a quando continuava a parlare agli operai e non ai fagiolini) col porta occhiali, ci piacciono tuttora le prime pagine mai banali del Manifesto (con addirittura il nome dell'autore della foto), in un dibattito politico provavamo un sottile godimento nel vedere l’uomo di destra sistematicamente maleducato e inutilmente livoroso rapportarsi con quello di sinistra, pacato, mai sopra le righe e con la reale voglia di farsi capire dagli ascoltatori, senza proclami demagogici di sorta; un ghigno di soddisfazione ci attraversò nel sentire Marcello Veneziani dire che “in Italia è difficile essere un intellettuale di destra: quelli di sinistra non ti leggono perché sei di destra, quelli di destra non ti leggono poiché non leggono", pensavamo che sì, di Berlinguer ce n’è stato solo uno, però almeno lo stile… E invece no.

A dirla tutta ci era anche piaciuto il plagio del yes we can, quel “si può fare” passato in video da volti più o meno noti con i muscoli rilassati, il bianco e nero che fa sempre fico e il montaggio senza fronzoli, semplice come le cose belle, lontano anni luce da quel video terrificante - inferiore al peggior servizio matrimoniale della storia - che accompagnava uno slogan altrettanto sconfortante: "Meno male che Silvio c’è", che solo a vederlo avrebbe dovuto far cambiare idea agli indecisi. Non andò così. La nuova civiltà televisiva firmata dal biscione negli anni 80 aveva già infranto imeni e compiuto i suoi sfracelli.

A me personalmente piacque anche vedere la faccia stremata di Fassino annunciare a notte fonda la vittoria delle elezioni: che cavolo ci frega del cerone e del trapianto tricologico a noi mancini, noi siamo qui per governare, per dare acqua e case non per portare i tacchi o le bandane. Chiaro che tutto fosse già finito da tempo.
E forse siamo riusciti a spannare il vetro davanti alle pupille solo adesso che manca gente dentro all’emiciclo.

Al tempo la faziosità dei vari Santoro ci dava meno fastidio, forse perché era davvero meno fazioso, in ogni caso lo studio era sempre curato, la scenografia fatta bene, la presenza della fregna non necessaria, le luci piazzate in un certo modo, i servizi, le inchieste (con la I maiuscola), i reportage (con la R), parevano davvero dare voce alle due campane senza sbilanciarsi, senza retoriche di partito. “Senza se e senza ma”, ecco, ‘ste frasi del cazzo, ‘ste espressioni da dire tra un sorso di cappuccino e un morso di cornetto, una volta le dicevano solo gli altri. Adesso no.

Adesso (da qualche tempo) giro per la capitale e vedo ‘sti manifesti senza senso alcuno, strillati, ripetuti ed esibiti con la stessa identica tattica del signor B, del venditore che s’infila in casa con la scusa della dimostrazione salvo poi tirare fuori contratto e penna a conclusione dell'ennesima prova di forza dell’aspirapolvere di turno. E non dimenticherò mai mia madre annichilirne uno di fronte alla richiesta di “una firmetta qui”: andò via con la coda tra le gambe e l’aspirapolvere imballato. Chissà quante vecchine sarà riuscito a fregare con la forza del sorriso e del “meno polvere per tutti”.

Manca il pudore, non mi stancherò mai di dirlo, uno volta c’era chi si suicidava per una figura di merda, adesso fa parte della strategia. Maledetti. Vi odio. Come odio quelli che lasciano affondare la barca della memoria:

(il corsivo che segue è uno sfogo nello sfogo, scusate, ma non riesco a non ripeterlo ogni volta, magari un giorno convincerò anche il sangue del mio sangue. Va da sé che potete anche fare a meno di leggerlo e passare oltre)

ad esempio è riuscito a convincere i suoi votanti di essere la centro di una persecuzione giudiziaria e di essere stato sempre assolto dai processi penali che lo vedevano imputato (17 in tutto). Assolto certo, ma nei soli 4 (due con formula ampia e due per insufficienza probatoria) a cui è stato concesso di arrivare al termine. Altri 4 sono in corso (compreso quello per corruzione giudiziaria del teste David Mills che finirà in prescrizione grazie alle abili mosse degli avvocati) mentre nei restanti 9 la maggioranza vi dirà che il loro beniamino è stato assolto, quando invece la sentenza sarebbe stata esattamente opposta se solo non si fosse fatto le leggi da solo: falsi in bilancio All iberian/2 e Sme-Ariosto perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” visto che l’imputato stesso l'ha depenalizzato nel 2002. Falsa testimonianza sulla P2 e falso in bilancio sui terreni di Macherio: reato amnistiato nel 1990. All Iberian/1 (finanziamenti illeciti per 23 miliardi a Craxi) e Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria del giudice Metta tramite Previti, entrambi condannati): prescrizione. Falsi in bilancio del Milan per l’acquisto Lentini; del gruppo fininvest 1988-92; bilancio consolidato Fininvest (1500 miliardi di fondi neri su 64 società offshore): prescrizione grazie all’abbreviamento dei termini previsto dalla riforma del falso in bilancio del 2002.

I manifesti dicevo.
Noi che ci credevamo diversi, che votavamo per quelli che pensavamo diversi ci dobbiamo ora stropicciare gli occhi senza fortuna: (a caratteri cubitali, firmato Partito Democratico) “ROMA NEL CAOS. E ALEMANNO CHE FA?”

La domanda non è quella ma questa, ve la giro: che cazzo vuol dire, cosa cazzo vuol dire? Che diavolo di senso ha?

Porca troia, erano “loro” i proprietari di queste tristezze, non “noi”.
Va be’ dai, forse è solo perché sono andato a pagare la seconda multa immeritata (credetemi, ha senso) in pochi giorni.

Spero solo che i campioni di questo sconforto rimangano gli altri. In questo gioco di tette finte mi tengo una prima. E pure scarsa. Ma naturale. A patto che il culo sia come si deve, intendiamoci.

venerdì 28 novembre 2008

Cose importanti

Immaginatevi la mia faccia.

Largo Goldoni, Palazzo Fendi, 2° piano, interno giorno.

Un tipo (la corporatura di Danny De Vito, la faccia di Enzo Braschi e l'abbigliamento di Armani Giorgio):

- "In pratica abbiamo restylizzato la lampada partendo da quella che aveva Jacqueline Kennedy nella sua casa di Newport."

giovedì 20 novembre 2008

Sheeps and beers


Era giunto il momento di mettersi in viaggio verso occidente. Sì, i giornali dicevano il vero: c'era neve dappertutto in Irlanda. Cadeva ovunque nella buia pianura centrale, sulle nude colline; cadeva soffice sulla palude di Allen e più a ovest sulle nere, tumultuose onde dello Shannon. Cadeva in ogni canto del cimitero deserto, lassù sulla collina dov'era sepolto Micheal Fury. S'ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle pietre tombali, sulle punte del cancello, sugli spogli roveti. E la sua anima gli svanì adagio adagio nel sonno mentre udiva lieve cadere la neve sull'universo, e cadere lieve come la discesa della loro estrema fine sui vivi e sui morti.

(da I morti, in Gente di Dublino - James Joyce, 1914)

lunedì 17 novembre 2008

Il più bel fior ne coglie

Dal greco poli (prefisso che indica molteplicità) + rema (parola, verbo, frase) con aggiunta del suffisso -ica (indica -anche- una disciplina, un’attività).

Una “polirematica” è un gruppo di parole che ha un significato unitario, non desumibile da quello delle parole che lo compongono, sia nell'uso corrente sia in linguaggi tecnico-specialistici come in italiano vedere rosso “adirarsi” o scala mobile “crescita dei salari al crescere dell’inflazione”.

In Rotta per casa di Dio (in Nord Sud Ovest Est, 1993), Max Pezzali e il suo fido compagno Mauro Repetto (da rivalutare il suo unico album da solista, Zucchero filato nero, 1995) poetavano:

"Con le facce tese tutti incazzati neri
e con le pive nel sacco
persi in queste strade che sembrano sentieri
stanotte niente di fatto"


Ieri sera, complice un derby acceso quanto un cerino bagnato, la compagine de I Divanoidi al completo, accompagnata da illustri ospiti, si produceva in uno degli interrogativi che l’hanno resa celebre:

sappiamo che con il termine “sacco” - oltre ad indicare un tempo la banconota da mille lire, almeno qui nella capitale – ci si riferisce ad

un recipiente di tela, carta o plastica, generalmente lungo e stretto e aperto in alto, usato per contenere o trasportare materiali incoerenti od oggetti di piccole dimensioni

ma cosa diavolo sono ‘ste pive?

Da una rapida quanto esaustiva ricerca risulta che il termine “pive” è una designazione generica per vari strumenti musicali a fiato come il piffero, lo zufolo e in particolare la cornamusa.

L’espressione polirematica “con le pive nel sacco”

deriverebbe dall'antica usanza militare ancora diffusa di suonare la tromba o la cornamusa durante le marce di trionfo dopo una vittoria. In caso di sconfitta l'esercito si ritirava invece in silenzio, senza suonare gli strumenti musicali che rimanevano chiusi negli appositi sacchetti di custodia oppure negli zaini dei soldati (nel sacco).

Insomma, un po’ come quando uno inizia a farsi due film per il solo fatto di aver ricevuto "un bacio nelle vicinanze dell’angolo esterno della bocca" e poi si ritrova a casa, da solo, con mestizia e delusione per non aver ottenuto quello che voleva.

venerdì 14 novembre 2008

Noleggio Con Conducente

[...]
- Cirello: "Tu, invece, tutto a posto?"
- NCC: "Sì sì, a gennaio divento papà!"
- Cirello: "Ottimo, complimenti, avete già deciso il nome?"
- NCC: "Ethan"
- Cirello: (...)
- NCC: "Eppoi nun poi capì, me so dato ala sarsa, 'no tsunami de fregna!"

giovedì 13 novembre 2008

This will be the last

Succede che le cose vadano in pezzi.
Succede che i pezzi sopravvivano alle cose.
E poi che finiscano anche i pezzi.
Lasciando solo il ricordo delle cose.

La Jimi Hendrix Experience ha cessato di sopravvivere ieri sera, a Portland, Oregon, Stati Uniti. Insieme a John “Mitch” Mitchell.

Allora mi fermo di fronte alle mensole di fianco al letto, metto su Manic Depression (in Are you experienced, 1967), prendo il libro e trascrivo. Senza senso alcuno.

Mitch si affidò sempre a batterie Ludwig, Premier o Gretch. Durante il lavoro in studio con Jimi, Mitch preferì sempre una batteria piuttosto piccola mentre per le esibizioni dal vivo fece diversi esperimenti con la doppia cassa (questo già a partire dal novembre 1966 quando a Monaco di baviera si fece prestare la seconda cassa dal gruppo spalla). Il suo pregevole lavoro con la doppia cassa può essere ascoltato sull’album Cry Of Love.

giovedì 6 novembre 2008

Mother should I trust the government

Che ne so, magari mi legge pure qualcuno che di fronte a determinate situazioni fa finta di niente oppure dimentica. Magari un giorno a mandarli a cacare saremo noi, se non altro per evitarci quella sensazione perenne di presa per il culo.




Parola a Michele Serra da Repubblica di oggi:


“Non è per contraddire Barack Obama, ma “il paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. E’ l’Italia. Dove è possibile che il capogruppo del partito di maggioranza commenti l’elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. E’ possibile che il leader di un altro partito di governo abbia definito “bingo bongo” gli africani. E’ possibile che un altro leader autorevole di quel partito abbia definito “culattoni” gli omosessuali. E’ possibile che un sindaco del nord inviti a trattare gli immigrati come “leprotti”, a fucilate. E’ possibile che Marcello Dell’Utri (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. E’ possibile che il premier, proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. E’ possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. E’ possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. E’ possibile che un ex presidente della Repubblica rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato.”

mercoledì 5 novembre 2008

YES WE DID

ALL YOU FASCISTS (Woody Guthrie, 1936)

I’m gonna tell you fascists
You may be surprised
The people in this world
Are getting organized
You’re bound to lose
You fascists bound to lose

Race hatred cannot stop us
This one thing we know
Your poll tax and Jim Crow
And greed has got to go
You’re bound to lose
You fascists bound to lose.

All of you fascists bound to lose:
I said, all of you fascists bound to lose:
Yes sir, all of you fascists bound to lose:
You’re bound to lose! You fascists:
Bound to lose!

People of every color
Marching side to side
Marching ‘cross these fields
Where a million fascists dies
You’re bound to lose
You fascists bound to lose!

I’m going into this battle
And take my union gun
We’ll end this world of slavery
Before this battle’s won
You’re bound to lose
You fascists bound to lose!

martedì 4 novembre 2008

Guru meditation

In attesa dell’uscita di Windows 7, ci pensa nientemeno che il presidente di Microsoft Steve Ballmer a dirci (anzi, a dirvi: io mi tengo stretta la mia mela) che in fondo ci avevano con tranquillità preso per il culo. Adesso finalmente gli utenti Windows avranno un sistema operativo che funziona come si era pubblicizzato in passato:

“Windows 7 is Windows Vista, just a lot better.”

lunedì 3 novembre 2008

Tremonti uno di noi.

ROMA, 31 ottobre, ore 12:45:

"Dobbiamo tutti insieme costruire un mondo basato sul primato dell'etica, sul primato delle leggi sulle prassi, sul primato dei valori sugli interessi".

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, concludendo il suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio.

Un saluto affettuoso ai ragazzi della "Tremonti e Associati S.r.l." di via Crocifisso numero 12.


- "Ora lavoro con mio padre, Kay. È stato male, molto male."
- "Ma tu non sei come lui, Mike. Credevo che non saresti mai diventato come tuo padre, l’avevi detto tu stesso."
- "Mio padre non è diverso da qualunque altro uomo di potere, da chiunque abbia la responsabilità di altri uomini: come un senatore, o un presidente…"
- "Non vedi com’è ingenuo quello che dici?"
- "Perché?"
- "Senatori e presidenti non fanno ammazzare la gente."
- "Chi è più ingenuo, Kay?"

venerdì 31 ottobre 2008

Ci siamo (no, non c'entra Carlo Verna).

Salve piedi freddi, bentornati.


LES FEUILLES MORTES

Oh ! je voudrais tant que tu te souviennes
Des jours heureux où nous étions amis.
En ce temps-là la vie était plus belle,
Et le soleil plus brûlant qu'aujourd'hui.
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle.
Tu vois, je n'ai pas oublié...
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Les souvenirs et les regrets aussi
Et le vent du nord les emporte
Dans la nuit froide de l'oubli.
Tu vois, je n'ai pas oublié
La chanson que tu me chantais.

{Refrain:}
C'est une chanson qui nous ressemble.
Toi, tu m'aimais et je t'aimais
Et nous vivions tous deux ensemble,
Toi qui m'aimais, moi qui t'aimais.
Mais la vie sépare ceux qui s'aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit
Et la mer efface sur le sable
Les pas des amants désunis.

Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Les souvenirs et les regrets aussi
Mais mon amour silencieux et fidèle
Sourit toujours et remercie la vie.
Je t'aimais tant, tu étais si jolie.
Comment veux-tu que je t'oublie ?
En ce temps-là, la vie était plus belle
Et le soleil plus brûlant qu'aujourd'hui.
Tu étais ma plus douce amie
Mais je n'ai que faire des regrets
Et la chanson que tu chantais,
Toujours, toujours je l'entendrai!


(Jacques Prévert & Joseph Kosma, 1946)

lunedì 27 ottobre 2008

La prova tv non serve.

"In questi spazi non parlerò più di Silvio Berlusconi" (Cirello, 14 marzo 2008)

Forse lo fa perché gode. Allora ci proverò anch’io: al posto di una pippa andrò in bagno a smentirmi.

Delle ultime (chiudiamo i mercati e mandiamo le forze dell'ordine nelle università) ancora se ne parla, volendo però, si può andare anche un po' più a ritroso nel tempo.

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Smentire, v. tr. (smentisco, smentisci, ecc.). 1. Asserire o dimostrare la falsità o l’ìnfondatezza di affermazioni o notizie: s. una notizia; le previsioni sono state smentite dai fatti; con l’oggetto della persona: nessuno può smentirmi. 2. Ritrattare: s. una deposizione / Deludere con un comportamento contrastante e difforme dall’abituale: s. il proprio buon nome.

, pron. rifl. Forma accentata nella declinazione del pronome riflessivo, opposta alle forme atone si e se (non accentate) / Spesso è rafforzato con stesso e medesimo: in tal caso può avere l'accento o esserne privo.

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- La casa agli italiani. Sorrento, 11 novembre 2005, Berlusconi lancia il suo progetto davanti ai giovani di Forza Italia: "Daremo una casa a tutti gli italiani in difficoltà. Sono il 19% della popolazione, ma abbiamo un piano fattibile". Il giorno dopo precisa: "Non ho detto a tutti gli italiani, ma solo a quelli sfrattati"

- Pensione a 68 anni. 3 novembre 2005: "Un orizzonte che non dobbiamo precluderci, l'innalzamento dell'età pensionabile a 68 anni". Il 15 novembre spiega: "Io non ho proposto di spostare l'età pensionabile a 68 anni".

- Bush e le elezioni italiane. 31 ottobre 2005. A Washington, parlando con i giornalisti dopo l'incontro con il presidente Usa, dice: "Bush teme un cambio di governo in Italia". Vittorio Zucconi di Repubblica, gli chiede: "Presidente, a scanso di equivoci, lei ci sta dicendo che il presidente Bush ha espresso a lei una preferenza elettorale contro il centro sinistra?". Il premier, allora, precisa: "Non mi ha detto esattamente così Bush, ma è evidente che sentendo le dichiarazioni dei leader della sinistra che affermano che se vincessero le elezioni farebbero come Zapatero ritirando le truppe dall'Iraq, basta fare uno più uno per capire come la pensa il presidente americano. Come sempre gli Stati Uniti non interferiscono nei problemi interni di altri paesi, specialmente nei periodi elettorali e pre-elettorali".

- Centristi traditori. 16 agosto 2005. Intervistato dalla Stampa, riferendosi ai centristi della Cdl, dice: "C'è chi pensa di salvarsi offrendosi al vincitore, ma parte da una valutazione errata". Immediata la reazione di Follini: "L'evocazione di doppigiochi, tradimenti e passaggi di campo nei confronti di un partito coerente e sicuro come l'Udc è semplicemente miserevole. Ci aspettiamo dal presidente del Consiglio una smentita chiara e netta". E la smentita arriva puntuale, affidata a Boniauti: "Nessuno in Forza Italia, tantomeno il presidente Berlusconi, ha pronunciato parole legate al concetto di tradimento o di traditore nei confronti dei nostri alleati".

- Risanamento Alitalia. 29 aprile 2005: Berlusconi annuncia che il piano di risanamento dell'Alitalia è stato accettato dalla Commissione europea. Immediata la smentita di Bruxelles: "Nessuna decisione è stata presa".

- Andiamo col ter. Non ci sarà nessun Berlusconi bis (17 novembre 2004).
Questa storia del Berlusconi bis mi pare una vera buffonata, e io non faccio il buffone (14 aprile 2005. Il 23 aprile nasce il Berlusconi bis).

- Andare a Nassiriya. "Non sento alcun bisogno di andare a Nassiriya, sarebbe solo una operazione dimostrativa e retorica" (26-3-2004). Il 10 aprile Berlusconi va in visita a Nassiriya.

- Unto e bisunto. "Io unto del Signore? Non ho mai pronunciato questa sciocchezza" (9-3-2004). "Io sono l'unto del Signore, c'è qualcosa di divino nell'essere scelto dalla gente. E sarebbe grave che qualcuno che è stato scelto dalla gente, l'unto del Signore, possa pensare di tradire il mandato dei cittadini" (25-11-1994).

- Lifting forzato. "Io il lifting non lo volevo fare. Sono stato tirato dentro a farlo. È stata Veronica a spingermi a fare il lifting" (27-1-2004). Poi Veronica lo smentisce: "Il lifting è stata un'idea sua".

- Fascismo buono. "Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino" (intervista a 'The Spectator', 4-9-2003). Il 17 Berlusconi cerca di smorzare l'intervista allo 'Spectator': "Eravamo alla seconda bottiglia di champagne". Ma gli intervistatori lo smentiscono: "Abbiamo bevuto solo tè freddo" (19-9-2003).

- Conflitto di interessi. “Il conflitto d’interessi sarà risolto nei primi cento giorni del mio governo” (5-5-2001). “Il conflitto d’interessi è una leggenda metropolitana” (19-12-2003).

- Giudici matti. Nella stessa intervista a "Spectator", il premier disse anche che i magistrati: "Per fare i giudici bisogna essere dei disturbati mentali". Protestarono un po' tutti: dall'Anm, alle sorelle di Falcone e Borsellino. Fini parlò esplicitamente di "gaffe". Allora spiega: "Io non sono un politico, non bado alle critiche. Dico quello che pensa la gente".

- Legge Gasparri. Berlusconi, uscendo dal Quirinale, annuncia che Ciampi è d'accordo sulla legge Gasparri. Il Quirinale smentisce: "Non ne abbiamo mai parlato" (2-8-2003). Berlusconi deve rettificare dando la colpa ai giornalisti.

- Lodo Maccanico. "Io non c'entro nulla con questo Lodo: è stata un'iniziativa autonoma del Parlamento, sostenuta dal presidente della Repubblica" (30-6-2003). Immediata la smentita del Quirinale, cui segue la precisazione del sottosegretario Paolo Bonaiuti: "Il lodo Maccanico è una iniziativa parlamentare. E a questa proposta il presidente della Repubblica è ovviamente estraneo".

- Conflitto di interessi. "Il conflitto d'interessi sarà risolto nei primi cento giorni del mio governo" (5-5-2001). "Il conflitto d'interessi è una leggenda metropolitana" (19-12-2003).

- Condono per gli altri. "Mediaset non farà alcun ricorso al condono fiscale" (30-12-2002). Cinque mesi dopo 'L'espressò scopre che Mediaset ha regolarmente fatto ricorso al condono, risparmiando circa 120 milioni di euro di imposte. Un anno dopo accade di nuovo.

- Armi sì, armi no. "Credo che ormai in Iraq non ci siano più armi di distruzione di massa" (16-10-2002). "Non ho mai detto che Saddam non ha armi di distruzione di massa. Dico solo che ha avuto il tempo di distruggerle o di metterle da qualche altra parte" (17-10-2002).

- Guerra senza Onu. "Se Saddam non cede, l'attacco sarà a gennaio e sarebbe inutile una seconda risoluzione come chiede la Francia, sarebbe un nonsenso" (14-9-2002). "Siamo per una risoluzione dell'Onu che dia termini precisi a Saddam e stabilisca l'intervento militare se Saddam non dovesse accettare la risoluzione" (25-9-2002). "Con realismo bisogna dire che non c'è alternativa alle due risoluzioni dell'Onu " (16-10-2002).

- Nesta mai. "Comprare Alessandro Nesta? Sono cose che non hanno più nulla di economico, di morale. Nel calcio abbiamo sbagliato tutti, ora basta"(23-8-2002). L'indomani il Milan annuncia l'acquisto di Nesta.

- Legge Cirami. "Non capisco tutta questa fretta per la legge Cirami sul legittimo sospetto" (31-7-2002). "La legge sul legittimo sospetto è una priorità per il governo" (30-8-2002).

- Ok dall'Europa. "Ho fatto un'esposizione sommaria della legge finanziaria e ho trovato un'ottima accoglienza sia da Prodi sia dal commissario Pedro Solbes" (10-10-2001). Prodi cade dalle nuvole. Solbes lo smentisce. Berlusconi fa retromarcia: "Io ho illustrato l'azione del mio governo, Prodi e Solbes mi hanno ascoltato in silenzio".

- Scontro di civiltà. "Noi dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà... Dobbiamo evitare di mettere le due civiltà, quella islamica e quella nostra sullo stesso piano... La nostra civiltà deve estendere a chi è rimasto indietro di almeno 1.400 anni nella storia i benefici e le conquiste che l'Occidente conosce." (26-9-2001). Poi di fronte alla richiesta di scuse presentata da una serie di governi arabi dice al giornale 'Asharq al-Awsat':"Perché dovrei scusarmi? Per qualche cosa che non ho detto? Non ho detto nulla di sbagliato, loro (alcuni giornalisti, ndr) mi hanno fatto dire qualche cosa che non ho detto". (2-10-2001)

- La discesa in campo. Se io facessi la scelta politica dovrei abbandonare le televisioni e cambiare completamente mestiere. Un partito di Berlusconi non c’è stato, né ci sarà mai (13 settembre 1993).

martedì 21 ottobre 2008

Adesso che ci penso

Notte un po’ così, la sconfitta del Lokomotiv, i ragazzi che mangiano uva, il servizio assistenza Apple che da punti a tutti e la stanza che sembra improvvisamente vuota nonostante i vestiti ammucchiati e il verde che sorride. Ma forse è solo perché manca ancora una tenda a coprire il terribile alluminio anodizzato degli infissi.

Poi la mattina. Il sole, la bici. Prima sosta al semaforo a led di via Da Giussano, proprio di fronte a “La belva del deserto”, il fruttarolo all’angolo. Verde, svolta a sinistra verso casa vecchia e rosso di fronte al benzinaio che sembra Hawk dei Legion of Doom, peccato, stavo prendendo velocità. Sacchiana ripartenza e leggera salita non più fastidiosa ad inseguire i binari sulla Prenestina che all’imbrunire sarà lasciata ai replicanti di proprietà della Tyrell Corporation.

Porta Maggiore, schivo le rotaie del tram e mi infilo in quella via di cui non ho mai imparato il nome e che porta su Piazzale Tiburtino, sulla destra, appena passato il mini tunnel. L’ottobrata romana aiuta e sembra come se l’illusionista Astolfo de La settimana enigmistica si trovi dietro di me, in motorino, a spingermi con la gamba tesa come si faceva da ragazzi quando si rimaneva in panne e magari capitava pure che ci si portasse a casa una sagoma in cartone di Roberto Baggio presa in prestito da un qualsiasi benzinaio IP della costa adriatica. Oppure un cartello stradale con su scritto “due incroci” da abbandonare in spiaggia, di notte, sulla sedia del bagnino di Saturno.

Via Tiburtina, discesa morbida direzione Verano, svolto a destra su via Dei Sardi lasciando passare una signora evidentemente reduce dal mercato rionale prima di alzarmi sui pedali, 20 metri e piccolo contromano verso sinistra: Via dei Volsci 94.

La Palestra Popolare è appena aperta, Paolo è a bordo ring a dare gli ultimi colpi di straccio, un cenno, dev’essere stata una serata dura.
Spogliatoio. Si parla della riunione di sabato e di quante mani si debbano stringere ogni volta: “’Na vorta so tornato a casa, m’ha aperto mi padre e j’ho dato ‘a mano pur’allui, ce credi?”.

Due magliette, calzini, pantaloncini e scarpe, fasce, paradenti e guantoni che serviranno dopo. Esco, Paolo ha finito di pulire ma è ancora lì col culo poggiato sul sostegno dell’angolo rosso. Di botto sembra rinvigorito. Allora mi accorgo che non siamo soli, c’è Ivan Graziani dalle casse: Agnese. Mamma mia.
Al solito entra una bellissima luce dai vetri sul soffitto.

La corda inizia a girare intorno a me senza farsi vedere dallo specchio.

E mi accorgo come sul mio manubrio mancasse proprio Agnese. O chi per lei.

sabato 18 ottobre 2008

Ho visto anche questa

Me ne avevano parlato, ma vedere dal vivo una tipa (settantenne, truccatissima e di riflesso terribile) bere con la cannuccia un "caffè al vetro con due cucchiaini di schiumetta", provoca nel barista Cirello una serie di sensazioni indicibili e, per queste righe, incrivibili.

martedì 14 ottobre 2008

Il senso del dovere

"Nel 2008 chiuderanno 300 mila aziende: 300 mila! E le altre piccole aziende sono in mano alle banche con dei debiti che arrivano a 780 miliardi di euro. Non fallirà solo lo Stato. Falliranno le banche e ve ne accorgerete quando l'Esercito, invece dell'immondizia di Napoli, presidierà l'Unicredit e le banche vicine..."

(Beppe Grillo in collegamento diretto con la manifestazione di Piazza Navona, 8 luglio 2008).

Perchè solo chi "si innamora non deve dirlo a nessuno."

venerdì 10 ottobre 2008

His hands were gentle, his hands were strong

Ho ancora gli occhi intrecciati e le dita che continuano a scorrere più veloce di quelle di John Cusack al settimo piano e mezzo, negli archivi della LesterCorp (Essere John Malkovich – Spike Jonze, 1999).
No, fortunatamente l’alzheimer non si è ancora impossessato di me, è solo che la libreria Rinascita di via delle Botteghe Oscure ha deciso – causa rinnovo locali - di mettere in svendita (meno 50%) buona parte della sua discoteca.

Il vostro Cirello, purtroppo con qualche giorno di ritardo, era sul posto stamattina, ore undici zero zero, muovendosi tra gli scaffali che parevano quelli di un supermercato di Varsavia prima del crollo del muro (così come mi raccontava il buon Tomek), curioso e zompettante come un bambino che vede il suo bastoncino di zucchero filato prendere vita.

Ero partito dandomi venti euro di budget, saliti ben presto a venticinque e successivamente a trenta (paletto piantato) con un leggero sforamento una volta in cassa.
In breve, schematico che manco Walter Zenga durante l’esame a Coverciano, ecco le mie scelte, spesa totale 32,50 euro:

- Aoxomoxoa (The Grateful Dead, 1971)
- Live at Max’s Kansas City (The Velvet Underground, 1972)
- One Hot Minute (Red Hot Chili Peppers, 1995)
- Crossroads - The Soundtrack (Ry Cooder, 1986)
- Tic&Tac (Area, 1980)
- Live In Italia (Pete Seeger, 1977)

A questi se ne sarebbe dovuto aggiungere un altro, scovato da consumato segugio sotto agli scaffali ma "No no, quelli non sono scontabili”, ah ecco, chissà quando diavolo troverò il Koln Concert di Jarrett in offerta.

E ora il compito più difficile: riuscire a levare l’odiatissimo bollino SIAE senza portarmi appresso tutto la confezione.