venerdì 26 gennaio 2007

Giaccamara

Abito scuro per le "prime", giacca e cravatta per tutte le rappresentazioni, e per le donne "abbigliamento consono al decoro del teatro": la Scala da questa stagione ha deciso di stampare sul retro dei biglietti una sintesi (in italiano e inglese) delle norme di corretto comportamento da tenere durante gli spettacoli, abiti compresi.
Mi sembra una magnifica idea per incentivare la voglia di teatro.
Posso essere d’accordo con l’eleganza – che tra l’altro è un concetto tutto da definire - ma perché identificarla con la giacca e la cravatta?
Facciamo così: alla prossima messa in scena arriveremo anche noi vestiti eleganti, io personalmente indosserò una giacca di juta guarnita da una cravatta di plastica rossa. Chissà, forse avvolgendomi i capelli di nebbia verrei scambiato per Giampiero Mughini e la mia simbolica protesta annegherebbe miseramente. Con la dignità di Marinella però.

9 commenti:

Gallit! ha detto...

Ma Marinella quello delle cravatte?

http://www.marinellanapoli.it/

Anonimo ha detto...

eh eh, grande gallit...marinella, cravatte dal 1914!!!
ma anche loro (le cravatte dico) verranno portate su di un stella dal vento?

Gallit! ha detto...

Rimanendo su De Andrè aggiungerei alla tua osservazione sulla Scala questo estratto da "Coda di Lupo" per chi, non te Cirè, non la conoscesse:

[...] E forse avevo diciott'anni e non puzzavo più di serpente
possedevo una spranga un cappello e una fionda
e una notte di gala con un sasso a punta
uccisi uno smoking e glielo rubai

e al dio della scala non credere mai.

joecanasta ha detto...

e a un dio, e a un dio, e a un dioooooooo

Anonimo ha detto...

eh beh, perfetta pe l'occasione. a questo punto parafraso: ci sarà un lieto fine? io non ci credo...

Anonimo ha detto...

bensai caro cirello
che percorrere il fiume in senso contrario è una mia specialità.
e a questo invito che m'alletta non posso resistere:
da quando vivo a milano sono stato alla scala tre volte,
una per fare delle riprese e non conta,
le altre due ad assistere a un concerto di musica classica (bellissimo) e all'"aida" (...).
in entrambe le occasioni indossavo i miei soliti abiti, jeans consumati alle estremità, maglione di lana o al limite giacchetta sdrucita, cappotto di pelle usato molto da me e poco da qualcun'altro in precedenza, sciarpa rossa d'ordinanza. nessuno mi ha mai detto nulla. certo le maschere erano di gran lunga più "eleganti" di me ma fondamentalmente sono passato del tutto inosservato.
insomma se ti ricodi anche a venezia giravano queste informazioni del cazzo tant'é che il primo anno da buoni provinciali ci presentammo col vestito buono (vistosamente preso in prestito dal fratello o dal padre). ma quando il secondo giorno ci tornammo a esibirci per quello che siamo qualcuno ci disse qualcosa?
no.
e noi ancora qui a discutere.
che il piacere di discutere è indiscutibile ma...meglio le cravatte di marinella
o una bel peto con la cravatta
robbiello

Anonimo ha detto...

comunque è assurdo che ti consiglino l'abbigliamento sul retro del biglietto.

Anonimo ha detto...

e allora rimolliamoci anche.....una formalità.....una questione di qualità.....C

Anonimo ha detto...

...non ricordo bene...
bbiello