giovedì 3 settembre 2009

E poi, va bè...

E poi che devi dire in mezzo a tutto il ciarpame di cui sotto quando ti ricordano che 20 anni fa moriva Scirea?

Magari solo ricordarlo.
Perché mai come oggi mancano quelle persone che davano il più classico e mai anacronistico "buon esempio".
Quegli uomini come lui, che "per firmare gli autografi si fermava vicino alle cabine per non infastidire i vicini di ombrellone."

Che cosa guardate stupiti?

In realtà ci sarebbe da parlare del caos nel mondo dell'informazione, di quelli che bloccano il trailer di un film perché parla semplicemente dell'Italia e di come si è arrivati a vedere nei telegiornali cani scondinzolanti tra una tetta, un culo e un controesodo, prima di arrivare alle "ultime sui vip"; di quello che denuncia tutti solo perché gli fanno delle domande, di quello che no "risolverò il conflitto di interessi come prima cosa" e di quegli altri, baffo in testa, che "risolveremo il conflitto di interessi come prima cosa".

Invece eccolo qui, bello che vivo e vegeto, in tutte le sue dimensioni. Forse anche i più disperati adulatori, dopo 15 anni, se ne stanno accorgendo. Ma in tutta probabilità è solo perché gli criptano il segnale Rai su piattaforma Sky proprio durante la partita di pallone senza un motivo logico. E invece, il motivo, è sempre lui.

In ogni caso, una ragione per farci 4 risate ci sarà sempre. E magari un giorno, finalmente ci seppelliremo sotto quelle risate, pazienza se quelle risate, al tempo, dovevano essere di tutt'altra pasta:

"[...] hanno leso anche la identità personale presentando l’on. Berlusconi come soggetto che di certo non è, ossia come una persona con problemi di erezione."

(Avv. Nicolò Ghedini, nell'atto di citazione contro L'Unità)

venerdì 28 agosto 2009

Quell'espressione un po' così

"Il duce era meglio di Berlusconi: era più onesto."

Enrica "Ridarella" Canepa, figlia di Giovanni Battista Canepa detto "Marzo", antifascisti - Genova, 26 agosto 2009.

domenica 23 agosto 2009

Desideri controproducenti

"Ma quando cazzo finisce st'estate? Sto a pezzi...!"

(Il Topo, ieri sera, durante il canonico bagno da capodogli dopo l'ennesimo sabbione di corpi sudati e piedi ardenti, quando il sole scende morbido davanti agli occhi, cento metri più in la', proprio dietro le coline)

mercoledì 19 agosto 2009

Tuo, Cirello

Appena tornato. Distrutto. Accendo la mela e leggo. Ci sei tu, col caschetto e il sorriso dolce, quelli di sempre.
Così nella doccia che toglie il sudore di una giornata penso a troppe cose che non riuscirò a scrivere perché il cuore trasferisce il sussulto sulle dita che si muovono tremule.
Allora vorrei dirti solo questo cara Nanda, e te lo scrivo ancora in accappatoio, col culo ad inumidire la sedia: senza di te sarei una persona peggiore, ti voglio bene.

Fernanda Pivano (Genova 1917 - Milano 2009)

lunedì 17 agosto 2009

Carisma

"Incominciai a capire il significato della parola carisma."

(L'agente Gridelli, parlando del commissario Lo Gatto)

lunedì 10 agosto 2009

Mille bolle blu

Tra le cose che non capirò mai, c’è quel terrore, quella fretta senza senso che porta i più a scappare dal mare e fuggire dalla spiaggia alla prima goccia di pioggia, invece di star lì a farsi massaggiare il naso mentre con la lingua giochi con quel rivolo scivolato sulle labbra già salate.
Una pioggia al limite dell’apprezzabilità, che cade senza bagnare quasi venisse giù da nuvole caricate a salve.
Allora il sabbione dà più gusto anche perché tiratissimo, con le piante dei piedi già provate dalla sera precedente sotto il portico del microcalcetto, in ricordo sempre vivo di quelle domeniche pomeriggio di facce brufolose con 90° minuto pronto al triplice fischio.
Finirà dieci a otto dopo quasi due ore di corpi sudati, falli maliziosi e grappoli di polemiche inevitabili, scritti nel dna di porte senza reti né traverse, di falli laterali limitati dalla risacca del mare da una parte e linee sbilenche scritte dai talloni sulla sabbia dall’altra.
E poi ti accorgi che il gol decisivo e relativa corsa a culo di fuori verso quella che è stata e sarà l’alba è ancora più sapido del solito perché no, in un sabbione non mi puoi chiamare un fallo per un’inventata entrata a piedi uniti o ancor peggio per una spallata, proprio tu poi, lo sconosciuto confinante, forte quanto vuoi, ma troppo “ex calciatore” (la Treccani gli concederà una voce prima o poi) per vincere una partita di questo tipo.
Prendi e porta a casa allora, e se un giorno tornerai da queste parti, ricordati di salutare prima di andar via.

Tutto questo per dire che poi è tornato il sole. Con le oche inevitabili.
E se ancora non si fosse capito, c’avrei scommesso gli occhi.

venerdì 31 luglio 2009

Farewell, my lovely

Lei tornò col bicchiere, le sue dita gelate per aver toccato il ghiaccio sfiorarono le mie, io le trattenni per un attimo e poi le lasciai andare così come si abbandona un sogno, lentamente, quando ci si sveglia col sole in faccia dopo essere stati in una valle incantata.

(Addio mia amata - Raymond Chandler, 1940)

lunedì 27 luglio 2009

Fluid Canvas

Solo per dirti grazie. Per quella sera di qualche anno fa. Per quel bellissimo viaggio.


Merce Cunningham (Centralia, 1919 - New York, 2009)

venerdì 24 luglio 2009

Avevo detto "mai più"?

"E' tutto scritto negli occhi, figliolo."
(Ingmar Bergman)

Domenica scorsa, di fronte a delle ottime fettuccine (cotte in brodo) con tartufo nero, mi son ritrovato per l'ennesima volta a parlare, poco per fortuna, del perché uno dovrebbe votare l'uomo che ci governa e soprattutto, perché si dovrebbe stimare quest'uomo. E - soprattutto al cubo - perché (questa l'accusa più infamante che mi tocca subire ogni volta, io e tutti quelli che la pensano come me) dovrei essere invidioso di quest'omino mentre mi prendo la colpa (?) di averlo perquisisto un miliardo e passa di volte e bla bla bla.

A me, in realtà, basterrebbe avere una risposta che non è mai stata data ad alcuno, che non è scritta sui libri, né sui registri contabili, né nel meraviglioso “Una Storia Italiana”, fattoci arrivare a casa a firma Sandro Bondi: dove hai preso i soldi?

Quello che io contesto da sempre con semplicità, è che chi lo vota non conosce la sua storia. Non credo sia possibile il contrario. Gli elettori drogati non sanno/non ricordano che l'immaginifico fu fuorilegge da prima di quando lo conoscono tutti e anche dalla sua nascita mediatica, perchè a voler ricordare, si potrebbe dire che il 16 ottobre 1984, Canale5, italia1 e Rete4, vennero oscurate perché trasmettevano su tutto il territorio nazionale nonostante la legge dicesse il contrario. 4 giorni e ci pensò l'amico Bettino con un decreto apposito, conosciuto con il nome dell'unico beneficiario.

Perchè, a parte le figure di merda internazionali e non

(le corna alla foto di gruppo; il cucù alla merkel, la stessa merkel che deve attenderlo 20 minuti - prima di spazientirsi e andar via - perché l'omino sta parlando al telefono in diretta mondiale; costringere alle scuse ufficiali gli ambasciatori italiani in Finlandia perché si era vantato di aver usato le sue armi da playboy con la presidente, e in argentina, dopo aver detto che per i desaparecido quelle “erano belle giornate…li facevano scendere dagli aerei…”; lo strillare “mr obamaaaaaaa” per la gioia della regina che lo richiama stizzita; quando disse che servirebbe un militare per ogni bella donna; quando disse che "Le vittime del terremoto dovrebbero vivere l'esperienza come un weekend in campeggio"; quando mimò il mitra con le mani verso una giornalista russa; oppure quando, davvero illuminato di fronte all'attuale crisi finanziaria internazionale, affermò che si potrebbe giungere anche ad una sospensione mondiale dei mercati a tempo indeterminato; quando a Porta a Porta disse che "io sarei felicissimo di conoscere papà Cervi a cui va tutta la mia ammirazione" con uno sconsolato Bertinotti che rispondeva: "Papà Cervi purtroppo è morto..."; per chiudere con quella volta magnifica al parlamento europeo, era il 2003, quando, in una risposta assurda, diede del kapò a Martin Schultz con la disapprovazione e le risa e la richiesta di scuse da parte di tutta l’assemblea)

ci sarebbero un sacco di cose da sapere, cose che io non dimentico, ad esempio l’istituto dove lavorava Berlusconi padre, Luigi, quella banca Rasini di cui erano clienti Pippo Calò, Riina e Provenzano passando per acquisizioni con dentro altri nomi simpatici tipo Sindona, Calvi, Gelli e l’onnipresente monsignor Marcinkus (il bello di notte, ah no, quello era Boniek). E poi Dell'Utri e Mangano e cose che dovremmo sapere tutti.

Cose dette e ridette, mi rendo conto, cose che chi lo vota pensa siano false e allora, ammesso che una persona per un qualsiasi motivo non voglia credere a dei fatti, come diavolo fai a continuarlo a votare guardando alle leggi (sempre le prime, ad ogni mandato) approvate ad uso e consumo della sua persona?
Immune da quello, immune da quell’altro, “ah cavolo, ma Mills l’hanno condannato a Londra, maledetti comunisti, allora sai che facciamo? Cambiamo pure il codice penale, così, Dio me ne scampi, se dovessi cadere per qualche motivo, la sentenza Londinese non potrà essere usata contro di me, dai che ne so a pacchi!"

Poi si potrebbe dire che in altri paesi ci sono ministri che si dimettono perché sanno che con quella carica non puoi dire o fare le cose che dici e fai al bar la mattina, del tipo aver fatto le corna in parlamento (Portogallo), per aver messo l’acquisto di due film in nota spese (Inghilterra), per aver detto verso gli studenti “ci vorrebbero i carri armati” (Bulgaria) o essere stati (solo) accusati di corruzione (Francia), non aver pagato i contributi alla domestica (Svezia), non aver pagato il canone Tv (sempre Svezia), per arrivare a Clinton che fu costretto a dimettersi non per il pompino ma perchè aveva detto di non averne ricevuti, insomma, aveva mentito.
Invece qui, siamo un popolo libero (o della libertà) e quindi, come diceva Albanese: “facciamo un po’ come cazzo ci pare”.

Insomma, lo chiedeva Travaglio da Luttazzi, prima dell’ordine di espulsione. Un’intervista che potete vedere qui integralmente, anche se so che al solito, sempre per il fatto dell’acqua e del mulino, c’è chi si terrà stretta la sua voglia di non sapere.
Rispondici immaginifico, fallo per me: dove hai preso i soldi?

Scusate l'inevitabile noia dello scritto, ma fa caldo, ho poca fantasia, allora si va sul facile. Seppur triste, solitario y final.

lunedì 20 luglio 2009

Il rock

Well I got this guitar
And I learned how to make it talk


(da Thunder Road, in Born to Run - 1975)

La E Street Band che entra con l'aria di C'era una volta il West. Poi Badlands.
Ed è solo l'inizio.
Che potrebbe benissimo essere una fine.

Insomma, in qualunque posto e tempo, se potete, andate a sentire un concerto di Bruce Springsteen.

giovedì 16 luglio 2009

El indio Chaparral

In tutta sincerità, vorrei comunicare che ho passato un'ora del pomeriggio appena trascorso ad ascoltare questo pezzo:

Quién te lo dijo

"Hay pelotas redondas
hay pelotas que no
a que jugamos nosotros
son pelotas que no"

¿Quién te lo dijo? (coro)
me lo dijo un tal
¿Como se llama? (coro)
el indio Chaparral

"Nosotros jugamos
con la pelota oval"
ya mi me lo dijo
el indio Chaparral
el indio Chaparral
el indio Chaparral

¿Quién te lo dijo? (coro)
me lo dijo un tal
¿Como se llama? (coro)
el indio Chaparral

Hui hui hui
uh ah uh uhuh ah uh uh...


(Quién te lo dijo [Cock a doodle do] - Pedersoli, De Natale, G.De Angelis, M.De Angeli, 1978)

martedì 14 luglio 2009

Pourquoi pas?


I know I dreamed you a sin and a lie
I have my freedom but I dont have much time
Faith has been broken, tears must be cried
Lets do some living after we die

(da Wild Horses, in Sticky Fingers - Rolling Stones, 1971)

E sì che mi piace molto andare, mulinare con solo il rumore bianco ad accompagnare l’ombra dell’uomo che pedala con tutto il suo carico di fluida, meccanica precisione. Cazzo, sono davvero io?
Invece da poco le cuffie vincono col loro sapore di pulito, e proprio non dev’essere un caso che la modalità casuale faccia partire Wild Horses sotto al colosseo per due notti consecutive, stavolta subito dopo Claudio Lolli. Vaglielo a spiegare a Jagger che in bici il percorso più lungo può anche essere quello più rapido.
Allora penso che l’unica persona cui riesco a mentire sono io, ai voglia a ponderare e decidere subito dopo, è sempre una forzatura cercare appigli in solitaria: visto John Bachar?

In definitiva, nove volte su dieci bisogna essere in due, perché a crederci da soli non si fa torto a nessuno ma allo stesso tempo non si arriva da alcuna parte se non al fin troppo spremuto ma sempre rivelatore “desolato stillicidio del diventar vecchi” o al “forlorn rags of growing old”, se preferite.
Così, adesso, mentre scrivo, si fulmina la lampadina “a bassi consumi e alta efficienza” che effettivamente viveva da almeno quattro anni abarbicata in cima alla piantana alla sinistra della scrivania. E questo, scusate la franchezza, vorrà pur dir qualcosa.

domenica 5 luglio 2009

Almeno in tre

Kathe gli rivolse uno sguardo cameratesco e malizioso, come se avessero il tempo...come se partissero insieme ancora una volta per un bel viaggio.
Diceva, quello sguardo: "Lo vedi, Jim...stavolta ho vinto".
Il sorriso arcaico non era mai stato così puro.
Kathe rovesciò l'auto come una carriola.
Un urlo di Jules tracciò su loro tre un triangolo di fuoco.
I secondi si moltiplicavano per mille.
Si distese una mirabile quiete.
Il paesaggio si capovolgeva. Jim sentiva Kathe accanto a sé come un idolo rosso che lo attirava come una calamita. Si lasciava cadere verso il suo splendore. Sui fianchi di lei, raggomitolati nell'ombra, due grandi ragni chiari...ma no...si muovevano...erano le mani di Harold.


(Jules e Jim - Henri-Pierre Roché, 1953)

giovedì 2 luglio 2009

Maledetti Charlie!

SICUREZZA: DDL APPROVATO DAL SENATO, ORA E' LEGGE

ROMA - Il Senato ha definitivamente approvato il ddl sulla sicurezza, da oggi legge dello Stato. I voti favorevoli sono stati 157, quelli contrari 124 e 3 gli astenuti. Hanno votato a favore PdL, Lega Nord e MpA. Contro si sono espressi Pd, Italia dei Valori e Udc.

Tra le novità del provvedimento, su cui il governo ha posto tre fiducie, l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, una tassa di 200 euro per la cittadinanza; la possibilità di trattenere gli immigrati fino a sei mesi nei centri di identificazione ed espulsione; l'introduzione delle ronde. (Ansa)


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Alla cultura democratica europea e ai giornali che la esprimono

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state però conosciute in tempo.
In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.
È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.
È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.


Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio

L'appello è stato pubblicato il 1 luglio sul quotidiano spagnolo "El Paìs".

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mercoledì 1 luglio 2009

In risposta all'istigazione criminosa

Ricevo e giro,
grazie alla preziosa fonte.

"visto che hai deciso (giustamente) di denunciare le norme scandalose con cui questo governo sta tentando di imbavagliare pure la libera rete, mi permetto di segnalarti (con tutta l'umiltà possibile non voglio fare la professoressa ma almeno sappiamo di quello di cui si sta parlando e poi so che tu sei uno preciso) che l'emendamento che citi nel tuo ultimo post non esiste più. era stato approvato al senato nel corso dell'esame in prima lettura del ddl sicurezza (per intenderci, il provvedimento che sarà approvato domani in via definitiva con la fiducia al senato rendendo legali le ronde e reato la clandestinità) ma poi - con il casino messo su da vari blogger che (ahimé) contano - è stato soppresso alla camera. (puoi verificare qui http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=16&id=418179 all'articolo 60)

la guerra ai blog purtroppo non finisce qui. nel ddl intercettazioni (pure in dirittura d'arrivo la prossima settimana al senato) c'è una norma molto pericolosa per internet. in sostanza se entrasse in vigore - e credo che sarà così - chiunque potrà essere condannato a pagare migliaia di euro se non pubblica richieste di rettifica entro 48 ore. ne parla molto bene qui http://www.giuristitelematici.it/modules/bdnews/article.php?storyid=1686 un giurista.

ma se vuoi la norma è nel ddl n.1611 all'articolo 28

27. Dopo l’articolo 25-octies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente:
«Art. 25-novies. - (Responsabilità per il reato di cui all’articolo 684 del codice penale). – 1. In relazione alla commissione del reato previsto dall’articolo 684 del codice penale, si applica all’ente la sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a trecento quote».
28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;
b) al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;"

Istigo in maniera criminosa?

In realtà scrivo parecchie stronzate, mai bugie, mi diverto e per di più vengo letto da una piccola tribù di stronzi come me. Senza offese. Non dovrei correre rischi per adesso.
In ogni caso, visto che già al senato è passata questa robaccia che allego qui sotto, potremmo sempre pensare di scappare da qualche parte, magari in Iran.

Il fatto che l'emendamento sia stato proposto dal senatore Giampiero D'Alia, in quota UDC, potrebbe far scaturire ulteriori riflessioni. Al solito è bene essere un poco diffidente per chi è un po differente:


Proposta di modifica n. 50.0.100 al DDL n. 733

50.0.100 (testo 3)

D'ALIA
Approvato

Dopo l'articolo 50, inserire il seguente:

«Art. 50-bis.

(Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecitecompiuta a mezzo internet)

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell'attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.

5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".».

venerdì 19 giugno 2009

Mi serve un polverizzatore Thompson (7)

- Prosegue senza sosta la lenta agonia del giornalismo televisivo italiano ormai sempre più asservito ai voleri di quello che non controlla la maggioranza dei mezzi di comunicazione e che, al contrario, li ha tutti contro. Cosa facilmente intuibile in questo periodo, visto che non vedo né sento cenni sull’inchiesta del giorno (presunto giro di appalti milionari e squillo che l'imprenditore Gianpaolo Tarantini avrebbe organizzato lungo la rotta Bari-Roma-Porto Cervo).

1) Al Tg1, forse, avevano fatto di meglio il giorno prima, quando, invece di parlare delle migliaia di aquilani (un lupo, un orso marsicano e una pecora per la questura) in protesta sotto a Montecitorio, hanno pensato bene di aprire con un servizio sulla casa dello studente de L'Aquila che verrà ricostruita con in fondi della regione Lombardia, con tanto di collegamento con la Graziadei e intervista a Formigoni nel ruolo del pavone.
Domenica invece, il buon Minzolini ci aveva intrattenuto per quasi un minuto e mezzo sulla cena del premier a Portofino con l’inevitabile seguito di ospiti a quanto pare famosi che gli stringono la mano e “lo esortano ad andare avanti”.

2) Il one man show su rete 4 è tutto un programma, la faccia da tragedia di Emile Faith è di quelle che non si dimenticano: hai fatto bene a non dire nulla, noi abbiamo capito tutto.

3) Il Tg2 di qualche giorno fa risponde da par suo, mettendo el partido del siglo Spagna-Nuova Zelanda prima di un servizio di dieci secondi sul prossimo referendum.

4) Capolavoro del Tg5 e di Gioacchino Bonsignore (4, l’aria da bravo ragazzo non m’è mai piaciuta) durante le elezioni europee. Un fuori onda che fa intendere molte cose, semmai ce ne fosse ancora bisogno, con il suddetto che cerca di capire se il padrone abbia perso rispetto alle politiche e poi no “no, era per capire… mica lo dico in onda eh, per capire com’è andato berlusconi… il popolo della libertà…ah, non c’era il popolo della libertà?”.

5) Di Studio Aperto non parlo se non altro perché ha avuto il buon gusto (o mio Dio, sto associando il buon gusto a Studio Aperto) di decidere di non chiamarsi telegiornale.

6) Da questa lista manca il Tg3 ma solo perché non lo vedo. Ho voglia di comicità in questi giorni, non di tragedia. Ok, lo ammetto, le sopracciglia di Maria Cuffaro (5, a me le donne piacciono non truccate) meritano una segnalazione.

Proporrei una cosa a questo punto, mettere l’acronimo Tg sotto protezione, sotto tutela: solo i notiziari che rispondono a determinati criteri potranno fregiarsi del marchio, una sorta di corrispettivo del marchio DOP per gli alimenti. Primo criterio: un Tg deve dare le notizie. Non farsele dare.

- Rimanendo in tema, rischia di salire sul podio 2009 la prima pagina di Libero di martedì 16 giugno, : “Obama a Silvio: aiutami.”

- Potrebbe essere interessante notare, visto che pochi l’hanno segnalato, (per i motivi accenati in precedenza) che l’aiutante di cui sopra, ha ricevuto il più basso numero di preferenze personali dal 1994. Vuoi vedere che dopo 15 anni la casalinga di Voghera inizia a capire che uno degli uomini più ricchi d’europa, uno che si presentò dicendo di voler fare l’Italia come il Milan (sigh), uno con interessi economici enormi in qualsiasi campo, uno che si preoccupa di Noemi quando ha l'ennesimo processo per corruzione in corso (se solo si potesse processare), uno che si vanta di avere un vulcano finto nel giardino di casa (doppio sigh), in fondo, non è proprio il prototipo di “uomo del popolo”?

- Per la rubrica, “evviva il mondo dalle facce-tette-gambe-anime-culi finti”, ho riletto col ghigno beffardo di un disilluso una frase di Anna Magnani, rivolta ad un truccatore che, prima del ciak, stava per coprirle le rughe sul volto: “Lasciamele tutte. C’ho messo una vita a farmele.”

- L’immaginifico salvatore (maledetta mela e fottutissimo serpente) di Obama (siamo gli unici, tra l’altro, con le isole Bermuda, a prenderci prigionieri di Guantanamo) continua con la sua personalissima teoria: "Bisogna consumare, è logico che se qualcuno fa previsioni pessimistiche, queste si avverano. Il problema della crisi e' soprattutto psicologico".
Allora non si può non pensare che O.B., 63 anni, divorziato anni fa e con un figlio a carico, ha recentemente perso il lavoro. Ora, trovalo un lavoro, a quell’età, col figlio che vuole il gelato e la causa di sfratto in arrivo perché non riesci più a pagare l’affitto, che pressa, ti logora, ti rosicchia come un amore perduto.
Così succede che i muscoli si sfibrino e prima di annientarsi si riservino per un ultimo gesto: O.B. si è ucciso il 9 giugno scorso a Milano, lanciandosi nel vuoto dal terrazzo di casa. Un biglietto prima del salto: "Dalle visite avrei il cuore di un ventenne. Se possibile donatelo, ma non credo che lo sia".
Eccola lì, l’unica cosa che, forse, aveva ancora da consumare.

- Spettacolare iniziativa di Gaetano Saya e del nascente partito nazionalista italiano: pronte a debuttare le ronde della “Guardia Nazionale Italiana” presentate il 6 giugno durante il primo convegno nazionale dell’Msi – Destra italiana. Pur dubitando che le ronde siano “un’iniziativa apolitica”, non si può fare a meno di notare che la divisa di questi fenomeni (eccezion fatta per l’aquila imperiale romana sul basco) è tale e quale a quella vista nei Blues Brothers. Che lo spirito di John Belushi sia sempre con noi: “Io li odio i nazisti dell’Illinois!” (min 1:39)

- Al solito ho avuto il rispetto di non premere play. E parlo del rom suonatore di fisarmonica ammazzato per sbaglio a Napoli. Però ho letto dell’indifferenza della gente, ho visto i fotogrammi della moglie sola che piange, della gente che passa il biglietto per entrare, di chi parla al telefonino senza probabilmente chiamare le ambulanze. Insomma, una marea di tristezza. Allora che dire:

Uomini senza fallo, semidei
che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà siamo i drogati
Dell'inumano varcando il confine
conoscemmo anzitempo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna.


(da Recitativo e Corale, in Tutti morimmo a stento – Fabrizio De Andrè, 1968)

- Così poco tempo fa, giravo per Roma sul mio cavallo d’acciaio (per dirla con il signor Ricci, quello che riuscì a mettermi 3 in pagella sotto la colonnina “orale” in corrispondenza della riga “Educazione fisica”), quando in lontananza vedo un manifesto con un volto di tre quarti, l’occhiale fume’, la faccia abbronzata e con in basso una scritta avente a che fare con il mediterraneo, una roba del tipo “dialoghi con”, “rapporti con” e via dicendo. Incuriosito da un’eventuale concerto di Bennato durante i prossimi giochi del mediterraneo in terra abruzzese, mi sono avvicinato. E ho capito: non era Bennato, nessuno dei due. Era Gheddafi.

- Hasta la Victoria. La nipotina del Che nuda per gli animali. (Tgcom)

- Cronaca locale: dopo anni di gloriosa attività su Piazzale Prenestino angolo circonvallazione casilina, chiude i battenti (al suo posto una gelateria) lo storico Bar Paperino. Chi non ha mai avuto il piacere di gustarsi un cappuccino e cornetto - pessimi, ma ad 1,10 euro – con vista sullo scaffale della carta igienica, non sa cosa si è perso.

sabato 6 giugno 2009

Il piacere di una marmellata

Succede che fa caldo per me, figurarsi per quelli che si scambiano strumenti e salgono e scendono dal palco evidentemente troppo stretto e proprio per questo perfetto per l’ustione da jam-session blues. C’è chi arriva con la custodia di pelle marrone e tira fuori una chitarra fatta in casa, nel senso letterale del termine, e poi capita pure che la sappia suonare da Dio prima di vederlo spostarsi di fronte alla coda del piano e capire che no, non sono le corde quelle che gestisce meglio. C’è la bacchetta del batterista che si rompe e viene magicamente sostituita da quella persa dal percussionista precedente, ricomparsa d'improvviso da sotto il timpano. E poi c'è quell'aria da vecchi amici che si ritrovano senza essersi mai conosciuti.
Così di birra ce ne vorrebbe a fiumi ma c’è crisi, si risparmia, ed è davvero un peccato vederla scaldarsi sul tavolino solo per la paura che possa finire troppo in fretta.
E tra un Muddy Waters, una Lover Man che dedico a Ti-jean e una giustamente interminabile versione di Red house mi accorgo che la percentuale di maschi presenti sfiora il novanta per cento.
Allora non posso non pensare a quel documentario francese degli anni settanta e alle meravigliose rughe di un vecchio bluesman del Mississippi quando gli chiesero cosa fosse il blues: “E’ quando sei senza un soldo e la tua donna ti ha lasciato.”

giovedì 4 giugno 2009

Boh

Ma in cielo, al di sopra del Col Giana, con una strana delusione, egli non vide che nubi indifferenti, dall’espressione idiota, vesciche di vapore, mucillaggini di nebbia che si disperdevano in brandelli. Né queste nubi evidentemente potevano pensare, o essere cattive, o fare scherzi ai giovani preti di campagna. Né di sicuro si erano mai interessate di lui per tormentarlo. Nuvole e basta. La stazione meteorologica aveva infatti annunciato quel giorno: “Cielo in prevalenza sereno, qualche formaz. cumuliforme al pomeriggio. Calma di vento. Temper. stazion.”. Circa il Diavolo, neanche una parola.

(da Le tentazioni di sant'Antonio, in Il crollo della Baliverna - Dino Buzzati, 1957)