lunedì 8 gennaio 2007

Urlate

Eccomi di nuovo circondato da sirene di ogni tipo, parabole sui tetti, invisibili onde elettromagnetiche a massaggiare l’epidermide, il calcare nel caffè, gli aculei di Pallina, scarpe abbandonate sul prato del Torrione, motorini spenti sotto la finestra, divani troppo piccoli, peli di Samanta ovunque, pianta di basilico passata a miglior vita, chitarra impolverata, posacenere ancora vuoti, termosifoni autonomamente accesi, lampadine fulminate e panni stesi, accendini senza gas e fornelli incrostati, scrivanie senza spazio e vecchi sigari ancora in servizio, zaini sovraffollati, cielo grigio, penne che non scrivono e tazze abbandonate. Ci hanno obbligato a fare bilanci perché un anno nuovo è arrivato senza che ne sentissimo il bisogno. La capitale riesce sempre a ricordarsi di me, nonostante sia uno dei tanti. Sento già la mancanza del mare, dei suoi odori e sapori. Della sua presenza.
Uscite fuori da quel guscio marcio dolci persone aggredite dal malessere. Vi amo, vi sono dentro. Non mollate. C’è ancora troppo da regalare. Urlate e ripartite. Forza.

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