lunedì 26 gennaio 2009

Mi serve un polverizzatore Thompson (3)

- Nel vasto programma di eternità mi fa piacere notare come continuino a non mancare figli con improbabili nomi di cantanti di tango: Matteo Ferrari (5 da centrale, 6 da terzino) e Aida Yespica (8 da dietro, 7= da davanti) hanno optato per Aron. La maggioranza, intanto, sta.
- A detta di molti studiosi, l’ormai famoso crocefisso ligneo attribuito a Michelangelo non è di Michelangelo. Appena saputo che l’ultima opera del Buonarroti (Argan mi fa una pippa) venne venduta per oltre 10 milioni di euro (nel 2001), il ministro e poeta (in prosa) Sandro Bondi (3,5) non ha voluto sentire ragioni: quando lo ribecca un Michelangelo a soli 3 milioni di euro? Subito dopo, secondo i “soliti ben informati”, pare che Schifani abbia chiamato il collega per complimentarsi riuscendo persino a vendergli un dipinto del noto maestro Splinter in chiusura di telefonata.
- Pamela Anderson (sei brava sei) invita le autorità indiane a sterilizzare i cani randagi anziché ucciderli: “I cani non possono usare i preservativi”. Appresa la notizia, Pratibha Patil ha commentato: “Ma va?!?”. Bondi ha chiosato: "Perchè?"
- Ladri in casa Buffon. “Forse è opera di una banda di ladri dell’est”, gli investigatori (da non confondere con gli investigavacche) sembrano aver pochi dubbi: a quanto pare, il “succhiello” – una specie di vecchio trapano a mano – lo usano solo quelli lì. Adesso vado a Porta Portese, me ne procuro uno, scassino due serrature e col cazzo che vengo sospettato.
- Lory Del Santo: "Non uso né sapone né bagnoschiuma.” (TgCom). Mmmmmmmh.
- Proseguono le inchieste d’assalto del Tg5 (la Cesara è sempre più in fase calante): l’altra sera, intorno alle 20e15, un Bob Woodward del biscione, ci informava come in un paesino del Veneto ci fosse un supermercato con ben 30 prodotti a prezzi scontatissimi, il tutto condito da interviste agli acquirenti. In fine di servizio pare sia stato tagliato il commento di un pensionato di Vigodarzere nei confronti della cassiera: “Dio can che tosa!”
- Per la gioia di grandi e piccini, Vendola e soci tornano a Chianciano (che la cittadina tutta abbia pietà dei nostri fegati) per sancire ufficialmente la separazione da Rifondazione e lanciarsi a capofitto nel nuovo soggetto politico denominato “Rifondazione per la sinistra”. Spiega Nichi: “Quello che presenteremo alle europee non è un nuovo partito, è solo una tappa.” A fare una previsone, tappa per tappa, il partito, a fine tour, si chiamerà “Nuova fondazione delle fondamenta a partire dalle fondamenta di rifondazione comunista”. Tutto questo avverrà nel 2038. Mussi, in esilio nella sua Piombino, fonderà con altri nostalgici “L’ulteriore sinistra mancina post democratica”. Secondo Paolo Fox (2), la sinistra, bilancia, vincerà le elezioni nel giugno 2051. Urge cambiare muratori (da non confondere con i muravacche).
- Al direttore de "Il Giornale" Mario Giordano (2 alla voce, 2- al giornalista, 0 all’inventore di Lucignolo) non è piaciuto il primo discorso di Obama: “Scusate, ma non ce la faccio. Non riesco ad emozionarmi. Ce l'ho messa tutta, ve lo giuro. Niente da fare. Vedo intorno a me gente che va in sollucchero, fiumi di entusiasmo, commozione e fan scatenati. Sento parlare di «svolta globale», «evento epocale», «parole storiche» che «hanno segnato una nuova speranza per il mondo». […] Insomma. Ma dov'è la svolta globale?”. Giordano, forse, non ha fatto caso a quello che non era sfuggito persino al suo capo, allora provo a dirglielo io: Barack Obama è negro.
- «Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze, credo che non ce la faremo mai...». Se Berlusconi (ancora una volta impreparato) fosse un personaggio reale quanto Marsellus Wallace (8 al cerotto sulla nuca), affiderei la sua sorte a quest’ultimo, così, giusto per fargli capire la gra(e)vità di quest’affermazione, e magari sentirgliela ripetere nella cantina del negozio di Zed, insieme a due stronzi strafatti di crac con un paio di pinze e una buona saldatrice. "You hear me talking hillbilly boy?"
- Cronaca local calcistica. In bocca al lupo al nuovo presidente del Pescara, ai tifosi l’augurio di poterla sentire proferire chicche assolute come quella volta nel freddo di Roccaraso: “Chi vuole il prosciutto glielo taglio.”

mercoledì 21 gennaio 2009

Il conte Obama

Essendo in affitto, il canone RAI lo paga il padrone di casa.
Ieri avrei quasi voluto chiamarlo e dirgli di smetterla e attendere le guardie, come si dice qui.

Sì, perchè se una persona qualsiasi avesse voluto seguire in diretta il discorso per forza di cose epocale del neo presidente USA, si sarebbe dovuto sintonizzare sul canale 2 (come dice chi quei canali li ha visti nascere), ed esattamente - Dio o chi per lui ce ne scampi - con La vita in diretta, meraviglioso programma di approfondimento condotto dall'ex qualcosa Lamberto Sposini.

Ok, il giuramento ce lo spariamo per intero, poi inizia a parlare l'abbronzato di fronte a due milioni di persone, tra i quali un Cassius Clay ("La madre l'ha chiamato Clay? E io lo chiamo Clay!", conversazione dentro al barbiere ne Il Principe cerca moglie) in cappello stile Marlowe.
Passa davvero poco e il presidential speech viene interrotto e si torna in studio. Classici problemi di collegamento in stile mamma RAI? No, stavolta no, perché c'era un servizo imperdibile da mandare in onda. Su Patrizia de Blanck. Titolo (solita magnifica scritta che scorre in sovrimpressione): "I segreti della bella contessa."

sabato 17 gennaio 2009

L'ammainabandiera di Silvio

La morale: c’è sempre un emiro più emiro di te. Se il figlio prediletto Kakà si trasferirà nell’harem dello sceicco di Manchester, Berlusconi avrà applicato a se stesso il principio sul quale ha impostato la vita: ogni uomo ha un prezzo. Anche lui.

Finora quel principio lo aveva sperimentato sugli altri: non solo nel calcio, ma soprattutto lì. Quando scippò l’atalantino Donadoni all’Avvocato raddoppiando all’ultimo la già lauta offerta della Juve. Quando rapì il granata Lentini in elicottero per mostrargli un oceano di banconote. O quando, a furor di bigliettoni, sfilò alla Lazio la sua bandiera, Nesta, dopo aver giurato al meeting di Comunione e Liberazione che Nesta mai e poi mai.

Anche nel calcio Berlusconi ha sempre mostrato le sue due facce. Tradizionalista in famiglia, dove Baresi, Maldini e Costacurta alimentavano il culto feticista per le bandiere, quei giocatori che restano legati in eterno al club degli esordi. E spregiudicato innovatore in giro per il mondo, dove utilizzava l’arma infallibile del denaro per strappare gli scalpi migliori, senza alcun riguardo per i contratti firmati e le promesse fatte ai tifosi: nient’altro che carta da far scomparire dentro altra carta, quella luccicante dei suoi dobloni.

Era come uno di quei condottieri romani che, per conservare la civiltà a casa propria, si prestavano a essere i razziatori di quelle altrui. Finché non trovarono dei barbari più barbari di loro. Il barbaro di Berlusconi si chiama Mansour e sta per dargli 150 milioni di dollari in cambio della sua verginità di seduttore non seducibile. Una proposta impossibile da respingere e il premier, uomo pratico, finirà per accettarla. Ma sono sicuro che, nell’incassare l’assegno, per la prima volta in vita sua si sentirà invecchiato.


(da "Buongiorno", il blog di Massimo Gramellini - La Stampa on line, 17 gennaio 2009)

giovedì 15 gennaio 2009

Rimangono poche certezze

E' successo. Pensavo di essere rincoglionito e invece i miei occhi non si erano fatti ingannare una decina di giorni fa, ne ho da poco avuto la conferma via telefono da qualcuno che passava di lì, sull'asse attrezzato (che poi sarebbe la tangenziale) che porta da Pescara al resto del mondo. Non so perché né per quanto tempo ma posso dirvi con certezza che oggi 15 gennaio 2009 alle ore 1603, il mega cilindrone del cementificio era fermo.

lunedì 12 gennaio 2009

Mi serve un polverizzatore Thompson (2)

- Con l’addio di Bush (voto 3 di disprezzo) alla casa bianca, ci saluta anche The Great Moment in Presidential Speeches, una delle migliori rubriche del David Letterman Show (7): nell’ultima puntata si vede l’ormai ex presidente durante una conferenza mentre farfuglia a proposito di una nuova tecnologia che permetterà agli uomini di comunicare a distanza.
- Il premio “Miglior figura di merda del 2009” è assegnato sin da ora a Luca Carboni che, nella piazza centrale di Pescara gremita (non troppo per la questura) per il concerto di capodanno, ha donato ai presenti un augurio che non dimenticheranno facilmente: “Buon anno Pesaro!”
- Per la rubrica, “Le migliori cose da chiedere ad un barista”, entra di prepotenza in top ten la richiesta di una signora preoccupata per la sua diuresi: “Mi darebbe una bottiglietta di acqua oligominerale?”
- Massiccia campagna pubblicitaria di Burger King (2 al mondo dei fast food, 8 alla proposta): un panino omaggio, il nuovo "Angry Whopper", a chi cancellerà 10 amici virtuali dalla sua pagina Facebook (in Italia negli ultimi cinque mesi passato da 572 mila utenti a quasi 5 milioni, +763%, allucinante). Prometto di aprirmi una pagina su Facebook quando Qua se magna, l’osteria sotto casa, farà la stessa cosa. Ma con un’amatriciana al posto del panino.
- «Chi è zio Pasquale?», domanda il pubblico ministero. «Pasquale Giampà», risponde il testimone, che è pure parte offesa. «È presente in quest'aula?». Il testimone alza il dito indice, lo punta verso l'uomo sistemato a pochi metri di distanza, fra i due avvocati difensori, e dice: «Sì, è lui». È la prima volta che accade in Calabria: una vittima del racket che accusa pubblicamente i suoi estorsori. Dai uagliu’ (10), ché questi si cacano sotto.
- Una straordinaria ovazione al Tg5 (4-), che ad inizio gennaio, decide di aprire il telegiornale con i bombardamenti israeliani su Gaza. Ma solo perché il collegamento con “uno dei più grandi outlet del nord Italia” risultava disturbato. Rossella (2), in compenso, è sempre elegantissimo.
- Nella tristezza (5=) da karaoke giapponese di Che tempo che fa dedicato a De Andrè (ieri sera su Rai3), ringrazio Gianna, Bubola&Bennato, Fossati e Capossela prima di dar le spalle del numero 4 a Lucio Dalla e prostrarmi davanti a Mauro Pagani e Cristiano De Andrè seduti con la stessa gamba accavallata proprio allo sbocco della mulattiera (9, da capocannonieri).
- Cronaca local-adriatica-calcistica: torna a La Palma (10 all’amalgama) l’ambito trofeo di natale sui temperati campi di Pescara2. Nulla da fare per Pacmania (5 alle maglie del CUS Chieti), piegata 7-6 in zona stracesarini.
- Voto 9 a mia madre, che alle ore 7:53 del mattino del 26 dicembre scorso, si produce in un sms che descrive a perfezione le mie feste natalizie: “La colazione è pronta.”
- Salute: dopo essersi mangiato sì e no 6000 Condorelli, mio padre (9) decide stoicamente di CONTINUARE la dieta.
- Paris Hilton (5-) mette a tacere le malelingue e risponde a chi fantastica sulle sue innumerevoli relazioni: "Sono andata a letto solo con due persone". In seguito si scoprirà che dalla frase riportata dalle agenzie era stato troncato il finale: “, ieri.”
- Secondo l’oroscopo cinese, il 2009 sarà l’anno del bue (8). Non si placano le proteste dell’asinello.
- "Siamo tra le popolazioni più scoppanti del mondo." (Callara, 27 dicembre 2008)

giovedì 8 gennaio 2009

Sempre alto sui naufragi

"...Sicuramente della morte. Non tanto la mia, che in ogni caso quando arriverà, se mi darà il tempo di accorgermene, mi farà provare la mia buona dose di paura, quanto la morte che ci sta intorno, lo scarso attaccamento alla vita che noto in molti nostri simili che si ammazzano per dei motivi sicuramente molto più futili di quanto non sia il valore della vita. Io ho paura di quello che non capisco e questo proprio non mi riesce di capirlo."
(Fabrizio De Andrè, speciale TG1, 1989)

Volevo ripercorrere la mia storia deandreiana, partendo da quella audiocassetta di Callara inizialmente snobbata, Il Viaggio, per arrivare ad ora, con Sogno numero due che rimbomba nella stanza. Poi ho deciso di fermarmi, altrimenti non sarei riuscito a farlo dopo.
Troppe facce e risa e occhi sudati. Troppe chitarre da suonare con sole due mani a disposizione.

Intanto continuo a sperare che qualcuno di nuovo ascolti le sue canzoni o una sua intervista e immediatamente capisca di aver sbagliato tutto, mentre non smetto di domandarmi perché quel pomeriggio dissi no al buon Labroz che mi chiedeva di accompagnarlo al concerto. Stupido che non sono altro.
Con estrema semplicità, credo che se ci fosse un po’ più di De Andrè in ognuno di noi, le persone, la vita, le relazioni e quant’altro cambierebbero faccia. Sì, son convinto che il mondo tutto andrebbe un tantino meglio.

Allora lascio parlare lui, con un’autorecensione in cui c’è tutto: la timidezza, il bruciore della voce, la poesia, l’onda nei capelli, l'ironia, una gamba poggiata sull’altra, l’utopia, la cura della lingua, gli eroi, l'amore, le dita con in mezzo una sigaretta, la curiosità, l’anarchia, quei quattro mesi, la capacità di entrarti dentro in ogni gesto e le maniche tirate su di quello che "precauzionalmente si considerava un cantautore".

"Certe volte mi sentivo inorgoglito, altre volte deluso, ma sempre in ogni caso un po’ vergognoso a vedermi quasi costretto a sfogliare le riviste specializzate per scrutare con un occhio quasi da lumaca, fuori dalle orbite, quale posizione avesse ottenuto in classifica il mio ultimo cosiddetto “prodotto discografico”, perché questo voleva dire che il disco in quanto funzione, oggetto di consumo, aveva assunto un’importanza superiore a quella delle canzoni per le quali viveva e nelle quali sinceramente mi sentivo di avere vissuto.
Mauro Pagani la pensava allo stesso modo, forse anche per questo motivo la reciproca stima, il progetto comune, il tentativo di ricondurre la canzone alla sua funzione primaria. Il canto ha infatti ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive, il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza, di alleviare il dolore, di esorcizzare il male.

Certo, le canzoni le abbiamo comunque registrate e da noi sembra con buoni risultati tecnici. Però penso che mai come nel caso di questo "Creuza de ma", di questa "mulattiera di mare", traduzione volutamente approssimativa per quanto desiderava essere descrittivamente precisa. Mai come in questo caso dicevo, il disco ha assunto una funzione molto ridotta rispetto alle canzoni di cui vive, diciamo pure la funzione che può avere la stringa nei confronti di una scarpa. O addirittura nei confronti di un mocassino.
Ci sono sicuramente altri motivi per cui si è deciso di fare canzoni di questo tipo, motivi tutti egualmente di rilievo e a cui sinceramente non riuscirei a dare un ordine di importanza. Ad esempio la scelta stilistica: una volta individuati gli strumenti etnici che - in quella che qualcuno ha voluto chiamare una piccola odissea - volevano ricondurci alle atmosfere del bacino del mediterraneo, dal Bosforo a Gibilterra, era necessario adottare ai suoni che tali strumenti riproducevano una lingua che ci scivolasse sopra e evocasse attraverso fonemi cantati - indipendentemente quindi dalla loro immediata comprensibilità - le stesse atmosfere che gli strumenti evocavano.
A noi la lingua più adatta era sembrata fosse il genovese, con i suoi dittonghi, i suoi iati, la sua ricchezza di sostantivi ed aggettivi tronchi che li puoi accorciare o allungare quasi come il grido di un gabbiano.

Di motivi che ci hanno indotto a scrivere di queste "ombre di facce", di queste "facce di marinai" a cui "la notte punta il coltello alla gola", di questi "emigranti della risata con i chiodi negli occhi", ce ne sarebbero ancora molti da esaminare. Meglio quindi passare a descrivere direttamente i personaggi, la tipologia umana raccolta nelle canzoni, un’umanità che sinceramente susciterebbe la mia e l’altrui ilarità se dovessimo vederla esposta nelle vetrine di una gioielleria del centro di una metropoli. Un campionario umano, al contrario, che bisogna andarsi a cercare "ne ‘a mondezza" come dicono a Roma, o "in tu rumentà" come si usa dire a Genova. Insomma, nella spazzatura."

lunedì 22 dicembre 2008

Mi serve un polverizzatore Thompson (1)

Dopo il grande successo della puntata pilota, ecco a voi il primo numero ufficiale della nuova rubrica del lunedì. In redazione ci si poneva il problema di scegliere un titolo adatto ad omaggiare Gianni Mura senza essere troppo riverenti né criptici ma solo coglioni al punto da rappresentare al meglio il direttore di testata. Alla fine di un'interminabile riunione in notturna nella sede del Pigneto, in barba ai sentimentalismi, si è giunti alla soluzione che vedete.


- Si definiva un “buon prussiano, pragmatico e con i piedi per terra”: l’ispettore Derrick, l’anemico Horst Tappert (voto 7,5), ha deciso - a 85 anni - di scavare un paio di metri più in basso e sotterrarsi col suo impermeabile. Appena appreso di non essere stato invitato a presenziare ai funerali – pare per volere del defunto stesso – Fritz Wepper, alias Harry Klein (voto 6 di compassione) ha fugato ogni dubbio, convincendosi finalmente di essere stato “il braccio destro” più inutile nella storia della telefilmografia mondiale.
- Dopo aver assistito a numerosi concerti Heavy Metal e Hard Rock, due ricercatori australiani dell’università di South Wales, hanno osservato che scuotere la testa al ritmo di 146 battiti al minuto può causare danni (di entità comunque modesta) quando l’ampiezza del movimento del cranio supera i 75°. Secondo gli esimi studiosi (voto 1 che diventa 2 al microscopio) sarebbero utili appelli alla cautela sulle confezioni dei cd. Un calibro o ancor meglio un goniometro in ogni custodia sarebbero più indicati. Si prevedono mucchi (mucchietti per la questura) di cadaveri sgozzati da improvvisati misuratori di angoli craniali al prossimo concerto dei Sepultura. Ai tagli migliori in regalo un tecnigrafo.
- Dopo 72 anni di storia, gioie e bestemmie, la Pescara Calcio S.p.A. (10 col cuore) è fallita. Centinaia di tifosi fuori dal tribunale. Il biondo Trisi (un atletico 9 per lui) è pregato di versare i 4 milioni di euro necessari per estinguere i debiti: più o meno la cifra che è riuscito a sottrarre alla società (voto 2 per esasperazione) sommando gli ingressi guadagnati scavalcando i cancelli dell’Adriatico con occhio vigile e passo ghepardesco.
- Ad affiancare questa bella notizia, Paolo Rumiz (Repubblica di ieri) ci informa sul delirio – pesantissimo – in cui versa (oltre che il sindaco, la regione tutta e i suoi massimi imprenditori) il fiume Pescara e quello che gli sta intorno. Tra le altre cose, il più grande centro commerciale del Centro Sud, il Megalò, l’orgoglio dei teatini (voto 0 ora e sempre) pare sia stato costruito aggirando le rigide regole relative alle concessioni edilizie stabilite dopo il delirio alluvionale di Sarno&c. A consolarmi, in caso di disastro (annunciato, senza voto per la tristezza, che il 1992 non vi sia di lezione) una sola consapevolezza: il Mono (voto 9,5, lo 0,5 lo uso come risarcimento dei – suoi - danni) uscirà dalle acque da par suo, passando tra i fiotti con il celebre “Delfino della maremma” (invotabile). Chi non sa di cosa sto parlando non può neanche immaginare cosa si è perso, si perde e si perderà.
- “Potrei presentarmi alle primarie”, Alba Parietti (voto 4,5) risponde così a chi (chi?) si chiedeva cosa avesse fatto in questi anni più della Carfagna, della Carlucci e della Gardini (rispettivamente 7 5 e 8,5, alla fregnaggine s’intende). Adesso lo sappiamo: ha imparato ad usare il condizionale. Alla domanda: “per quali primarie e soprattutto di quale partito?” Bruno Vespa si è nascosto dietro una poltrona bianca. Poi hanno suonato alla porta, era Clarissa Burt. Allora è partito l’applauso.
- “Guerra del curry fra condomini”, apprendo dal corriere on line come siano in aumento le liti condominiali causate dagli “odori tipici della cucina etnica” (7 da soggetto non soggetto ad emorroidi). In attesa di capire bene quali siano gli “odori tipici della cucina etnica” e se l’odore di pasta con le sarde venga ritenuto tale a Bolzano oppure se i fumi di un succoso arrosticino di pecora abruzzese (voto 72, come il mio primato personale) siano causa di pistolettate a Biella, do un bel 2 agli intolleranti per principio e un 9 da innamorato all’odore top: il soffritto di cipolla.
- Cronaca local fantacalcistica: va bene, l’Hajduk Cirelli non è una squadra di fenomeni, va bene, segnamo poco, va bene anche che i miei giocatori migliori si infortunino al ritmo della band di – vedi sopra - Max Cavalera (prima) e Derrick Green (adesso), ma vorrei segnalare a tutti come il mio portiere saracinesca, Samir Handanovic (Lubiana, 14 luglio 1984), abbia preso 16 gol nelle ultime 5 partite (3,2 come i gol subiti per partita). Urge cambiare serratura.

venerdì 19 dicembre 2008

E' successo, tutto finito. Si ricomincia. Forse.

Qualunque cosa succeda adesso, i biancazzurri saremo sempre noi. Grazie a tutti per gli schioffi sui gradoni, le urla a perdifiato, le canzoni scritte a macchina sui fogli e distribuite in curva, le promozioni da maracanà, le retrocessioni da provinciale, la nomea di "piazza calda" che non morirà mai, lo striscione "cozze e vongole" col cannone acceso come sottolineatura, tutti gli allenatori che c'hanno provato, i giocatori che hanno sputato sangue (coro: "Undici, undici, undici Gaudenzi, noi vogliamo undici Gaudenzi"...voce dal nulla: "'ngulo, 'nghi undici Gaudenzi vaffinì a coltellate!") e quelli che pascolavano, i presidenti senza soldi, lo zio col mega mazzo di chiavi, la porta della nord che si vede da casa di Valdo, il 4a5 con il Milan, il 5a1 con la Juve, quell'1a0 firmato da Bosco con la scritta serie A, i cappelli bagnati per resistere al sole "stretti stretti con la passion nel cuor", la cipolla che stordì il guradalinee Godeas, il maledetto gol di Luzardi al 93esimo, il muro giallorosso a tentare di schiacciare la nord, "Onda onda onda" e il vecchietto che scavalca tutti per farla partire, lì su, al confine con la tribuna majella, l'indiano dei rangers, Bubù che se n'è andato prima, prima di morire d'infarto pe' sta notizia, i commenti al bar Midas, le pizze e i calzoni al forno da "Smeralda", le sciarpe legate ai polsi per farle roteare al meglio, i titoli vinti su "Supertifo", il gol di Nobile da centrocampo all'olimpico, Sliskovic e Galvani che espugnano San Siro.
Un sacco di cose insomma, chissà se accadranno di nuovo:

Dalla Cancelleria del Tribunale Civile e Penale di Pescara
Pescara, 19 dicembre 2008

"Estratto di sentenza dichiarativa di fallimento n. 43/2008 R.F.

Il Tribunale Civile di Pescara, in Camera di Consiglio, ha pronunciato la seguente sentenza (omissis)

DICHIARA IL FALLIMENTO di:

1. S.p.a. Pescara Calcio, con sede legale in Pescara via Sandro Pertini n.25 (C.F. 00118110683)

2. Nomina Giudice Delegato la dott.ssa Anna Fortieri;

3. Nomina curatore il dott. Saverio Mancinelli, con studio in Pescara, via Conte di Ruvo n.153;

4. Dispone l'esercizio provvisorio dell'impresa ai sensi dell'art. 104 comma 1 L.F.

5. Ordina al legale rappresentante dell'impresa fallita di depositare entro tre giorni i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie non che l'elenco dei creditori presso la cancelleria fallimentare di questo Tribunale

6. Dispone che il curatore proceda ai sensi dell'articolo 84 l.f. all'immediata apposizione dei sigilli su tutti i beni mobili che si trovino nella sede principale dell'impresa non che su tutti gli altri beni della fallita ovunque essi si trovino e che non appena possibile rediga l'inventario a norma dell'articola 87 l.f.

7. Fissa per il giorno 9 aprile 2009 alle 9:30 lo svolgimento dell'adunanza per l'esame dello stato passivo che avrà luogo dinanzi al suddetto giudice delegato."

giovedì 18 dicembre 2008

Quanto fa male la municipale

Nel mese scorso ho lavorato part-time per il comune di Roma.

- Parcheggio la macchina il lunedì, torno a prenderla venerdì ma non c'è più: il posto è nel frattempo diventato - causa lavori in corso - divieto di sosta. I vigili sono nel giusto (secondo la legge) perchè per loro basta apporre il cartello 48 ore prima dell'entrata in vigore del divieto stesso: 120 euro di carro attrezzi e deposito + 36 di divieto di sosta.

- Dopo anni torno in zona testaccio, c'è Giulio Corda che presenta il disco, andiamolo a salutare va, lui e la mandria di pescaresi che inevitabilmente incontro. Serata tranquilla. Esco e recupero la macchina nel deserto delle spine di pesce di colore blu. Palla: "Cirè ma che t'hanno fatto la multa?", vallo a sapere che a testaccio devi pagare il parcheggio fino alle 2 di notte: 36 euro per non aver esposto il titolo di pagamento, il solerte tutore dell'ordine Canicchi William passava di lì alle ore 00:49.

- Arriva in studio una multa per passaggio col rosso. Chi ha preso la macchina quel giorno? Dunque...17 settembre...controllo: "Io, io, l'avevo io, ma che cazzo, non ci passo mai col rosso, figurarsi con la macchina non mia!". Va beh, evidentemente era uns emaforo di quelli che ti inculano se sei distratto: 154 euro gentilmente pagati dal boss ma sei punti in meno sulla patente dello scrivente.

- Ieri pomeriggio, per motivi indipendenti dalla mia volontà mi trovo su via Mario de' Fiori, Piazza di Spagna, parcheggio il motorino di fianco ad altri 20 (peraltro parcheggiati perfettamente, senza intralciare alcunché), a tre metri da me, due vigilesse chiacchierano amabilmente, i nostri sguardi si incrociano per un paio di secondi mentre metto il bloccadisco. Entro in un negozio ed esco, tempo 3 minuti: 36 euro per parcheggio in zona rimozione. E lì la mia calma zen acquisita con gli anni stava per vacillare, fortunatamente (per loro) le due simpaticone erano già altrove. Al solito ognuno si fa i cazzi propri. Ok, colpa mia, dovevo accorgermi del divieto. Ma cosa diavolo vi costava dirmelo?

Devo assolutamente rifarmi con i poker natalizi. "Vedo". "Come". "Parola". "Cip". "Non apro". "Dammene due". "Fino a 10". "Non basta". "Rilancio". "Leggo".

E ricordatevi che odio le frasi fatte.

lunedì 15 dicembre 2008

E' partitaaaaaaa.....

Sarebbe bello essere pagati per scrivere una cosa tipo Sette giorni di cattivi pensieri di Gianni Mura (voto 10) sul domenicale di Repubblica. Più che altro sarebbe bello riuscire ad avere la capacità di sintesi, l’ironia e la barba di Mura, insomma, scrivere come Gianni Mura che tra l’altro la sa talmente lunga da gestire pure la rubrica di critica gastronomica (con Paola) sul Venerdì, che di riflesso vuol dire farsi delle magnate della madonna almeno una volta la settimana.

- Ad esempio si potrebbe dire dell’incredibile verità svelata da George W. nell’ultima visita alle sue truppe in Afghanistan: “No, la guerra non è finita” (voto 2, ma solo perché lo zero lo lascio a Giorgio Terruzzi), meritandosi un magnifico lancio di scarpe da parte di un giornalista locale (voto 10 all’esasperazione, 6 di stima alla mira).
- Per non essere da meno, il miglior amico (in Italia) di Giorgino confida il suo segreto per uscire dalla crisi, ovverosia comprare, spendere soldi così le fabbriche continuano a produrre e l’economia a girare. Con quali soldi si debba fare tutto questo, non ci è dato saperlo. voto 8 per la perseveranza nel ramo stronzate.
- Piogge torrenziali a Roma, Alemanno: “non usate la macchina”, ringrazio il sindaco e gli do 8 per l’idea e 4 per la capacità di problem-solving. By the way appoggio un bel 4 ai super esperti che prevedevano l’ormai leggendaria esondazione del Tevere alle 12, poi alle 18, poi durante la notte, e poi Giorgia c’ha già scritto un pezzo abbastanza ripetitivo.
- Sbotta il Presidente del Consiglio, “la lega mi ha stufato”, Bossi smorza i toni e invita alla calma (considerando che l’aveva detto sì e no altre 20 volte dal 94 ad oggi, darei un 5 al PdC per la ridondanza e un 7,5 al senatur, se non altro per lo spirito natalizio dimostrato).
- Battiato dedica un pezzo a Gertrude Stein e poi non la manda a dire, “si rimane allibiti di fronte alla violenza di pazzeschi, stronzi nazisti”, voto 10 a Franco per l’originalità, probabilmente nessuno aveva mai chiamato quei bastardi “stronzi”.
- Tornano a grande richiesta le luminarie natalizie, davvero molto belle ma l’idea che basterebbe lasciarle in soffitta – o evitare proprio di comprarle - per sfamare qualche miliardo di bambini sparsi per il globo si fa ogni volta più pressante. Sto facendo la fine di Lino Banfi, lo so, e per questo, vi giuro una tantum, mi do 9 per il qualunquismo.
- Dopo ieri sera, qualcuno a Milanello (voto 4) deve finalmente aver pensato che un difensore ogni dieci mezze punte sia un rapporto un tantino squilibrato, voto 8,5 a Thiago Silva che, nel frattempo, prenderà una barca di soldi per “allenarsi con la squadra e disputare amichevoli con i compagni” (Ancelotti).
- Aumentano le denunce (art. 624 del codice penale) verso nani dal vestito rosso e barba bianca, i centralinisti della questura (voto 6, media aritmetica tra il 7 dei centralinisti e il 5 della questura) hanno già pronta una sparata della madonna sui babbi natale appesi alle finestre (voto 1), probabilmente l’invenzione più insulsa del decennio.
- Cronaca di quartiere: voto -10 al proprietario di quello scooterone brutto che si ostina a parcheggiare sotto casa con scientifica precisione, riuscendo ad occupare entrambi i posti macchina disponibili. Il rispetto prima di tutto. Per gli altri. Pensarci, agli altri. O non andremo da nessuna parte.

Sì, sì, potrebbe piacermi sta rubrica. Ci penso su va. Anche ad un eventuale titolo.

lunedì 1 dicembre 2008

Allontanare gli intrusi dalle nostre emozioni

(sfondo nero e caratteri maiuscoli bianchi a sovrimpressionare le foto dei protagonisti, credo fosse a firma Forza Nuova. O simili.)

“MOGGI - VELTRONI: STESSA SQUADRA STESSI IMPICCI.”


Nel livellamento verso l’equilibro – o verso lo zero se preferite – tra destra e sinistra, una cosa stava ancora sfuggendo alla logica auspicata dal piano di rinascita piduista: le strategie di comunicazione.

Non per essere spocchioso (lo sono?), ma se c’era un dettaglio che ancora differenziava i due macroschieramenti era la ricerca del non brutto, la compostezza e quella convinzione propria di chi pensava ancora di rivolgersi ad un elettorato di teste pensanti e non di lobotomizzati.

In fondo ci piaceva il Bertinotti (almeno fino a quando continuava a parlare agli operai e non ai fagiolini) col porta occhiali, ci piacciono tuttora le prime pagine mai banali del Manifesto (con addirittura il nome dell'autore della foto), in un dibattito politico provavamo un sottile godimento nel vedere l’uomo di destra sistematicamente maleducato e inutilmente livoroso rapportarsi con quello di sinistra, pacato, mai sopra le righe e con la reale voglia di farsi capire dagli ascoltatori, senza proclami demagogici di sorta; un ghigno di soddisfazione ci attraversò nel sentire Marcello Veneziani dire che “in Italia è difficile essere un intellettuale di destra: quelli di sinistra non ti leggono perché sei di destra, quelli di destra non ti leggono poiché non leggono", pensavamo che sì, di Berlinguer ce n’è stato solo uno, però almeno lo stile… E invece no.

A dirla tutta ci era anche piaciuto il plagio del yes we can, quel “si può fare” passato in video da volti più o meno noti con i muscoli rilassati, il bianco e nero che fa sempre fico e il montaggio senza fronzoli, semplice come le cose belle, lontano anni luce da quel video terrificante - inferiore al peggior servizio matrimoniale della storia - che accompagnava uno slogan altrettanto sconfortante: "Meno male che Silvio c’è", che solo a vederlo avrebbe dovuto far cambiare idea agli indecisi. Non andò così. La nuova civiltà televisiva firmata dal biscione negli anni 80 aveva già infranto imeni e compiuto i suoi sfracelli.

A me personalmente piacque anche vedere la faccia stremata di Fassino annunciare a notte fonda la vittoria delle elezioni: che cavolo ci frega del cerone e del trapianto tricologico a noi mancini, noi siamo qui per governare, per dare acqua e case non per portare i tacchi o le bandane. Chiaro che tutto fosse già finito da tempo.
E forse siamo riusciti a spannare il vetro davanti alle pupille solo adesso che manca gente dentro all’emiciclo.

Al tempo la faziosità dei vari Santoro ci dava meno fastidio, forse perché era davvero meno fazioso, in ogni caso lo studio era sempre curato, la scenografia fatta bene, la presenza della fregna non necessaria, le luci piazzate in un certo modo, i servizi, le inchieste (con la I maiuscola), i reportage (con la R), parevano davvero dare voce alle due campane senza sbilanciarsi, senza retoriche di partito. “Senza se e senza ma”, ecco, ‘ste frasi del cazzo, ‘ste espressioni da dire tra un sorso di cappuccino e un morso di cornetto, una volta le dicevano solo gli altri. Adesso no.

Adesso (da qualche tempo) giro per la capitale e vedo ‘sti manifesti senza senso alcuno, strillati, ripetuti ed esibiti con la stessa identica tattica del signor B, del venditore che s’infila in casa con la scusa della dimostrazione salvo poi tirare fuori contratto e penna a conclusione dell'ennesima prova di forza dell’aspirapolvere di turno. E non dimenticherò mai mia madre annichilirne uno di fronte alla richiesta di “una firmetta qui”: andò via con la coda tra le gambe e l’aspirapolvere imballato. Chissà quante vecchine sarà riuscito a fregare con la forza del sorriso e del “meno polvere per tutti”.

Manca il pudore, non mi stancherò mai di dirlo, uno volta c’era chi si suicidava per una figura di merda, adesso fa parte della strategia. Maledetti. Vi odio. Come odio quelli che lasciano affondare la barca della memoria:

(il corsivo che segue è uno sfogo nello sfogo, scusate, ma non riesco a non ripeterlo ogni volta, magari un giorno convincerò anche il sangue del mio sangue. Va da sé che potete anche fare a meno di leggerlo e passare oltre)

ad esempio è riuscito a convincere i suoi votanti di essere la centro di una persecuzione giudiziaria e di essere stato sempre assolto dai processi penali che lo vedevano imputato (17 in tutto). Assolto certo, ma nei soli 4 (due con formula ampia e due per insufficienza probatoria) a cui è stato concesso di arrivare al termine. Altri 4 sono in corso (compreso quello per corruzione giudiziaria del teste David Mills che finirà in prescrizione grazie alle abili mosse degli avvocati) mentre nei restanti 9 la maggioranza vi dirà che il loro beniamino è stato assolto, quando invece la sentenza sarebbe stata esattamente opposta se solo non si fosse fatto le leggi da solo: falsi in bilancio All iberian/2 e Sme-Ariosto perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” visto che l’imputato stesso l'ha depenalizzato nel 2002. Falsa testimonianza sulla P2 e falso in bilancio sui terreni di Macherio: reato amnistiato nel 1990. All Iberian/1 (finanziamenti illeciti per 23 miliardi a Craxi) e Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria del giudice Metta tramite Previti, entrambi condannati): prescrizione. Falsi in bilancio del Milan per l’acquisto Lentini; del gruppo fininvest 1988-92; bilancio consolidato Fininvest (1500 miliardi di fondi neri su 64 società offshore): prescrizione grazie all’abbreviamento dei termini previsto dalla riforma del falso in bilancio del 2002.

I manifesti dicevo.
Noi che ci credevamo diversi, che votavamo per quelli che pensavamo diversi ci dobbiamo ora stropicciare gli occhi senza fortuna: (a caratteri cubitali, firmato Partito Democratico) “ROMA NEL CAOS. E ALEMANNO CHE FA?”

La domanda non è quella ma questa, ve la giro: che cazzo vuol dire, cosa cazzo vuol dire? Che diavolo di senso ha?

Porca troia, erano “loro” i proprietari di queste tristezze, non “noi”.
Va be’ dai, forse è solo perché sono andato a pagare la seconda multa immeritata (credetemi, ha senso) in pochi giorni.

Spero solo che i campioni di questo sconforto rimangano gli altri. In questo gioco di tette finte mi tengo una prima. E pure scarsa. Ma naturale. A patto che il culo sia come si deve, intendiamoci.

venerdì 28 novembre 2008

Cose importanti

Immaginatevi la mia faccia.

Largo Goldoni, Palazzo Fendi, 2° piano, interno giorno.

Un tipo (la corporatura di Danny De Vito, la faccia di Enzo Braschi e l'abbigliamento di Armani Giorgio):

- "In pratica abbiamo restylizzato la lampada partendo da quella che aveva Jacqueline Kennedy nella sua casa di Newport."

giovedì 20 novembre 2008

Sheeps and beers


Era giunto il momento di mettersi in viaggio verso occidente. Sì, i giornali dicevano il vero: c'era neve dappertutto in Irlanda. Cadeva ovunque nella buia pianura centrale, sulle nude colline; cadeva soffice sulla palude di Allen e più a ovest sulle nere, tumultuose onde dello Shannon. Cadeva in ogni canto del cimitero deserto, lassù sulla collina dov'era sepolto Micheal Fury. S'ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle pietre tombali, sulle punte del cancello, sugli spogli roveti. E la sua anima gli svanì adagio adagio nel sonno mentre udiva lieve cadere la neve sull'universo, e cadere lieve come la discesa della loro estrema fine sui vivi e sui morti.

(da I morti, in Gente di Dublino - James Joyce, 1914)

lunedì 17 novembre 2008

Il più bel fior ne coglie

Dal greco poli (prefisso che indica molteplicità) + rema (parola, verbo, frase) con aggiunta del suffisso -ica (indica -anche- una disciplina, un’attività).

Una “polirematica” è un gruppo di parole che ha un significato unitario, non desumibile da quello delle parole che lo compongono, sia nell'uso corrente sia in linguaggi tecnico-specialistici come in italiano vedere rosso “adirarsi” o scala mobile “crescita dei salari al crescere dell’inflazione”.

In Rotta per casa di Dio (in Nord Sud Ovest Est, 1993), Max Pezzali e il suo fido compagno Mauro Repetto (da rivalutare il suo unico album da solista, Zucchero filato nero, 1995) poetavano:

"Con le facce tese tutti incazzati neri
e con le pive nel sacco
persi in queste strade che sembrano sentieri
stanotte niente di fatto"


Ieri sera, complice un derby acceso quanto un cerino bagnato, la compagine de I Divanoidi al completo, accompagnata da illustri ospiti, si produceva in uno degli interrogativi che l’hanno resa celebre:

sappiamo che con il termine “sacco” - oltre ad indicare un tempo la banconota da mille lire, almeno qui nella capitale – ci si riferisce ad

un recipiente di tela, carta o plastica, generalmente lungo e stretto e aperto in alto, usato per contenere o trasportare materiali incoerenti od oggetti di piccole dimensioni

ma cosa diavolo sono ‘ste pive?

Da una rapida quanto esaustiva ricerca risulta che il termine “pive” è una designazione generica per vari strumenti musicali a fiato come il piffero, lo zufolo e in particolare la cornamusa.

L’espressione polirematica “con le pive nel sacco”

deriverebbe dall'antica usanza militare ancora diffusa di suonare la tromba o la cornamusa durante le marce di trionfo dopo una vittoria. In caso di sconfitta l'esercito si ritirava invece in silenzio, senza suonare gli strumenti musicali che rimanevano chiusi negli appositi sacchetti di custodia oppure negli zaini dei soldati (nel sacco).

Insomma, un po’ come quando uno inizia a farsi due film per il solo fatto di aver ricevuto "un bacio nelle vicinanze dell’angolo esterno della bocca" e poi si ritrova a casa, da solo, con mestizia e delusione per non aver ottenuto quello che voleva.

venerdì 14 novembre 2008

Noleggio Con Conducente

[...]
- Cirello: "Tu, invece, tutto a posto?"
- NCC: "Sì sì, a gennaio divento papà!"
- Cirello: "Ottimo, complimenti, avete già deciso il nome?"
- NCC: "Ethan"
- Cirello: (...)
- NCC: "Eppoi nun poi capì, me so dato ala sarsa, 'no tsunami de fregna!"

giovedì 13 novembre 2008

This will be the last

Succede che le cose vadano in pezzi.
Succede che i pezzi sopravvivano alle cose.
E poi che finiscano anche i pezzi.
Lasciando solo il ricordo delle cose.

La Jimi Hendrix Experience ha cessato di sopravvivere ieri sera, a Portland, Oregon, Stati Uniti. Insieme a John “Mitch” Mitchell.

Allora mi fermo di fronte alle mensole di fianco al letto, metto su Manic Depression (in Are you experienced, 1967), prendo il libro e trascrivo. Senza senso alcuno.

Mitch si affidò sempre a batterie Ludwig, Premier o Gretch. Durante il lavoro in studio con Jimi, Mitch preferì sempre una batteria piuttosto piccola mentre per le esibizioni dal vivo fece diversi esperimenti con la doppia cassa (questo già a partire dal novembre 1966 quando a Monaco di baviera si fece prestare la seconda cassa dal gruppo spalla). Il suo pregevole lavoro con la doppia cassa può essere ascoltato sull’album Cry Of Love.

giovedì 6 novembre 2008

Mother should I trust the government

Che ne so, magari mi legge pure qualcuno che di fronte a determinate situazioni fa finta di niente oppure dimentica. Magari un giorno a mandarli a cacare saremo noi, se non altro per evitarci quella sensazione perenne di presa per il culo.




Parola a Michele Serra da Repubblica di oggi:


“Non è per contraddire Barack Obama, ma “il paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. E’ l’Italia. Dove è possibile che il capogruppo del partito di maggioranza commenti l’elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. E’ possibile che il leader di un altro partito di governo abbia definito “bingo bongo” gli africani. E’ possibile che un altro leader autorevole di quel partito abbia definito “culattoni” gli omosessuali. E’ possibile che un sindaco del nord inviti a trattare gli immigrati come “leprotti”, a fucilate. E’ possibile che Marcello Dell’Utri (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. E’ possibile che il premier, proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. E’ possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. E’ possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. E’ possibile che un ex presidente della Repubblica rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato.”

mercoledì 5 novembre 2008

YES WE DID

ALL YOU FASCISTS (Woody Guthrie, 1936)

I’m gonna tell you fascists
You may be surprised
The people in this world
Are getting organized
You’re bound to lose
You fascists bound to lose

Race hatred cannot stop us
This one thing we know
Your poll tax and Jim Crow
And greed has got to go
You’re bound to lose
You fascists bound to lose.

All of you fascists bound to lose:
I said, all of you fascists bound to lose:
Yes sir, all of you fascists bound to lose:
You’re bound to lose! You fascists:
Bound to lose!

People of every color
Marching side to side
Marching ‘cross these fields
Where a million fascists dies
You’re bound to lose
You fascists bound to lose!

I’m going into this battle
And take my union gun
We’ll end this world of slavery
Before this battle’s won
You’re bound to lose
You fascists bound to lose!

martedì 4 novembre 2008

Guru meditation

In attesa dell’uscita di Windows 7, ci pensa nientemeno che il presidente di Microsoft Steve Ballmer a dirci (anzi, a dirvi: io mi tengo stretta la mia mela) che in fondo ci avevano con tranquillità preso per il culo. Adesso finalmente gli utenti Windows avranno un sistema operativo che funziona come si era pubblicizzato in passato:

“Windows 7 is Windows Vista, just a lot better.”

lunedì 3 novembre 2008

Tremonti uno di noi.

ROMA, 31 ottobre, ore 12:45:

"Dobbiamo tutti insieme costruire un mondo basato sul primato dell'etica, sul primato delle leggi sulle prassi, sul primato dei valori sugli interessi".

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, concludendo il suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio.

Un saluto affettuoso ai ragazzi della "Tremonti e Associati S.r.l." di via Crocifisso numero 12.


- "Ora lavoro con mio padre, Kay. È stato male, molto male."
- "Ma tu non sei come lui, Mike. Credevo che non saresti mai diventato come tuo padre, l’avevi detto tu stesso."
- "Mio padre non è diverso da qualunque altro uomo di potere, da chiunque abbia la responsabilità di altri uomini: come un senatore, o un presidente…"
- "Non vedi com’è ingenuo quello che dici?"
- "Perché?"
- "Senatori e presidenti non fanno ammazzare la gente."
- "Chi è più ingenuo, Kay?"