giovedì 8 aprile 2010

Grazie Nina

Classica situazione di morte apparente sul divano. Ieri sera, dico.
Mi alzo e raggiungo camera. Metto a posto i panni ammucchiati sul letto (che poi, specie di notte, vuol dire ammucchiarli da un'altra parte, tipo sulla sedia rossa). "No superpuzzola, non ho voglia di giocare adesso. Va bene, va bene. Vieni qua e fammi sentire quanto c'hai umido il naso...sì, sì...tanti baci."
Senza un perchè mi sento di nuovo vispo. Potrei guardare un film, penso. Qualche mese fa ho scaricato Oltre il giardino (Hal Ashby, 1979), è un po' che voglio rivederlo. Lo ricordo geniale e anche - o forse sempre - specchio di questi tempi. Mi siedo e illumino la mela. Poi penso che la sveglia suonerà alle 8e16. Faccio due conti e non ho voglia di dormire 3 ore. Decido di cazzeggiare sul tubo nella speranza - dubbia - che il cazzeggio possa durare meno del film.
Così arriva l'illuminazione sotto forma di Suzanne nella versione di Nina Simone. Magnifica. Come quell'ugola di tizzoni ardenti. Ribussa la tranquillità. E dormo da dio.

giovedì 1 aprile 2010

E qualcuno dirà che c'è un modo migliore

Ma è forse diverso il vostro morire
vuoi che uscite all'amore che cedete all'aprile.
Cosa c'è di diverso nel vostro morire.

Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano.
Che paura, che voglia che ti porti lontano.


(da Un Chimico, in Non al denaro non all'amore né al cielo - Fabrizio De Andrè, 1971)

Non c’è niente da fare. Questa città è troppo bella. Me lo dico ad ogni primavera. Come quest’oggi, giornata lunga una pedalata che dal Pigneto si butta per Monti e va a Trastevere passando per il centro, il Ghetto, gli odori e i caffè amari, i marmi dei barbieri – quelli veri - i fritti di baccalà e le bocche spalancate di chi vede per la prima volta e poi chissà. Le spalle scoperte e i piccioni affamati e i nasoni che sputano senza sosta per scandire le soste. E poi i sanpietrini a farsi beffe dell’orientamento, un senso perennemente ben lontano dal manifestarsi al cospetto di questi occhi accesi dal sole che brucia i colori pastello.
Allora ci si perde ad ogni svolta, quando la meraviglia ti guarda in faccia da più direzioni, quando non sai dove andare, quando poi decidi, perché “passo un attimo là e poi torno di qua”. E invece no. Perché ogni cavolo di volta riesci a sbattere contro una cosa nuova, o una barba bianca che col pane sotto braccio si avvia verso le scale coperte da un fico in un posto mai visto, la sua casa dico: “da quanto tempo vive qui?”, “da quanno so nato, dar 1918”, dicono le labbra e il sorriso nascosti da quella panna.
Perché fino a quando non butteranno giù i palazzi e i bar e la gente, i bar e la gente che dico io, sto posto sarà sempre una spanna sopra tutti. E pazienza se qui, forse più che altrove, un passato sepolto sta rialzando la voce. Si proverà a cacciarli via ancora. Speriamo solo di non metterci venti anni. Insomma, basta tutto questo, non me ne vogliano Robert Plant e compagni, per "telling myself it's not as hard, hard, hard as it seems".

martedì 30 marzo 2010

Più Cota per tutti

Interno giorno. Mentre un soave soffritto di cipolla entra dalle finestre sopra il ring, negli spogliatoi della Palestra Popolare si discute sugli esiti delle elezioni regionali.

- "Pecchè a ste merde nun je frega ‘n cazzo di chi candidano quelle altre merde. Ma no'o vedi che so tutti rincojoniti? Cioè, se quessi candidavano un cinghiale, sai la ggente pe chi votava?"
- "Per il cinghiale?"
- "Eccerto!"

mercoledì 24 marzo 2010

Mi serve un polverizzatore Thompson (10)

- Silvio Berlusconi è un bambino di 5 anni, nato in Africa. Di cognome fa Boahene ed è stato chiamato così dal padre Anthony che da anni vive a Modena:

"Credo di dovere a Berlusconi il mio permesso di soggiorno, volevo dare a mio figlio il nome di un grande capo politico. Mi piace, mi piace tutto di lui. Mi piace come persona, anche se non seguo molto la politica, non mi interessa, ma questo nome mi piace tanto. E poi Berlusconi è simpatico. Non l'avrei mai chiamato con il nome di nessun altro politico italiano."


Eccoli qui, un’altra volta, i motivi di un governo lungo tre lustri con in mezzo qualche scorreggia volante: chi lo vota non sa realmente per chi sta votando. Non che avessi dubbi, intendiamoci. In ogni caso è bello avere delle conferme. Simpatiche, anche loro.

- “La simpatia... un sentimento da presidente del consiglio: si ottiene a buon mercato dopo le catastrofi.” (Albert Camus – La caduta, 1956)

- Torna sulle prime pagine Grigori Perelman. Pare che il matematico russo, dopo aver rifiutato nel 2006 la medaglia Fields, sia pronto a dire di no anche al premio da un milione di dollari offerto dall’istituto di matematica Clay di Cambridge per aver risolto la congettura di Poincaré. Vedremo come andrà, dal canto mio sarei per tenere in vita l’idea che i geni vivano del loro genio. E della loro pazzia. E Grigori, ne sono certo, non mi deluderà.
Intanto non riesco a non ubriacarmi di fascino nel pensare ad un tipo dalla barba più lunga della mia che passa le giornate a capire perché “in uno spazio tridimensionale, una forma di ciambella si spezza durante la trasformazione in sfera”, oppure, ugualmente (per i più ferrati), che “ogni varietà chiusa n dimensionale omotopicamente equivalente alla n-sfera è omeomorfa alla n-sfera”.
A me, per esempio, è sempre parso tutto piuttosto evidente.

- Al volo, visto che si parla di geni e di come vincere le elezioni, porgo l’estremo saluto a Emanuele Pirella, morto ieri a Milano. E’ tutta colpa sua se il veterinario dell’amaro Montenegro, dopo 20 anni, continua a salvar purosangue con delle pacche sul collo. Chissà se gli era mai passato per la testa (al pubblicitario, non al guaritore) di poter diventare capo del governo. E pensare che aveva trovato la chiave di lettura giusta.

- “Kate Moss compare completamente senza veli in un bellissimo servizio fotografico pubblicato da "Vogue International". Ma, ironia della sorte, proprio nei giorni in cui viene pubblicato questo servizio, gli stessi tabloid inglesi si accaniscono contro di lei dopo che alcuni fotografi l'hanno immortalata all'uscita di un locale con un brufolo sul viso.” (La Stampa)

Non riesco a capire se è stata più sfigata l’ironia o più ironica la sorte. Kate Moss, a proposito di certezze e conferme, mantiene invariato il suo 8. Le bionde non possono andare oltre.

- Felicitazioni e rallegramenti al neo dottor Valdoni ("Ma quindi, quanto m'hanno messo?", il commento a caldo del Valder. Non lo so Valdo, ti posso solo dire che l'ultima cifra pareva essere un 4). Che un barattolo di Puffin ti dia sempre forza e grinta a volontà.

- Chissà quanti ancora rimarranno sepolti sotto ai lividi. Il falegname Aldo Bianzino entrato vivo nel carcere di Perugia e di lì uscito, morto, dopo 36 ore. Federico Aldovrandi, ammazzato di botte (“arresto cardio-respiratorio e trauma cranico-facciale”) da quattro agenti, una notte, presso l’ippodromo di Ferrara. Stefano Cucchi a Regina Coeli col corpo devastato. E adesso si sa di Giuseppe Uva, morto a Varese nel 2008 poche ore dopo essere stato portato in caserma perché, ubriaco in strada, stava spostando delle transenne. Fratture alla colonna vertebrale tra le altre cose. Insomma, “E’ bastato aprir la finestra. Una spinta e Pinelli cascò.”

- “Elimineremo il cancro in tre anni”.
E’ stato capace di dirlo dal palco di Piazza San Giovanni

"un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.

In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di
famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.
"
Questa era Elsa Morante, nel 1945.

Dall'eliminazione delle tasse per tutti a quella del cancro. Dalla presa in giro della stupidità a quella della sofferenza. Davvero non ho parole. Solo un voto, 0. Con l'aggravante - stavolta sì - della non consapevolezza.

- Dallo stesso palco - e dopo essersi ricordato della proposta del ministro Gelmini di eliminare la geografia per sostituirla con materie come la scienza dei luoghi e delle connessioni, la geopolitica, la geoeconomia e la geosocietà - lo stesso uomo di prima ha detto (voto 2): "Un ragazzo [Roberto Cota, candidato alla regione Piemonte] pacato e moderato, che io amo in maniera straordinaria. Su di lui grava un compito ciclopico: sconfiggere Mercedes Bresso e poi realizzare il passaggio del Corridoio 5, "il treno ad Alta velocità che deve unire l’Atlantico al Pacifico".
A Cota, mo so (circa) 10.000 km di cazzi tuoi!

- Una curiosità: ma Bertolaso?

- Non mi capitava da La confraternita del Chianti (John Fante, 1977). Di piangere leggendo un libro, dico. Qualche giorno fa è successo di nuovo, con Casino Totale (Jean-Claude Izzo, 1995). Leggetelo.

- Ha scelto la baracca dietro casa, si è chiuso dentro e si è impiccato. Oriano Vidos, imprenditore edile di Camposampiero (Padova), si è ucciso così. E' il tredicesimo caso di suicidio da inizio anno, solo nel Veneto. Hai voglia tu a "diffondere serenità e ottimismo". Tranquilli, comunque: "la crisi è alle spalle".

giovedì 18 marzo 2010

Indovinello

Tutti i maggiori quotidiani in rete mi informano della nascita del figlio di Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci.

Come l'avranno chiamato secondo voi, Nathan Falco o Haran Banjo?

domenica 7 marzo 2010

Sinteticamente

"Mi sembra di giocare con una gamba sola ad una gara di calci nel culo."

(da Blob, il fluido che uccide - Chuck Russel, 1988)

martedì 2 marzo 2010

"Dagli, dagli all'untore!"

- Il mormone Tobia: "Salve fratelli!"
- Bambino: "Salve!" "(Glielo hai detto tu che siamo fratelli?)"
- Trinità: "Io? E chi lo conosce"
- Tobia: "È il signore che vi manda da noi!"
- Bambino: "No, passavamo di qui per caso!"

(da Lo chiamavano Trinità - E.B. Clucher, 1970)

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- Frate: "Sia lodato Gesù Cristo"
- Bambino: "Perché!?!"

- Frate: "Che il Signore vi accompagni"
- Bambino: "No, andiamo da soli!"

(da ...continuavano a chiamarlo Trinità - E.B. Clucher, 1971)

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Non credo ci sia molto da aggiungere alla notizia qui sotto, anche perché non so se ridere, farmi flagellare con la testa fra le mani o inviare il soggetto all'anima di Billy Wilder:

(da Repubblica.it)
"La nuova norma che punisce chi bestemmia in campo fa la prima vittima. Si tratta del tecnico del Chievo, Mimmo Di Carlo, squalificato per una giornata dal giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Di Carlo è incappato nella squalifica perché "al 3' del secondo tempo" ha "proferito un'espressione blasfema". L'infrazione è stata "rilevata da un collaboratore della Procura federale". Nessuna squalifica, invece, per Michele Marcolini. Il giocatore del Chievo è stato espulso e, lasciando il campo, "proferiva apparentemente un'espressione gergale, in uso nel Triveneto ed in Lombardia, con becero riferimento a 'Diaz' e non a Dio". L'analisi delle immagini televisive ha consentito di evidenziare che "il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta 'a' rispetto alla vocale 'o' legittima quantomeno un'incertezza interpretativa". "Ritenuto pertanto che la lettura labiale, nell'episodio segnalato, non offra una prova certa, nell'esclusione di ogni ragionevole dubbio, circa la pronuncia di un'espressione blasfema", il giudice sportivo non ha adottato provvedimenti.

mercoledì 24 febbraio 2010

Previsioni

"In esclusiva per Repubblica.it le immagini del naturalista americano che ha allevato il "gigante" che vive con lui dalla nascita. L'incredibile storia di un uomo e di un animale."

A parte che il faccione che spunta nella foto numero 13 è davvero ottimo, quando il caro orso Brutus dilanierà a morsi il naturalista Casey, non venitemi a dire che non vi avevo avvertito.

venerdì 19 febbraio 2010

Mi serve un polverizzatore Thompson (9)

Premessa:

[…]
- Cirello: “Dovrei prima sapere che cazzo è la bacheca.”
- Montelli : “La bacheca che tieni appesa in casa…dove tutti scrivono le cose e poi tu rispondi. Una cazzo di bacheca.”
- Cirello : “Tu hai una bacheca appesa in casa?”
- Montelli: “Certo, chi non ha una bacheca!!”
- Cirello: “Io per esempio.”
- Montelli : “La mia è accanto al polverizzatore thompson.”
- Cirello: “Ottimo! Cazzo, è un botto che non scrivo un polverizzatore.”
- Montelli: “Appunto."


- Non si può che cominciare con la notizia dell’anno, ossia la presa di posizione netta e decisa della lega calcio contro le bestemmie in campo, esattamente 81 anni dopo la firma dei patti lateranensi (11 febbraio 1929, che fosse già prevista una clausola “calcistica”?).
“La logica
- ha spiegato il presidente federale Giancarlo Abete (4,5) - è quella di migliorare i livelli comportamentali”. Ora, a parte che "livelli comportamentali" mi ricorda una cosa tipo il metodo Ludovico, punirei a questo punto anche chi sputa per terra che, da che mondo e mondo (ma vallo a dire ai cinesi) è da maleducati.
In ogni caso, mi piacerebbe sapere come faranno a capire un bel porco lanciato in diretta da - giusto qualche esempio - Morimoto (Catania, giapponese), Prutsch Jurgen (Livorno, austriaco), Anssi Jaakkola (Siena, finlandese), Muntari, Mariga, Krhin, Eto’o (Inter, rispettivamente ghanese, keniano, sloveno e camerunense). Interpreti e traduttori di bestemmie, certo: dev’essere finalmente arrivata, dopo 15 anni, l’ora del famoso nuovo milione di posti di lavoro.
Che lo spirito di Germano Mosconi (8 per la naturalezza) vegli su di noi.

- Esultano i registi di Sky (voto 5=, non ce la faccio più a vedere primi piani e tagli stretti, vorrei godermi lo sviluppo dell’azione, grazie), gli unici ad avere a disposizione 6453 telecamere: finalmente, dopo i dirigenti e gli arbitri (ma almeno questi ultimi corrono in mezzo al campo), anche loro potranno condizionare il campionato in maniera sostanziale.

- E poi, così per dire, visto che me lo comunica direttamente il sito ufficiale - alla voce “prima squadra" - segnalo una grandissima novità: i campioni d’Italia in carica (voto 8, a ‘sto giro sono forti sul serio) hanno in rosa 5 italiani (su 25) tra cui 2 portieri (Toldo e Orlandoni). Ah giusto, è per questo che si chiama Internazionale, vero, Valdo e Montelli?

- Allora me le tiro fuori da solo: ma davvero vogliamo andare a giocarci il mondiale con una difesa a 4 formata da (sinistra verso destra) Grosso, Cannavaro, Chiellini, Zambrotta con Legrottaglie prima riserva?

- "Non credo ci sia dubbio sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati - ha detto il premier, in una intervista nel suo studio di palazzo Grazioli - non può pretendere di restare in nessun movimento politico".
Ok, va bene che lui (ho finito i voti) non si può processare - per legittimo impedimento, s’intende - però potrebbe almeno adoperarsi per cacciare dal movimento politico di cui sopra almeno il suo fondatore, l’eroe Marcello Dell’Utri, condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (in attesa dell’appello) dopo, tra le altre cose, aver patteggiato due anni e tre mesi per false fatture e frode fiscale; oppure l’ex Ministro della Difesa Cesare Previti, condannato in via definitiva a 6 anni (solo pochi giorni a Rebibbia per effetto della legge ex-Cirielli) per corruzione in atti giudiziari nel processo IMI-SIR.
Poi sì, dovessimo mandare a cacare tutti, rimarrebbero da eleggere Paperino e Ciccio di Nonna Papera (10 alle torte fumanti). In ogni caso, nella squadra vedrei bene Paperoga (9 allo sfiammo), che so, alle politiche giovanili.

- A proposito di Paperoga, ad Avezzano, per la prima volta in Italia, il giudice Elisabetta Pierazzi ha autorizzato la somministrazione di marijuana in un caso di sclerosi multipla:
"La decisione assunta è funzionale a trattare gravi patologie, in quanto altri medicinali usati dal paziente non sono risultati idonei. Il medicinale non viene prodotto in Italia. Viene importato di volta in volta in piccole quantità. Quindi deve essere somministrato a pagamento, con costi elevatissimi".
Nella speranza mai sopita di non dover star male per poterla piantare in giardino, incasso con gioia.

- “No a questi parcheggi da pippe” (scritta sul muro di fronte alla biblioteca del pigneto)

- “Laziale tornatene al paese” (sul muro di fianco)

- Al solito, non male la puntata di Presa Diretta sui tagli alla scuola pubblica. Da segnalare, tra le altre cose, il contributo di 1200 euro che la regione Lombardia (daje Formigo’!) dà a chiunque voglia iscriversi ad una scuola privata. Poi, ad esempio, la direttrice della Leone XIII comunica come la retta annuale si aggiri intorno agli 8000 euro. Ah beh, e gli altri 6800 euro come li pago? Anzi, chi può pagarli? Insomma, come si dice dalle parti mie, “A lu mare va l'acque'”.

- Per il ciclo la matematica è un opinione:
1° addendo) Nodar Kumaritashvili, 21enne atleta georgiano di slittino, è morto dopo un incidente durante una discesa di allenamento alle Olimpiadi invernali di Vancouver.
2° addendo) Il Comitato olimpico internazionale ha studiato "scientificamente" le traiettorie seguite dall'atleta georgiano e ha concluso che ha sbagliato lui: "é uscito in ritardo dalla curva 15 e non ha compensato in modo adeguato per entrare in modo corretto alla curva 16".
3° addendo) Il giorno successivo e' stato alzato e modificato il bordo della curva in cui il georgiano e' uscito di pista.
Somma) …

- Per commentare i fatti di questi giorni (i motivi della ripassata a Federica, dico), scelgo come portavoce Marcello “Tiberio” Mastroianni, alle prese con il tentato furto de I soliti Ignoti, quello della pasta e ceci per intenderci (min 3:33): “Guarda che non ce la possiamo fare mai, rubare è un mestiere impegnativo, ci vuole gente seria, mica come voi. Voi al massimo potete andare a lavorare.”

- Il 31 dicembre scorso è morto un uomo e con lui un’altra voce della mia infanzia e della mia vita, quella di Glauco Onorato, doppiatore di Bud Spencer (e di Schwarzenegger e Charles Bronson tra gli altri) in praticamente tutti i film del dinamico duo, io però, nonostante l’amore per i borbottii di Bambino, volevo ricordarlo così, nel ruolo di Rattigan in Basil L’investigatopo (1986).

- Stamattina alle 9, a Roma, c’era una luce che pareva di essere a Helsinki. Per inciso, io a Helsinki non ci sono mai stato. Mi piacerebbe però. Boh, fate voi.

martedì 16 febbraio 2010

Delicate e forti

Apro questa pagina nel tentativo di scrivere, ma di farlo sul serio, senza farmi condizionare dalle notizie, dall’attualità inutile che troppo spesso – ho notato con disgusto – guadagna spazio da queste parti. Idiota che non sono altro, diventato vittima dell’agenda setting. Istituzionale per giunta.
Allora mi metto qui con Pete Seeger a far piangere le casse, convinto di venirne fuori con un bello sfogo o con un resoconto della mia di attualità, che può anche essere il descrivere la deformazione delle mie palle di fronte a questa pioggia ininterrotta. Ammesso che a qualcuno possa importarne.
Poi, anzi adesso, è partita Victor Jara. Così decido di smettere. E di prendere la chitarra di fianco al comodino.

Victor Jara
words by Adrian Mitchell, music by Arlo Guthrie

Victor Jara of Chile
Lived like a shooting star
He fought for the people of Chile
With his songs and his guitar
His hands were gentle, his hands were strong

Victor Jara was a peasant
He worked from a few years old
He sat upon his father's plow
And watched the earth unfold
His hands were gentle, his hands were strong

Now when the neighbors had a wedding
Or one of their children died
His mother sang all night for them
With Victor by her side
His hands were gentle, his hands were strong

He grew up to be a fighter
Against the people's wrongs
He listened to their grief and joy
And turned them into songs
His hands were gentle, his hands were strong

He sang about the copper miners
And those who worked the land
He sang about the factory workers
And they knew he was their man
His hands were gentle, his hands were strong

He campaigned for Allende
Working night and day
He sang "Take hold of your brothers hand
You know the future begins today"
His hands were gentle, his hands were strong

Then the generals seized Chile
They arrested Victor then
They caged him in a stadium
With five-thousand frightened men
His hands were gentle, his hands were strong

Victor stood in the stadium
His voice was brave and strong
And he sang for his fellow prisoners
Till the guards cut short his song
His hands were gentle, his hands were strong

They broke the bones in both his hands
They beat him on the head
They tore him with electric shocks
And then they shot him dead
His hands were gentle, his hands were strong

lunedì 15 febbraio 2010

Da qualche parte

"La briglia", dico. La tengo in alto accanto alla finestra e la guardo bene alla luce. Niente di particolare, è solo una vecchia briglia di cuoio scuro. Non è che me ne intenda di briglie, io. Ma so che una parte si mette in bocca. Quella parte si chiama morso. E' fatta d'acciaio.
Le redini passano sopra la testa fino al punto in cui il cavaliere le tiene tra le dita, vicino al collo del cavallo. Il cavaliere tira le redini di qua o di là e il cavallo gira. E' semplice.
Il morso è freddo e pesante. Se si è costretti a portare un affare del genere in mezzo ai denti, mi sa che s'impara subito il principio. Quando lo si sente tirare, si capisce che è arrivato il momento. Si capisce che bisogna andare da qualche parte.


da La briglia, in Cattedrale - Raymond Carver, 1983

venerdì 12 febbraio 2010

Nevica all'Unieuro


- Cirello (già in preda alla - mia - tipica ansia da acquirente bisognoso d'aiuto): "Chiedo scusa, posso chiederle..."
- Commessa: "Sì, prego."
- Cirello: "Mi servirebbe..."
- Commessa (mimando il gesto di un motociclista che accelera): "Madò, sei uguale a [non capisco], l'inviato de strissscia!"
- Cirello: "Sì?!?"
- Commessa: "Sìssì..., quello che [rimima l'acceleratore], che te serviva?"

Insomma, basta andare all'Unieuro (e fare una minima ricerca una volta tornati a casa) per scoprire che dopo il Dottor House e Chuck Norris, Chris Martin e Troy McClure, Andrea di Un posto al sole (ricordate il post del 25 febbraio 2008?) e il chitarrista degli Hanson (quello più alto), adesso somiglio pure a tal Vittorio Brumotti.

Poi dice che non c'ha ragione mio padre a ripetermi da anni che mi devo pettinare la mattina (o durante tutto l'arco della giornata).

giovedì 11 febbraio 2010

Siamo tutti dipendenti

E' che ci ho pensato appena letto il virgolettato di quello che in quanto "uomo delle tivù" è "per essenza l'uomo della democrazia" (parole sue, lo giuro), allora ancora una volta copio e incollo dal quotidiano di Via Marenco, pigro che non sono altro.

E comunque, se Francesca è disponibile le darei una ripassata anche io. Anzi no, vorrei prima vederla va, magari nasconde l'ormai classica sorpresa.

"Signor Premier, lei ha appena affermato che «non si può governare attaccati da pubblici dipendenti quali sono i giudici». Ora, non starò a scomodare il Montesquieu, famigerato comunista francese del Settecento, e nemmeno la Costituzione, smilzo best-seller del dopoguerra poi caduto nel dimenticatoio. Però vorrei rivelarle un segreto che apparirà bizzarro a chi, come lei, è un po’ litico e un po’ no: lo Stato e il governo non sono la stessa cosa. Sul serio: si può essere dipendenti dello Stato senza dipendere dal governo e dal suo capo.

Nell’imprenditoria privata, da cui lei proviene, sarebbe inimmaginabile. Nessuno può lavorare in un’azienda privata perseguendo interessi diversi da quelli del manager scelto dall’azionista. Nelle aziende pubbliche invece succede. E sa perché? Perché gli azionisti di uno Stato sono i cittadini. I quali scelgono il manager, cioè il premier, cioè lei, tramite libere elezioni. Ma nell’ingaggiarlo non gli delegano ogni potere. Soprattutto non gli riconoscono quello di considerare alle proprie dipendenze chiunque riceva uno stipendio pubblico. Per dire: i prefetti sono assistenti del manager e devono obbedirgli. I giudici no. I cittadini azionisti li pagano per applicare la legge a chiunque, anche al manager che gli stessi cittadini hanno assunto. E al fine di garantire la massima indipendenza a questi dipendenti molto particolari, rinunciano persino a nominarli direttamente. Follia pura, lo so. Si chiama democrazia. Il peggiore dei regimi, esclusi tutti gli altri: lo sosteneva già Churchill, un comunistaccio che le raccomando."

(Massimo Gramellini, La Stampa, 11 febbraio 2010)

giovedì 4 febbraio 2010

Lo statista

"Ma come farà a essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare, davanti a Netanyahu, che bombardare Gaza fu «una reazione giusta» e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare faccia, a seconda dell’interlocutore da compiacere. Ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare con il pilota dell’aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea, e dispensando a entrambi parole di comprensione. Nella sua vita precedente insegnava ai venditori di pubblicità a essere concavi coi convessi e convessi coi concavi. Una volta li sfidò a salutare cinquanta clienti, trovando un complimento per tutti. Solo stringendo la mano al cinquantesimo, un uomo brutto e sgradevole, rimase perplesso. Poi gli disse: «Ma che bella stretta di mano ha lei!».

Molti hanno letto quei manuali americani che insegnano a infinocchiare il prossimo in 47 lezioni. Ma solo lui ha il fegato di applicarne il precetto fondamentale: credere sempre a quel che dici, anche quando è il contrario di quel che hai appena detto. Una tecnica che evidentemente funziona persino con le vecchie volpi mediorientali. Come farà? Vorrei tanto chiederglielo, se non fosse che lui nel frattempo si è già spostato nella basilica della Natività, a Betlemme, dove sta raccontando ai frati una barzelletta sulla Madonna che avrebbe preferito una femminuccia. A quel punto mi arrendo."


(Massimo Gramellini, La Stampa, 4 febbraio 2010)

martedì 2 febbraio 2010

Occhio

Visto che il Tg1 non ne parla neanche dopo il servizio su

"COME CAMBIA LA GRANDE CUCINA ITALIANA IN TEMPI DIFFICILI PER L'ECONOMIA? LO SI E' CAPITO A IDENTITA' GOLOSE, CONGRESSO DI CUCINA D'AUTORE A MILANO"

vorrei segnalare che oggi è la seconda giornata di deposizione di Massimo Ciancimino (processo contro Mori e Obinu per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra), figlio del ben più noto Vito.

Ora, so per certo che fra i lettori di queste pagine ben pochi si informano con il Minzuculpop (rubo da Zucconi), però non si sa mai.

Insomma, teniamo d'occhio Ciancimino jr che un tantino da dire ce l'ha.
In galera non ci andranno più ormai, a me basta solo che la gente capisca, anche se mi rendo conto che la fede in sè - o il fanatismo se preferite - è pura ignoranza.

giovedì 28 gennaio 2010

Gei Di

"Mi occupo di narrativa."

(Jerome David Salinger, 1919-2010)

Anche se cancellerei metà delle parole scritte per arrivare alla perenne scorrevolezza che non troverò mai, copio e incollo un post del 6 dicembre 2006:

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Sembra scritto ieri, con il computer e relativo correttore elettronico sotto i polsi, il condizionatore sparato a palla, non importa se sul freddo o sul caldo, basta che crei un microclima opposto a quello esterno, le sirene che trapassano i vetri al contrario di quel diavolo di moscone che non capirò mai come non riesca a vedere il vetro stesso, il cellulare spento e il telefono che squilla con melodie polifoniche e di riflesso insopportabili, il motore dell’ascensore a scandire le ore e i minuti della mattina, un cd jazz a sussurrare senza fruscii dalle venti casse del super impianto dato in omaggio con l’acquisto di un tostapane multifunzione, le antenne a sovrappopolare i tetti ustionati dall’amianto, la spia rossa del lettore dvd ancora accesa dalla sera precedente. Sì, pareva di leggere Foster Wallace immerso in tutte le diavolerie tecnologiche che accompagnano con punte di malcelato nervosismo il nostro vivere contemporaneo. Allora sono andato a ricontrollare: avevo visto bene, questo qui ha buttato giù ‘sta roba nel 1948.
Sto parlando ancora di Salinger e dei suoi racconti, siamo nell’eccellenza:

- Signorina Carpenter. La prego. Conosco i miei doveri, - disse il giovanotto. – Tu devi solo tenere gli occhi bene aperti per il caso che passi qualche pescebanana. Questo è il giorno ideale per i pescibanana.
- Non ne vedo neanche uno.
- E’ comprensibile. Hanno delle abitudini molto singolari. Molto, ma molto singolari.
Continuò ad avanzare spingendo il materassino. L’acqua non gli arrivava al petto.
- E’ una vita molto tragica, la loro, poveretti, - disse. – Lo sai cosa fanno, Sybil?
Sybil scosse il capo.
- Vedi, nuotano dentro una grotta dove c’è un mucchio di banane. Sembrano dei pesci qualunque, quando vanno dentro. Ma una volta che sono entrati, si comportano come dei maialini. Ti dico, so da fonte sicura di certi pescibanana che dopo essersi infilati in una grotta bananifera, sono arrivati a mangiare la bellezza di settantotto banane -. Avvicinò di mezzo metro all’orizzonte il materassino e la sua passeggera. – Naturalmente, dopo una scorpacciata simile sono così grassi che non possono più venir fuori dalla grotta. Non passano dalla porta.
- Non troppo lontano, - disse Sybil. – E poi, cosa fanno?
- Cosa fanno chi?
- I pescibanana.
- Oh, vuoi dire dopo che hanno mangiato tante banane che non possono più uscire dalla grotta bananifera?
- Si, - disse Sybil.
- Ecco, mi rincresce molto di dovertelo dire, Sybil. Muoiono.
- Perché? – chiese Sybil.
- Ecco, gli viene la bananite. E’ una malattia terribile.
- C’è un’onda che sta arrivando, - disse Sybil nervosamente.


E poi non se voi l’abbiate mai fatto, ma io e altri bimbi/e spesso ci mettiamo a stilare classifiche in perenne aggiornamento su quali siano i titoli che ci fanno alzare in volo. Beh, questo si è inserito prepotentemente nei primi dieci posti della mia personalissima "titoloteca": Un giorno ideale per i pescibanana.

martedì 26 gennaio 2010

Ah beh!

- Montelli: "Ma i tursiopi in trattativa per Volpi come li vedi? Mica male Sergio..."
- Cirello: "Quel Volpi?"
- Montelli: "Quello delle punizioni alla Volpi"
- Cirello: "Esatto...ma non c'ha tipo 80 anni?"
- Montelli: "36"
- Cirello: "Appunto"
- Montelli: "Io lo prenderei"
- Cirello: "Per fargli tirare le punizioni alla Volpi?"
- Montelli: "Certo"

lunedì 25 gennaio 2010

Che c'hai una cartina?

E sì che mi avevano avvertito, ne avevo letto, male per lo più, ma nonostante tutto ero intenzionato a fidarmi, o almeno a non avere preconcetti sul nuovo programma di Luca Barbareschi su La7.
E poi c'era Tyson, allora penso che dopo un miliardo di ospitate in giro per il mondo post ring, quello che non è riuscito a chiunque - nemmeno a Bonolis a Sanremo - ossia far dire qualcosa di interessante ad Iron Mike che non sia "la sua infanzia difficile", possa riuscire al nostro neo conduttore-attore-parlamentare.

Tutto questo anche se mi chiedo come possa trovare il tempo di fare questa marea di cose, soprattutto dopo che il sempre efficiente ministro Bondi gli ha affidato nientemeno che il ruolo di (lo giuro, non è una cazzata né una supercazzola) consigliere per lo studio e l’approfondimento delle possibili iniziative volte alla promozione ed alla valorizza­zione del patrimonio culturale ed artistico italiano nel terri­torio del Consiglio di Cooperazione per gli Stati Arabi del Golfo.

Insomma, vado sul tubo e lo trovo subito, preceduto addirittura da una schitarrata di Alex Britti che alla fine non sarebbe manco male se non...va be', la sto facendo troppo lunga, insomma,

Luca Barbareschi (min 2:19): "Signori e signore, direttamente da Las Vegas, New York City, Mike Tyson!"

Nando Mericoni, ci manchi un sacco.

lunedì 18 gennaio 2010

Orto e porco, ricchezza della casa

Collegandomi ad un recente articolo de La Repubblica di qualche giorno fa, in cui si elencavano i cibi - credo 12 - che farebbero vivere più a lungo (amenità tipo mirtillo, zucca e prugne secche) volevo riportare il menù della cena in onore di Sant'Antonio Abate, "invocato in Occidente come patrono dei macellai e salumai, dei contadini e degli allevatori" (da wikipedia), svoltasi ieri sera in Contrada Palazzo numero 11, presso il ristorante La Bilancia di Loreto Aprutino (Pescara).

Al grido di "se volete, c'è anche qualche paste", e ricordando che, per dirla con Palla, "con o senza il dio io sto dalla parte del porco", mi premeva quindi dirvi che durante il pasto, pardon, il convivio, si sono succeduti questi piatti, tutti a base di maiale:

- Pinzimonio a tutto pasto
coppa di testa
pizza con "sfricoli"
pasta di salsiccia
pancetta e peperoni secchi fritti
piedini, orecchie e musetti
fagioli del tavo con cotiche

- Primi piatti
Quadrucci in brodo di testa
Fettuccine al guanciale stagionato

- La pietanza
Cif Ciaf e polenta e ceci

- Contorni
insalata

- Caffè, digestivi e acqua minerale
- Vino Azienda Agricola Ciaccione

E, come nella vita, tutto va a finire sempre a:
tarallucci e vino cotto.


La serata è stata anticipata dal falò purificatorio e allietata dalla rappresentazione de "Lu Sant'Antonio".

lunedì 11 gennaio 2010

Tirare in porta, per esempio.

La noia la noia la noia la noia la noia
io non ci vivo più
restaci tu qui
soffrirò di nostalgia
ma devo uscire fuori da qui


(Da La noia, in Vado al massimo - Vasco Rossi, 1982)


Da - seppur ormai infreddolito - tifoso juventino, vorrei sfogarmi dicendo semplicemente che mi sono rotto le palle, non delle sconfitte pessime e delle figure di merda, ma del fatto che puntualmente mi annoio, da anni a questa parte (eccezion fatta per qualche stella cadente, vedi partite col real) mi annoio terribilmente.
Sì, ad ogni partita della juve io mi annoio.
La Juventus mi produce noia, ovvero la "sensazione sgradevole prodotta dal ripetersi monotono delle stesse azioni, dalla mancanza di distrazioni, da uno stato di inerzia o di tristezza" (dal dizionario Garzanti online).

Che si vinca, si perda o si pareggi, sono sempre partite di merda, brutte fino all'ossesso. Di quelle che inizio in un forsennato zapping più o meno al 16' del primo tempo prima di vedere gli ultimi 5 minuti pre intervallo e capire che nulla è cambiato e che nulla cambierà.
Poi, rinfrancato dall'ennesima birra, provo a vedere se l'ipotetica e classica strigliata negli spogliatoi sia servita a qualcosa salvo poi accorgermi del contrario. Forse perchè è stata proprio la strigliata a mancare. Ma che vuoi, Ferrara è un bravo ragazzo.

Provo ancora per qualche minuto e poi mi butto su Fox, dove sicuramente ci sarà Homer alle prese con qualche ciambella.
Verso il 15' del secondo tempo torno dai bianconeri perchè quella puntata dei Simpson l'ho vista tipo 28 volte, così mi accorgo che stiamo giocando allo stesso modo, senza manco un minimo di aggressività nonostante lo svantaggio, arrivato per una cazzata di Felipe Melo.
Allora preghi almeno in un cambio che io avrei fatto ad inizio ripresa e invece tocca aspettare altri e dieci minuti prima di vedere entrare Del Piero in calzamaglia che, come da pronostico, continua imperterrito nel tentare i dribbling di una volta, con la differenza di farli ad una velocità buona per la partita di calciotto del mercoledì sera con gli amici di sempre, di quelle partite che

- Amico 1: "Cazzo Amico 2, ne manca uno, siamo 15, Amico 3 ha avuto un contrattempo, hai mica qualcuno da chiamare?"
- Amico 2: "Posso provare a dirlo ad Alex, è un po' che non gioca ma l'altra sera al pub mi aveva chiesto di chiamarlo se serviva."

E poi arriva Alex, in calzamaglia.
Che alla fine almeno ci prova, a mezzo all'ora ma ci prova, e riesce addirittura a guadagnarsi tre calci di punizione in 15 minuti, cosa che non era riuscita ad Amauri per tutta la partita, troppo preoccupato ad apparecchiare la tavola sulla sua testa per farci banchettare Nesta o Thiago Silva.

Insomma, se fossero ancora in onda, tornerei a vedere Homer per la 29esima volta. Poi mi accorgo che le fregature di Sky ogni tanto aiutano e allora mi sposto su Fox+1 e riesco a collegarmi di nuovo con Springfield. Stappandomi un'altra birra.