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Addio a Stefano Borgonovo
Ha legato il suo nome a lotta alla Sla
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Copio e incollo, il post che scrissi il 23 settembre 2008, quando Borgonovo comunicò la sua malattia.
Ciao Stè, sempre sotto la curva.
DAJE STE'
Ha aspettato il 5 settembre scorso per dircelo tramite il
sintetizzatore, perché con la lingua atrofizzata non c’è altro modo per
parlare, sussurrare e sentire quella voce che non sembra neanche più la
tua.
Dopo averne annientati e uccisi molti altri, la Sla ha fatto breccia anche nel corpo che fu sgusciante di Stefano Borgonovo.
Sclerosi
laterale amiotrofica, e qualcuno prima o poi mi dovrà spiegare perché
le malattie in genere, quelle più subdole in particolare, abbiano questi
nomi da supercazzola. Come le medicine.
“Al mattino prima di far colazione mi prende una pillola di Dimoxil 2g, poi una di Martinox a metà mattina. Dopo pranzo scioglie in acqua 7 gocce di Castopan,
mi raccomando dopo pranzo, a stomaco pieno. La sera, magari dopo una
bella tisana, dovrebbe chiudere il ciclo (doppia sottolineatura sotto il
nome che solo dopo capisci riferito a delle supposte) con una compressa
di Ciclovir.”
Ora, non so se il
Dimoxil, il
Martinox, il
Castopan e il
Ciclovir esistano davvero, sono convinto però che si potrebbero sostituire i corsivi con quelli coniati dal Conte Mascetti, tipo
Tarapiatapioco,
Antani,
Scribal,
Posterdati e non cambierebbe nulla, almeno per me. Chissà come dev’essere infilarsi nel di dietro una compressa di
Cofandina.
Va
be’, sto tergiversando, tutte queste inutilità per dirvi che, letta la
notizia, non mi è stato difficile tornare a rivivere uno dei momenti più
esaltanti della mia storia di spettatore calcistico:
27 settembre
1992, quarta giornata di andata del campionato di serie A, allo Stadio
Adriatico di Viale Pepe, il Pescara ospita il Torino. Arbitra Cesari di
Genova di fronte a circa 20mila spettatori di cui 12mila abbonati (altri
tempi cazzo, altri tempi).
In Curva Nord, armati di abbonamento,
Cirello (in sciarpa “Bronx Pescara”) e La Signora (in sciarpa
biancazzurra non identificata, rigorosamente legata al polso destro)
sono ai loro posti ben prima del calcio di inizio.
Il Pescara
viene da un inizio di campionato che i tifosi non dimenticheranno mai:
vittoria all’esordio per 1-0 all’Olimpico contro i giallorossi (gran gol
da centrocampo di Totò Nobile con evidente complicità di Cervone) e
sconfitta casalinga per
4-5 contro il Milan di Capello al termine di una partita memorabile,
con i biancazzurri in vantaggio per 4-2 al 23° del primo tempo (…)
salvo poi lasciarsi annientare dal tipico scellerato entusiasmo
galeoniano prima e da una tripletta sontuosa del cigno di Utrecht, un
certo Marco Van Basten, poi (da vedere e rivedere lo stop sul secondo
gol dopo l’assist di Savicevic, il ”genio”).
Ma tutto questo meriterebbe un post a parte al contrario della sconfitta a Brescia per 1-0 la giornata successiva.
PREPARTITA:
27
settembre ‘92 dicevo, ancora con qualche granello di sabbia tra i
(pochi) peli, raggiungiamo la nostra solita zona di competenza, proprio
sopra i tamburi, tra un Orso con indosso il classico bomber griffato
"Bad Boys", Franco Imperiale e Marcello Bocchino a cavalcioni sul
parapetto, rigorosamente con la faccia verso casa mia e la schiena a
guardare il campo.
PRIMO TEMPO:
Il
Pescara non c’è e dopo un quarto d’ora ci pensa uno dei talenti più
inespressi di quegli anni a metterla dentro: Vincenzino Scifo, 0-1.
Poco
più di venti minuti e il migherlino della coppia offensiva granata
raddoppia, probabilmente (non ricordo) servito di testa da Casagrande,
Pato Aguilera beffa “saponetta” Savorani: 0-2 e sciarpata rimandata. Per
il momento.
INTERVALLO:
“Noccioline gommeeeeeee!!! Ceci, fave…e semini!!!”
SECONDO TEMPO:
Nella
ripresa il profeta cerca di ritrovare aggressività inserendo la futura
bandiera Ottavio Palladini in luogo dello spento (quando mai…) e fresco
campione d’Europa John Sivebaek. Il Pescara fatica a creare azioni degne
di nota con il Toro sempre in controllo e mai in affanno nemmeno dopo
l’uscita del fin troppo estroso compagno di sbronze Baka Sliskovic e
l’ingresso del quasi campione del mondo (nel 1982 gli venne preferito
Selvaggi proprio in extremis) Edi Bivi.
Insomma, una di quelle partite che non valgono il prezzo del biglietto.
Almeno fino all’89esimo:
palla
in verticale di Allegri verso Borgonovo poco prima dei 25 metri,
semi-veronica a seguire per mandare al bar il sandwich di Cois e Annoni e
staffilata all’angolino che non lascia scampo a Marchegiani (dal secondo 22). 1-2.
L’Adriatico
rumoreggia, sembra crederci e vuole l’assalto finale. A parte mio
padre, che una volta a casa confessò di aver lasciato la tribuna alla
Boniperti maniera, qualche minuto prima della fine della gara. Mai
scelta fu più infausta.
91esimo:
palla spedita dentro l’area,
Borgonovo è all’altezza del dischetto, spalle alla porta marcato da
Pasquale “O animalo” Bruno. Il numero 9 biancazzurro controlla di coscia
e si gira, ora vede la porta, tocco a liberare il destro e botta che
s’infila a mezza altezza verso il palo alla sinistra di Marchegiani.
2-2
e conseguente, inevitabile delirio. Non ricordo l’esultanza dei
giocatori in campo per il semplice fatto che ero impegnato a non
lasciarci la pelle in quel turbinio di energumeni, bestemmie gioiose,
scarpe e occhiali perduti e voli per nulla pindarici sui gradoni della
nord.
Vedrò la corsa a perdifiato di Stefano solo a Novantesimo, descritta con orgoglio da Mario “il bianco” Santarelli.
La stagione fu un totale disastro, il Pescara chiuse tristemente ultimo a 17 punti e Borgonovo con 9 reti all’attivo.
Però all’ultima giornata, già da tempo retrocessi in serie cadetta, battemmo la Juve 5-1. E queste so' soddisfazioni.
IL TABELLINO
PESCARA - TORINO 2-2 (0-2)
Pescara:
Savorani, Sivebaek (al 46' Palladini), Nobile, Dicara, Righetti, Mendy,
Ferretti, Allegri, Borgonovo, Sliskovic (al 59' Bivi), Massara. A
disposizione: Marchioro, Alfieri, Compagno. All.: Galeone.
Torino:
Marchegiani, Bruno, Sergio, Mussi (al 79' Cois), Annoni, Fusi, Sordo,
Casagrande, Aguilera (al 72' Aloisi), Scifo, Venturin. A disposizione:
Di Fusco, Zago, Silenzi. All.: Mondonico.
Arbitro: Cesari di Genova.
Marcatori: Scifo 14' (T), Aguilera 39' (T), Borgonovo 88', 91' (P)
Spettatori: 17.822 di cui 12.364 abbonati e 5.458 paganti.