mercoledì 3 aprile 2013
sabato 23 marzo 2013
Montesquieu, prega per noi.
Nel delirio generale della vicenda dei due fucilieri della marina italiana, è disarmante notare come, anche dall'India, ci debbano spiegare una cosa apparentemente sacrosanta in uno stato di diritto: la separazione dei poteri.
Principio evidentemente messo in discussione da questi ultimi vent'anni, che trovano l'acme nella manisfestazione di piazza in corso adesso, in cui si sostiene, di fatto, l'improcessabilità di una persona.
Così, al giornalista che gli domandava come mai il ministro degli Esteri
Salman Khurshid avesse rassicurato l'Italia sul fatto che i due marò non
rischiano la pena di morte, il Ministro della Giustizia Ashwani Kumar ha risposto: "Come può il potere
esecutivo dare garanzie sulla sentenza di un tribunale?"
Semplice, no?
CIRELLO
18:45
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giovedì 21 marzo 2013
Se solo immaginasse la vergogna
Niente, lo confesso. Confesso che, senza pensarci più di tanto, ho appena mandato una mail con questo oggetto:
"Ecco l'img per il link bio dalla home."
E vi giuro che no, purtroppo non c'era dietro un'idea di supercazzola.
CIRELLO
14:31
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martedì 19 marzo 2013
M'incontro solo
Come immagino molti di voi, anche io, oltre a cantare (ballare no, ma quello manco in compagnia), parlo da solo.
Per dire, poco fa, mentre il sole entrava, Samantina puliva il pavimento dalla briciole di pane e Homer cercava di mandare a monte il matrimonio di Apu e Manjula travestendosi in maniera improponibile da Ganesh, mi sono ritrovato a dire:
"Ottimo Cirè, cottura degli spaghetti perfetta."
Poi ho sentito un muso indagatore guardarmi, sormontato da due giganti orecchie in posizione interrogativa. E niente, era troppo piccante per dagliene due fili.
CIRELLO
15:36
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lunedì 18 marzo 2013
Qualcosa di simile
Una vigna ben lavorata è come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il suo respiro e il suo sudore. E di nuovo, guardandomi intorno, pensavo a quei ciuffi di piante e di canne, quei boschetti, quelle rive - tutti quei nomi di paesi e di siti là intorno - che sono inutili e non danno raccolto, eppure hanno anche quelli il loro bello - ogni vigna la sua macchia - e fa piacere posarci l'occhio e saperci i nidi.
Le donne, pensai, hanno addosso qualcosa di simile.
(La luna e i falò - Cesare Pavese, 1950)
CIRELLO
22:56
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venerdì 15 marzo 2013
Quel che non mi manca
Ti ritrovi ad ascoltarla nel cazzeggio più totale, suonata bene e cantata male, con il gomito poggiato su di un bancone che ti separa da qualcosa molto lontano dall'idea di bar.
E mi convinco ancor di più che in De Andrè, alla fine, il concetto di canzone minore, non esiste.
CIRELLO
03:50
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martedì 12 marzo 2013
Ribbons of euphoria
Come tutti gli ex adolescenti sanno, ad una certa età si iniziano ad apprezzare cose un tempo nascoste dall'irruenza e dalla scarsa capacità critica tipiche della gioventù: la supremazia del cioccolato fondente su quello al latte, ad esempio. O del culo sulle tette.
Allora, pensandoci, posso dire di aver finalmente interiorizzato cosa mi facesse amare Bold as Love più degli altri leggendari brani (tipo l'intro etereo di Little Wing o la meraviglia di malinconia che è Castle Made of Sand) contenuti nello stesso album (Axis: Bold as Love - Jimi Hendrix, 1967).
Non era il Viola, né tantomeno il Blu, il Turchese da grembiule o il Giallo da canarino. L'arancione figuriamoci, non mi ha mai fatto impazzire.
Il Rosso, invece. Spavaldo, rotondo e audace (come l'amore).
Così, in un pomeriggio diverso dagli altri, ho capito cosa donasse ai nastrini tutta quell'euforia: il fiocchetto.
CIRELLO
04:11
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venerdì 8 marzo 2013
Le bombe come neve
Leggo questa notizia e inevitabilmente mi rivedo canterino e pedalante a girare di giorno per quelle vie di odori che resistono, alle mai troppe Peroni sotto al pergolato di Marani, o al caffè a 60 centesimi al Bar dei Sanniti, piacevole consuetudine prima dei cazzotti. O quando, dopo la meraviglia del Mandrione che sbuca sulla Tuscolana, ti ritrovi a Cinecittà, anche se non di domenica.
CIRELLO
14:08
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lunedì 4 marzo 2013
And here comes emptiness crashing in
Yesterday seems like a life ago
Cause the one I love
Today I hardly know
You I held so close in my heart oh dear
Grow further from me
With every fallen tear
In questi ultimi decenni ne abbiamo avuti un’infinità e la stampa porta il merito ma anche la responsabilità di averli resi popolari, preferendo esibire i fenomeni acchiappa audience piuttosto che il lavoro serio ma noioso di tanti membri delle commissioni parlamentari.
Dando agli elettori la percezione che tutti i politici fossero uguali a Fiorito o a Scilipoti e che chiunque potesse fare meglio di loro. Non è così. Il «chiunquismo» è una malattia anche peggiore del qualunquismo e porta le società all’autodistruzione. Questa idea che tutti possono fare politica, scrivere articoli di giornale, gestire un’azienda o allenare una squadra di calcio è una battuta da bar che purtroppo è uscita dai bar per invaderci la vita e devastarcela.
A furia di vedere buffoni e mediocri nelle foto di gruppo della classe dirigente, ma soprattutto di vedere ovunque umiliata la meritocrazia a vantaggio della raccomandazione, siamo sprofondati in un’abulia che ci ha indotti ad accettare senza battere ciglio ogni sopruso e ogni abuso antidemocratico (a cominciare dai partiti padronali e da una oscura rockstar del capitalismo come presidente del Consiglio). E ora che ci siamo svegliati, per reazione vorremmo buttare tutto all’aria, convinti che per fare politica bastino un ideale e una fedina penale intonsa. Non è vero. Gli ideali e l’onestà sono la base per distinguere i buoni leader dai cialtroni che ci hanno ridotto in questo stato. Ma la politica è anche un mestiere con regole precise: l’attitudine all’ascolto, la conoscenza della materia trattata e delle procedure legislative, la capacità di giungere a una sintesi che in democrazia è quasi sempre un compromesso tra diversi egoismi, come ben sa chiunque abbia frequentato un’assemblea di condominio. Era così ai tempi di Pericle e delle lavagnette di creta. Lo rimarrà nell’era di Grillo e del web, con buona pace di chi pensa che la democrazia diretta possa abolire il filtro della rappresentanza. I rimpianti Cavour e De Gasperi non erano dilettanti o improvvisatori. Erano politici di professione, come lo è oggi un Obama.
Il fatto che queste ovvietà suonino eretiche testimonia l’abisso di confusione in cui ci dibattiamo. La politica, se fatta bene, è una cosa dannatamente difficile e seria, specie in giorni come quelli che ci attendono, quando si tratterà di rimettere in piedi un Paese economicamente e moralmente allo stremo. Da cittadino di una democrazia malata sarei più sereno se a occuparsi dell’infermo fossero persone selezionate da un meccanismo che garantisse scelte autorevoli. E qui già vedo un ghigno profilarsi sul volto di Grillo: i partiti sono morti, incapaci di formare una classe dirigente. Ma allora bisogna immaginarne di nuovi, diversamente strutturati. Di certo il futuro non può essere affidato a miliardari e magistrati fai-da-te. Può anche darsi che la soluzione siano movimenti di persone perbene agglomerati dal web come i Cinque Stelle, ma dovranno risolvere l’intima contraddizione fra la trasparenza della base e l’oscurità della catena di comando. A cosa serve accendere una webcam in Parlamento se poi l’ufficio della Casaleggio & Associati, in cui si scrivono le regole e si decide la strategia, rimane ostinatamente al buio?
Massimo Gramellini (La Stampa, 2 marzo 2013)
CIRELLO
12:30
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sabato 2 marzo 2013
Ha un nome che fa paura
E' morto a 95 a Roma, dov'era nato il 2 settembre 1917, il maestro
Armando Trovajoli. Si è spento nella sua città qualche giorno fa, ma la
notizia è stata resa pubblica dalla moglie Mariapaola solo oggi:
"Ho
rispettato fino all'ultimo le volontà di un uomo schivo, che non amava
presenzialismi, né applausi. Non voleva pubblicizzare la sua morte né i
suoi funerali e voleva essere cremato. Solo ora che è stato fatto tutto
posso dare la notizia", ha detto.
Insomma, le doti di base che dovrebbe avere un politico. E non parlo della cremazione.
Ciao Armando.
CIRELLO
22:17
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Quanto costa la baracca?
"La corruzione è ciò che ci fa vincere."
Riassumendo: se viene accusato prima, si vuole condizionare l'esito elettorale, se viene accusato dopo, si tenta di ribaltarlo.
Insomma, l'immaginifico è di fatto improcessabile. Non che si sia mai presentato in tribunale, intendiamoci, però si può dire che con quest'ultima vicenda, ci si avvicini a chiudere il cerchio del "noi non siamo perseguibili per legge", peraltro incitando il popolo ad una sorta di rivolta di piazza contro la magistratura. Mica un ponte o un'autostrada qualsiasi.
E quindi, dopo D'Alema (più tutti quelli che si sono succeduti) e il papa, Moretti c'ha di nuovo azzeccato. O meglio, speriamo che il popolo non sia così bue. Anche se alla fine so vent'anni che ci spero.
CIRELLO
01:17
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giovedì 28 febbraio 2013
Sondaggione
Scusate se ci torno su, ma periodicamente - diciamo ad ogni elezione - mi rendo conto che nella mia cerchia di amici e conoscenti stretti (un ipotetico gruppone con cui parlo abbastanza continuamente, che non credo vada oltre la quarantina di unità), non conosco uno che abbia votato per la coalizione seconda classificata.
Allora lo chiedo a voi, che girate per social network e avete centinaia di amici: va bene che dal 2008 6,3 milioni di persone sono riuscite a disintossicarsi, ma dei restanti drogati, ne conoscete qualcuno?
Così, a fini socioantropologici.
CIRELLO
19:00
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mercoledì 27 febbraio 2013
Ti diranno che
Mah, non credo c'entrino le elezioni. E' giusto un intervallo. Forse è perché mi devo sbriga a fa un figlio, mica so Briatore.
CIRELLO
19:58
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martedì 26 febbraio 2013
Nel fango affonda lo stivale dei maiali
E' che mi erano venute un sacco di considerazioni da fare, nella mezzoretta di ghiacciata pedalata notturna verso casa.
Poi, però, ho pensato che le stesse cose le troverete domani sui giornali, peraltro scritte molto meglio.
Allora, proprio nell'ultimo strappo (diciamo da Ponte Casilino) ho capito che c'era un'altra via - oltre alla lobotomia - per spiegare quel quasi 30% (il trenta per cento) di preferenze per il Pdl ("Lega e altri"): è stato un voto di protesta.
(Buon risveglio a tutti. E ve lo dico subito, non provateci nemmeno a fissare punti sui muri facendo lunghi sospiri. E' tutto vero).
CIRELLO
04:38
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domenica 24 febbraio 2013
Ci piace la fre'
Dopo una quintalata di molinara, antipasti vari e agnello con patate a chiudere, è sempre bello girare per i bar di paese alla ricerca della digestione.
Però, a volte, vien da pensare che il suffragio universale non sia stata poi 'sta così grande conquista:
- Gruppo di avventori sulla cinquantina: "J vote a Berlusconi pecchè gli piace la fregna!"
- Barista, trentacinquenne, piuttosto piacente: "Esatto!"
CIRELLO
12:32
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mercoledì 13 febbraio 2013
Mi serve un Polverizzatore Thompson (13)
CIRELLO
20:45
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martedì 29 gennaio 2013
Eyes full of sorrow, never wet
Streets full of people, all alone
Roads full of houses, never home
A church full of singing, out of tune
Everyone's gone to the moon
Non so proprio su che genere andrò a parare, però state certi che, in un'altra vita, quando girerò un film, la scena madre sarà accompagnata da Everyone's gone to the moon, nella versione di Nina Simone & Piano (1969). A mio modesto parere, uno dei migliori album di sempre.
Fatevi due birre di meno e compratelo (oppure compratelo e bevetevi pure le due birre).
Ne varrà la pena.
CIRELLO
15:08
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martedì 22 gennaio 2013
Qualcuno, non loro
Non sono un tipo da compilation, neanche da playlist. E vi giuro che queste saranno le uniche due parole "non italiane" di questo post. Facciamo tre.
Sì, insomma, mi piace molto, a fine giornata, osservare la pila di cd (cazzo...) di fianco lo stereo, è come riguardarsi le immagini di una videocamera di sicurezza piazzata tra i neuroni.
Però, anni fa, in macchina, ne avevo un paio. Una era piuttosto improbabile, partiva da Elio, passava per Bowie e arrivava, in chiusura, al commento di Pizzul al gol di Del Piero contro il Messico, quando Bruno, nell'improvvisazione, riuscì a disegnare perfettamente il periodo di offuscamento del capitano bianconero: "il pallone ha un'infinita gamma di soluzione imprevedibili". Poi va beh, tornò al bar con Bulgarelli, ma il tartufo bianco era ormai servito.
Nella seconda, c'erano Dylan e Gaber, intervallati a darsi pacche sulle spalle a vicenda e contemporaneamente uniti nel costringermi ad aprire la più classica delle valigie piene di ricordi.
Credo fu la prima e unica volta, in età adulta, che piansi davanti a mia madre. E questa è una di quelle cose che non mi perdonerò mai. Insieme al fatto di non essere andato ai funerali dei miei nonni.
Ero alla guida, andavamo in montagna a raccattar salami lasciati stagionare in cantine altrui ed era un periodo, giorni direi, un po' così, di novità e partenze da una parte, di cose vecchie e arrivate dall'altra.
E quindi che ci volete fare, già mi commuovo quando muore Prima Base in Sorvegliato Speciale, figuriamoci cosa può succedere se sono io che ci sto lasciando la pelle.
Riuscii a trattenermi a stento sul penultimo pezzo (It's all right ma, I'm only bleeding) ma non potei alcunché sull'ultima traccia: così, su quel meraviglioso crescendo di storia e tamburi, indignazione e chitarre, la diga si crepò, tremò e poi crollò di fronte all'immagine dei due gabbiani ipotetici.
Tutto questo per dire che dopo pranzo mi son deciso a vedere e sentire Qualcuno era comunista, interpretata (ma son parole grosse) da Veltroni e Bertinotti (ottimo, invece, Paolo Rossi), all'interno della celebrazione officiata da Padre Fazio.
Un'esibizione che nel futuro potrebbe prestarsi ad una parodia della madonna, magari partendo dalla voce e dalla faccia dello stesso Veltroni: "qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos'altro".
Così, adesso, l'unica cosa da fare è bere un tè e riascoltarsi l'originale, nella speranza di non perdere mai l'intenzione del volo.
CIRELLO
17:05
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lunedì 31 dicembre 2012
Il capodanno per antonomasia
Non so, forse è troppo tardi per dirlo, ma magari riuscirò a svoltare il capodanno a quelli che - "nella fascia di età tra i 28 e i 45 anni" - non ancora hanno sciolto le riserve.
E insomma, prendete suv, jet privati, biplani personali e buttatevi a far baldoria nel posto in cui tutti vorrebbero essere, perché il
"Capodanno a Cortina è per antonomasia uno dei momenti più glamour ed entusiasmanti che si possano vivere.
Sarà per lo scenario naturale
assolutamente incomparabile, sarà per i Cortina People che ogni anno si
danno appuntamento nella Perla delle Dolomiti, sarà per
quell'indescrivibile Joie de Vivre che ti avvolge e ti conquista ogni
volta che arrivi in Corso Italia, ma festeggiare l'arrivo del Nuovo Anno
a Cortina... e dintorni! è davvero tutta un'altra cosa!"
Ok, mi rendo conto che siamo agli sgoccioli e probabilmente troverete esauriti sia il Cashmere Club di via Largo delle Poste (un Cashmere Club in via Largo delle Poste...aaaah! ci vorrebbe un'invasione di nonne armate di borsette) che il Vip club in Corso d'Italia, allora non posso far altro che consigliarvi vivamente il Gala Dinner Party & Burlesque Show dello Chalet al Lago, giunto ormai alla tredicesima edizione con mise en place seduta e servita con cinque portate. Il tutto in compagnia dello show di Vesper Julie e della musica di DJ Paul Bryan.
Ah, dimenticavo il Dress Code: Abito Scuro.
E poi ditemi che non vi voglio bene.
CIRELLO
12:28
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sabato 15 dicembre 2012
Ma tu pensa
CIRELLO
17:00
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