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"Parlami."
- "Lo sto facendo."
- "Sì, intendevo, non fermarti."
(scambio di sms)
Io ci faccio molto caso. Alle
coincidenze, dico. O chiamatele come vi pare. Arrivano da chiunque:
amori irrisolti, mai pensati o bramati, amici di una vita o conoscenze
occasionali. Persino l'ipod pare pensarci, quando in modalità
casuale ti regala il pezzo che volevi sentire in quel momento,
mentre pedalavi su quella strada, esattamente di fronte
quell'albero, quella fontana da cui cominciò tutto. O semplicemente
continuò. Prima di finire.
Altre volte sono messaggi, telefonate,
mail che arrivano alle spalle, con un sorriso o una pugnalata,
proprio mentre scrivevi di e per quella persona, cantavi e suonavi quella strofa. O guardavi quel film,
quella scena che avevate gustato insieme anni fa. E che già allora
pareva un déjà vu. Però chissà, non sarà così per tutti, mi dico,
allora spesso tengo tutto per me, perché dai, non è per niente detto che gli altri si facciano le tue stesse pippe mentali, come spesso hai
capito sulla tua pelle, a seguito di una risposta mai arrivata o di
un'altra senza senso, gelida come i piedi d'inverno, che addiritura
non ricorda, che ha cancellato quel momento che tu porti tatuato sul fegato. Succede
anche che arrivi prima lei, perché ovviamente è spesso di
una lei che si tratta. Così, giusto per ricordarti la chimica delle
affinità elettive, e perseguire quel sottile gusto che da il
continuare a mentirsi, ben conscio che gli eletti sono in realtà
altri. E le affinità, infine, pure.
In ogni caso, sono ben lontano da
smettere, perché son convinto che
Tutti abbiamo sentito questo genere di
cose. La lettera che arriva mentre la tazza di tè cade a terra. La
chitarra che attacca con la prima nota mentre l'ultimo respiro si
spegne. Non le attribuisco a Dio né alla forza dei sentimenti. Forse
al caso. O forse il caso è solo un altro modo per convincerci che
siamo preziosi.
(Questo bacio vada al mondo intero - Colum McCann, 2009)