venerdì 8 marzo 2013

Le bombe come neve

Leggo questa notizia e inevitabilmente mi rivedo canterino e pedalante a girare di giorno per quelle vie di odori che resistono, alle mai troppe Peroni sotto al pergolato di Marani, o al caffè a 60 centesimi al Bar dei Sanniti, piacevole consuetudine prima dei cazzotti. O quando, dopo la meraviglia del Mandrione che sbuca sulla Tuscolana, ti ritrovi a Cinecittà, anche se non di domenica.

lunedì 4 marzo 2013

And here comes emptiness crashing in

Non che c'entrino molto, o forse sì, perché sempre di vita si tratta. Insomma, mentre ascoltavo questa,

Yesterday seems like a life ago
Cause the one I love
Today I hardly know
You I held so close in my heart oh dear
Grow further from me
With every fallen tear

(Another Lonely Day - Ben Harper, 1995)

 leggevo quest'altro:
Anticipando il probabile duello finale dei prossimi mesi, Grillo ha attaccato Renzi dandogli della «faccia come il c.» (in comproprietà con Bersani) e del «politico di professione». Per lui e per una parte dei suoi elettori le due definizioni sono sinonimi. Tralascio ogni giudizio sull’uso del turpiloquio, uno dei tanti lasciti di questo ventennio che ancora prima delle tasche ci ha immiserito i cuori, portandoci a considerare normale e persino simpatico che un leader politico si esprima come un energumeno. Ma vorrei sommessamente segnalare che essere professionisti della politica non è una vergogna né una colpa. E’ colpevole, e vergognoso, essere dei professionisti della politica ladri e incapaci.  
 
In questi ultimi decenni ne abbiamo avuti un’infinità e la stampa porta il merito ma anche la responsabilità di averli resi popolari, preferendo esibire i fenomeni acchiappa audience piuttosto che il lavoro serio ma noioso di tanti membri delle commissioni parlamentari.  
Dando agli elettori la percezione che tutti i politici fossero uguali a Fiorito o a Scilipoti e che chiunque potesse fare meglio di loro. Non è così. Il «chiunquismo» è una malattia anche peggiore del qualunquismo e porta le società all’autodistruzione. Questa idea che tutti possono fare politica, scrivere articoli di giornale, gestire un’azienda o allenare una squadra di calcio è una battuta da bar che purtroppo è uscita dai bar per invaderci la vita e devastarcela.  
 
A furia di vedere buffoni e mediocri nelle foto di gruppo della classe dirigente, ma soprattutto di vedere ovunque umiliata la meritocrazia a vantaggio della raccomandazione, siamo sprofondati in un’abulia che ci ha indotti ad accettare senza battere ciglio ogni sopruso e ogni abuso antidemocratico (a cominciare dai partiti padronali e da una oscura rockstar del capitalismo come presidente del Consiglio). E ora che ci siamo svegliati, per reazione vorremmo buttare tutto all’aria, convinti che per fare politica bastino un ideale e una fedina penale intonsa. Non è vero. Gli ideali e l’onestà sono la base per distinguere i buoni leader dai cialtroni che ci hanno ridotto in questo stato. Ma la politica è anche un mestiere con regole precise: l’attitudine all’ascolto, la conoscenza della materia trattata e delle procedure legislative, la capacità di giungere a una sintesi che in democrazia è quasi sempre un compromesso tra diversi egoismi, come ben sa chiunque abbia frequentato un’assemblea di condominio. Era così ai tempi di Pericle e delle lavagnette di creta. Lo rimarrà nell’era di Grillo e del web, con buona pace di chi pensa che la democrazia diretta possa abolire il filtro della rappresentanza. I rimpianti Cavour e De Gasperi non erano dilettanti o improvvisatori. Erano politici di professione, come lo è oggi un Obama. 

Il fatto che queste ovvietà suonino eretiche testimonia l’abisso di confusione in cui ci dibattiamo. La politica, se fatta bene, è una cosa dannatamente difficile e seria, specie in giorni come quelli che ci attendono, quando si tratterà di rimettere in piedi un Paese economicamente e moralmente allo stremo. Da cittadino di una democrazia malata sarei più sereno se a occuparsi dell’infermo fossero persone selezionate da un meccanismo che garantisse scelte autorevoli. E qui già vedo un ghigno profilarsi sul volto di Grillo: i partiti sono morti, incapaci di formare una classe dirigente. Ma allora bisogna immaginarne di nuovi, diversamente strutturati. Di certo il futuro non può essere affidato a miliardari e magistrati fai-da-te. Può anche darsi che la soluzione siano movimenti di persone perbene agglomerati dal web come i Cinque Stelle, ma dovranno risolvere l’intima contraddizione fra la trasparenza della base e l’oscurità della catena di comando. A cosa serve accendere una webcam in Parlamento se poi l’ufficio della Casaleggio & Associati, in cui si scrivono le regole e si decide la strategia, rimane ostinatamente al buio? 

Massimo Gramellini (La Stampa, 2 marzo 2013)

sabato 2 marzo 2013

Ha un nome che fa paura

E' morto a 95 a Roma, dov'era nato il 2 settembre 1917, il maestro Armando Trovajoli. Si è spento nella sua città qualche giorno fa, ma la notizia è stata resa pubblica dalla moglie Mariapaola solo oggi:
"Ho rispettato fino all'ultimo le volontà di un uomo schivo, che non amava presenzialismi, né applausi. Non voleva pubblicizzare la sua morte né i suoi funerali e voleva essere cremato. Solo ora che è stato fatto tutto posso dare la notizia", ha detto.

Insomma, le doti di base che dovrebbe avere un politico. E non parlo della cremazione.
Ciao Armando.


Quanto costa la baracca?

"La corruzione è ciò che ci fa vincere."


Riassumendo: se viene accusato prima, si vuole condizionare l'esito elettorale, se viene accusato dopo, si tenta di ribaltarlo.
Insomma, l'immaginifico è di fatto improcessabile. Non che si sia mai presentato in tribunale, intendiamoci, però si può dire che con quest'ultima vicenda, ci si avvicini a chiudere il cerchio del "noi non siamo perseguibili per legge", peraltro incitando il popolo ad una sorta di rivolta di piazza contro la magistratura. Mica un ponte o un'autostrada qualsiasi.
E quindi, dopo D'Alema (più tutti quelli che si sono succeduti) e il papa, Moretti c'ha di nuovo azzeccato. O meglio, speriamo che il popolo non sia così bue. Anche se alla fine so vent'anni che ci spero.

giovedì 28 febbraio 2013

Sondaggione

Scusate se ci torno su, ma periodicamente - diciamo ad ogni elezione - mi rendo conto che nella mia cerchia di amici e conoscenti stretti (un ipotetico gruppone con cui parlo abbastanza continuamente, che non credo vada oltre la quarantina di unità), non conosco uno che abbia votato per la coalizione seconda classificata.
Allora lo chiedo a voi, che girate per social network e avete centinaia di amici: va bene che dal 2008 6,3 milioni di persone sono riuscite a disintossicarsi, ma dei restanti drogati, ne conoscete qualcuno?
Così, a fini socioantropologici.

mercoledì 27 febbraio 2013

Ti diranno che

Mah, non credo c'entrino le elezioni. E' giusto un intervallo. Forse è perché mi devo sbriga a fa un figlio, mica so Briatore.

martedì 26 febbraio 2013

Nel fango affonda lo stivale dei maiali

E' che mi erano venute un sacco di considerazioni da fare, nella mezzoretta di ghiacciata pedalata notturna verso casa.
Poi, però, ho pensato che le stesse cose le troverete domani sui giornali, peraltro scritte molto meglio.
Allora, proprio nell'ultimo strappo (diciamo da Ponte Casilino) ho capito che c'era un'altra via - oltre alla lobotomia - per spiegare quel quasi 30% (il trenta per cento) di preferenze per il Pdl ("Lega e altri"): è stato un voto di protesta.

(Buon risveglio a tutti. E ve lo dico subito, non provateci nemmeno a fissare punti sui muri facendo lunghi sospiri. E' tutto vero).

domenica 24 febbraio 2013

Ci piace la fre'

Dopo una quintalata di molinara, antipasti vari e agnello con patate a chiudere, è sempre bello girare per i bar di paese alla ricerca della digestione.
Però, a volte, vien da pensare che il suffragio universale non sia stata poi 'sta così grande conquista:

- Gruppo di avventori sulla cinquantina: "J vote a Berlusconi pecchè gli piace la fregna!"
- Barista, trentacinquenne, piuttosto piacente: "Esatto!"

mercoledì 13 febbraio 2013

Mi serve un Polverizzatore Thompson (13)


- Visto che manca da un po' su queste pagine e considerando che non riesco più a linkare il titolo del post, ricordo a tutti che il nome di questa rubrica viene da qui.

- Ci aspetta una battaglia durissima, piena di colpi bassi e di scena. Ancora poche settimane per decidere se vincerà la furbizia, la strategia, la concretezza o l'eccentricità: chi si aggiudicherà mai il titolo di Masterchef (8 all'olio sulle foglioline di prezzemolo)?

- A proposito di magnà, l'immaginifico (1, alla vita) è ancora tra noi, più vivo che mai (beh, insomma) a raccontar di nuovo vecchie barzellette e a dire il contrario di quanto espresso poco prima senza il più minimo senso della misura, del rispetto e dell'educazione, riuscendo, lo ammetto, ad avvolgermi con un carico di tristezza che davvero, non ce la faccio più. Aiutatemi, aiutatemi a superare la paura verso quell'assurdo 20% e oltre di persone che ancora lo voteranno.

- Che poi, va bene Santoro, ma come si fa a dire che “ha vinto il duello televisivo” uno che ha ripetuto per tutta la trasmissione che il partito di maggioranza dovrebbe poter cambiare la costituzione?
Cioè, al netto di tutto l'immenso resto e pur avendo la folle intenzione di votarlo, penso a come sarebbe possibile farlo dopo quest'affermazione.

- E comunque il problema di Bersani è che c'ha lo stesso carisma e credibilità della Signora Coriandoli.

- In effetti, se la pensassi diversamente, avrei potuto difendermi da quel 20% con sole 50 euro. E' quanto sborsato da un cittadino di Villetta Barrea per aggiudicarsi l'offerta del Comune di Civitella Alfedena (voto 9 per l'americanismo spinto): l'unica pistola in dotazione al comando di polizia del paese. Magari ci compreranno un po' di cancelleria.

- “Non c'ho sordi manco ar Fantacalcio”. (Ivan, in attesa dell'asta di recupero)

- Ho scoperto Nell'anno del Signore (Luigi Magni, 1969), ma più che altro (lasciando come sempre fuori classifica la bella prigioniera claudia cardinale, minuto 4e40, se avete fretta) ho scoperto I carbonari di Armando Trovaioli). Non è stata una scoperta, invece, sentire i brividi nella versione di De Andrè.

- Appena il Pescara Calcio ne ha annunciato l'acquisto, non ho potuto fare a meno di pensare a quella volta che sognammo di scrivere Kroldrup a Scarabeo.

- Il fatto è che, alla fine, perlomeno dopo la Champions, uno se lo vedrebbe pure Sanremo per farsi due risate con gli amici. Poi però, quando ti sposti sulla Rai stanco delle ovvietà di Paolo Rossi su Sky Sport, vedi scendere le sorelle Parodi da una specie di scalinata semovente che pareva una mano di Freddy Krueger e allora, solo allora, ti chiedi: perchè?

- Svelato il volto de L'origine del mondo (sarebbe da far un voto disgiunto). Se mi dite pure chi era la Gioconda non vi parlo più, anzi, ci litigo a morte.

- Appena arrivata, via mail, parlando di Ingroia e redditometro: "Io sto perfetto, nin ting nu cazz". (Mono, filosofeggiando, voto 10)

- E poi, proprio mentre scrivo, leggo della morte di Gabriele Basilico. Uno che - in questo mondo di ciechi smemorati - insegnava a vedere senza giudicare. E via.

martedì 29 gennaio 2013

Eyes full of sorrow, never wet

Streets full of people, all alone
Roads full of houses, never home
A church full of singing, out of tune
Everyone's gone to the moon


Non so proprio su che genere andrò a parare, però state certi che, in un'altra vita, quando girerò un film, la scena madre sarà accompagnata da Everyone's gone to the moon, nella versione di Nina Simone & Piano (1969). A mio modesto parere, uno dei migliori album di sempre.
Fatevi due birre di meno e compratelo (oppure compratelo e bevetevi pure le due birre).
Ne varrà la pena.

martedì 22 gennaio 2013

Qualcuno, non loro

Non sono un tipo da compilation, neanche da playlist. E vi giuro che queste saranno le uniche due parole "non italiane" di questo post. Facciamo tre.
Sì, insomma, mi piace molto, a fine giornata, osservare la pila di cd (cazzo...) di fianco lo stereo, è come riguardarsi le immagini di una videocamera di sicurezza piazzata tra i neuroni.
Però, anni fa, in macchina, ne avevo un paio. Una era piuttosto improbabile, partiva da Elio, passava per Bowie e arrivava, in chiusura, al commento di Pizzul al gol di Del Piero contro il Messico, quando Bruno, nell'improvvisazione, riuscì a disegnare perfettamente il periodo di offuscamento del capitano bianconero: "il pallone ha un'infinita gamma di soluzione imprevedibili". Poi va beh, tornò al bar con Bulgarelli, ma il tartufo bianco era ormai servito.

Nella seconda, c'erano Dylan e Gaber, intervallati a darsi pacche sulle spalle a vicenda e contemporaneamente uniti nel costringermi ad aprire la più classica delle valigie piene di ricordi.
Credo fu la prima e unica volta, in età adulta, che piansi davanti a mia madre. E questa è una di quelle cose che non mi perdonerò mai. Insieme al fatto di non essere andato ai funerali dei miei nonni.
Ero alla guida, andavamo in montagna a raccattar salami lasciati stagionare in cantine altrui ed era un periodo, giorni direi, un po' così, di novità e partenze da una parte, di cose vecchie e arrivate dall'altra.
E quindi che ci volete fare, già mi commuovo quando muore Prima Base in Sorvegliato Speciale, figuriamoci cosa può succedere se sono io che ci sto lasciando la pelle.
Riuscii a trattenermi a stento sul penultimo pezzo (It's all right ma, I'm only bleeding) ma non potei alcunché sull'ultima traccia: così, su quel meraviglioso crescendo di storia e tamburi, indignazione e chitarre, la diga si crepò, tremò e poi crollò di fronte all'immagine dei due gabbiani ipotetici.

Tutto questo per dire che dopo pranzo mi son deciso a vedere e sentire Qualcuno era comunista, interpretata (ma son parole grosse) da Veltroni e Bertinotti (ottimo, invece, Paolo Rossi), all'interno della celebrazione officiata da Padre Fazio.
Un'esibizione che nel futuro potrebbe prestarsi ad una parodia della madonna, magari partendo dalla voce e dalla faccia dello stesso Veltroni: "qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos'altro".

Così, adesso, l'unica cosa da fare è bere un tè e riascoltarsi l'originale, nella speranza di non perdere mai l'intenzione del volo.

lunedì 31 dicembre 2012

Il capodanno per antonomasia

Non so, forse è troppo tardi per dirlo, ma magari riuscirò a svoltare il capodanno a quelli che - "nella fascia di età tra i 28 e i 45 anni" - non ancora hanno sciolto le riserve.
E insomma, prendete suv, jet privati, biplani personali e buttatevi a far baldoria nel posto in cui tutti vorrebbero essere, perché il

"Capodanno a Cortina è per antonomasia uno dei momenti più glamour ed entusiasmanti che si possano vivere.

Sarà per lo scenario naturale assolutamente incomparabile, sarà per i Cortina People che ogni anno si danno appuntamento nella Perla delle Dolomiti, sarà per quell'indescrivibile Joie de Vivre che ti avvolge e ti conquista ogni volta che arrivi in Corso Italia, ma festeggiare l'arrivo del Nuovo Anno a Cortina... e dintorni! è davvero tutta un'altra cosa!"

Ok, mi rendo conto che siamo agli sgoccioli e probabilmente troverete esauriti sia il Cashmere Club di via Largo delle Poste (un Cashmere Club in via Largo delle Poste...aaaah! ci vorrebbe un'invasione di nonne armate di borsette) che il Vip club in Corso d'Italia, allora non posso far altro che consigliarvi vivamente il Gala Dinner Party & Burlesque Show dello Chalet al Lago, giunto ormai alla tredicesima edizione con mise en place seduta e servita con cinque portate. Il tutto in compagnia dello show di Vesper Julie e della musica di DJ Paul Bryan.

Ah, dimenticavo il Dress Code: Abito Scuro.

E poi ditemi che non vi voglio bene.

sabato 15 dicembre 2012

Ma tu pensa

- "Parlami."
- "Lo sto facendo."
- "Sì, intendevo, non fermarti."
  (scambio di sms)

Io ci faccio molto caso. Alle coincidenze, dico. O chiamatele come vi pare. Arrivano da chiunque: amori irrisolti, mai pensati o bramati, amici di una vita o conoscenze occasionali. Persino l'ipod pare pensarci, quando in modalità casuale ti regala il pezzo che volevi sentire in quel momento, mentre pedalavi su quella strada, esattamente di fronte quell'albero, quella fontana da cui cominciò tutto. O semplicemente continuò. Prima di finire.
Altre volte sono messaggi, telefonate, mail che arrivano alle spalle, con un sorriso o una pugnalata, proprio mentre scrivevi di e per quella persona, cantavi e suonavi quella strofa. O guardavi quel film, quella scena che avevate gustato insieme anni fa. E che già allora pareva un déjà vu. Però chissà, non sarà così per tutti, mi dico, allora spesso tengo tutto per me, perché dai, non è per niente detto che gli altri si facciano le tue stesse pippe mentali, come spesso hai capito sulla tua pelle, a seguito di una risposta mai arrivata o di un'altra senza senso, gelida come i piedi d'inverno, che addiritura non ricorda, che ha cancellato quel momento che tu porti tatuato sul fegato. Succede anche che arrivi prima lei, perché ovviamente è spesso di una lei che si tratta. Così, giusto per ricordarti la chimica delle affinità elettive, e perseguire quel sottile gusto che da il continuare a mentirsi, ben conscio che gli eletti sono in realtà altri. E le affinità, infine, pure.
In ogni caso, sono ben lontano da smettere, perché son convinto che

Tutti abbiamo sentito questo genere di cose. La lettera che arriva mentre la tazza di tè cade a terra. La chitarra che attacca con la prima nota mentre l'ultimo respiro si spegne. Non le attribuisco a Dio né alla forza dei sentimenti. Forse al caso. O forse il caso è solo un altro modo per convincerci che siamo preziosi. 

(Questo bacio vada al mondo intero - Colum McCann, 2009)

venerdì 7 dicembre 2012

Ci stan le ragazzine che te la danno

- Giuliano Ferrara: "Capiremo presto che Grillo è uno che fa del cabaret e non è uno statista."
- Enrico Mentana: "In altri casi c'è voluto più tempo."

Dopo aver dopato psicologicamente i suoi ragazzi, il Presidente del Milan ha deciso in solita e piena autonomia di rimettersi una maglietta da titolare, subito dopo aver annunciato di eclissarsi in panchina e dopo ancora, ufficialmente, di appendere le scarpette al chiodo.
Tutto questo nonostante il parere contrario espresso nel ritiro precampionato persino da tutti i suoi compagni di squadra, che poi, per non essere da meno e per non tradire la nostra fiducia più che la sua, hanno salutato con toni entusiasti l'ennesimo ripensamento.
Su tutti, mi piacerebbe segnalare la reazione di Mara Carfagna (Miss Cinema 1997, già valletta di Frizzi, Magalli e Mengacci, poi Ministro per le Pari Opportunità), in silenzio da troppo tempo ma che effettivamente non poteva far mancare parole di apprezzamento al suo testimone di nozze:
"Con Berlusconi il nostro lavoro sarebbe più facile."
E insomma, considerato tutto, ad essere sinceri non credo sia un pensiero da mettere in discussione.

Aspettando con ansia la decisione di domani (e quella di dopodomani), fa piacere che anche la borsa di Milano, con solo i titoli Mediaset in attivo, abbia finalmente dato la stessa risposta che la maggior parte degli italiani si dà dal 26 gennaio 1994.   

giovedì 6 dicembre 2012

Porgi l'altra guancia

- "E' il signore che vi manda da noi!"
- "No, passavamo di qui per caso!"
 (da Lo chiamavano Trinità - E.B. Clucher, 1970)

- "Su Badoo si scopa"
(anonimo del XXI secolo)   


Il Papa che sbarca su twitter è una di quelle notizie che potrebbe far smuovere il mio totale rifiuto per i social network.
La magnifica idea di questa Chiesa (una, santa, cattolica e apostolica) rivolta ai giovani, che vuole parlare come i giovani con gli stessi mezzi che usano i giovani (se non altro quelli che non scopano prima del matrimonio, e soprattutto, scopano solo per procreare) non è stata solo quella di aprirsi un profilo cinguettante, ma in special modo quella di lanciare l'hashtag #faiunadomandaalpapa.
Ossia la classica mazzata sulle palle, perché il mezzo in questione, al netto degli imbecilli e delle volgarità, permette a chiunque di dire qualcosa che, a guardar bene, spiega meglio di un'omelia la lontananza di questa istituzione che, togliendo le esecuzioni, l'accettazione della teoria eliocentrica e le leggi del Levitico, non è cambiata di un pelo in 2000 anni di storia.

Io, per fortuna, ho un sacco di amici vecchi che si comportano da giovani e che usano i social network non solo per scopare. O forse no.
In ogni caso, ecco una piccola selezione delle domande (tra quelle inviatemi in un gustosissimo - e non ancora terminato - carteggio elettronico) che i giovani italiani hanno rivolto al Vescovo di Roma, nonché capo del collegio dei vescovi, pastore in terra della chiesa universale e soprattutto, vicario di Cristo:

- ho questa domanda che mi tortura: ma lei, esattamente, che fa tutto il giorno?
- secondo lei possiamo considerare L'Arcangelo Gabriele un pioniere dell'inseminazione artificiale?
- ha mai pensato al fatto che Gesù è morto su una croce di legno e che suo padre era l'unico falegname in città?
- ma anche lei la mattina si sveglia con l'alzabandiera?
- Papa, hai visto che botta l'Imu? No?
- se ti mando un po' di casse d'acqua, mi rimandi indietro i boccioni di vino?
- ok l'invasione delle cavallette e la tramutazione del vino in sangue, ma la Santanchè era indispensabile?
- santo Padre, ma è lei ad essere responsabile dell'evoluzione di Terence Hill da Trinità a Don Matteo?     
- si mette mai sui condotti d'aria per imitare Marlyn Monroe?
- Benedè, dì la verità: ogni tanto ce la metti la nutella dentro l'ostia?

venerdì 30 novembre 2012

Precisazioni

Roma, esterno giorno. Sette e trenta del mattino. Nel traffico di via di Bravetta, la tassista, il titolare della Festicciola e le sue tre ore di sonno oppongono al diluvio in corso un dignitoso e meditabondo silenzio.

Da radio24, il solerte giornalista ci informa delle ultime imperdibili dichiarazioni di Carla "ho chiesto al chirurgo plastico di farmi diventare eschimese" Bruni:
- "La mia generazione non ha piu' bisogno di essere femminista. Ci sono delle pioniere che ci hanno aperto la strada. Io non sono per nulla una militante, sono piuttosto una borghese."

Tassista, precisa e definitiva come il gancio sinistro di Sugar Ray Robinson:
- "No no, s'è sbajata, voleva di' mignotta."

giovedì 22 novembre 2012

Enigmi irrisolti

Roma, interno giorno. Nei locali della Palestra Popolare non ancora inondati dai soffritti dei ballatoi di San Lorenzo, il silenzio del mattino è accarezzato solo dal rumore delle corde che fendono l'aria.

Paolo, appena rientrato dopo lo scarico dell'idropulitrice, esordisce così, dando finalmente inizio ad una nuova giornata:
"Ma secondo voi, che se dicevano Lory Del Santo ed Eric Clapton?"

mercoledì 14 novembre 2012

Blindatissimi

"Oggi è il Santo Natale. Il grande varietà religioso comincerà alle ore nove e trenta: il cappellano Charlie vi farà sapere come il mondo libero riuscirà a far fuori il comunismo con l’aiuto di Dio e di alcuni marines."

(Sergente Istruttore Hartman, da Full Metal Jacket, 1987) 

Ovviamente ne è valsa la pena. Nonostante le poche ore di sonno e i 9,2 km (quanto mi diverto con google maps) di pedalata mattutina senza colazione, complice una sveglia rimandata troppe volte. E pazienza se all'auditorium pensano di essere al Danieli e ti chiedono 2,80€ per cappuccino e cornetto al bancone.
Ore 9 in punto, luci spente e scritta bianca su sfondo nero: "a Stanley Kubrick film".
Peccato non poterla più vedere rinnovata.

domenica 11 novembre 2012

Giusto per esser chiari

Glissando signorilmente sul risultato finale, direi che il momento clou della serata si è avuto intorno alla mezz'ora della ripresa, dopo l'espulsione di mister Giovanni "non mi sento in discussione" Stroppa a seguito di un rigore sacrosanto negato a Weiss (dopo quello negato nel primo tempo, sullo 0a2, per un fallo di mano di Vidal in area):

(voce fuoricampo - con l'accento che non riuscirò mai a rendere su queste righe - perfettamente in sincronia col momentaneo silenzio di Maurizio Compagnoni, telecronista Sky)

- "Quarto uomo! Li capisc' lu pescares'? Ngul'a mammt'!!"

lunedì 5 novembre 2012

Floating with Della Valle

“La madre l’ha chiamato Clay? E io lo chiamo Clay!”
(da Il Principe cerca moglie - John Landis, 1988)

Da tiepido osservante de “la vita in differita” (corrente di pensiero nata dalle teorie del filosofo Di Giogia e dell’avvocato Eto’o), giorni orsono mi son trovato sulla tazza del cesso a leggere un quotidiano di qualche settimana fa.

Mentre espletavo le funzioni consone al luogo - e nonostante la mia totale e volontaria ignavia (per non dire menefreghismo assoluto) nel ramo abbigliamento - non ho potuto fare a meno di notare la pubblicità di un noto calzaturificio e subito dopo pensare che in definitiva, pur prediligendo pugili più ortodossi à la Ray “Sugar” Robinson e Marvin “The Marvelous” Hagler, non credo proprio che Muhammad Alì sarebbe riuscito a fluttuare come una farfalla (e poi pungere come un’ape) indossando delle Tod’s.